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Recensione: “Limes 7/22 La Guerra Grande”

Buongiorno a tutti, sono Elena e vi ringrazio di essere su Life Is Like a Wave Who Rises and Falls! Oggi vi parlo della mia ultima lettura:

Limes 7/22 La Guerra Grande

Il Sommario

Il Resto del Mondo siamo noi – Editoriale

Parte 1 – America e associati contro Cina
Il Quad visto dagli Stati Uniti – Phillip Orchard
‘China First, in Asia l’America rischia di perdere’ – Elbridge A. Colby
Il primato del dollaro non finirà domani – Fabrizio Maronta
Taiwan si àncora a Usa e Giappone per non finire come l’Ucraina – Alan Hao Yang
Sarà Delhi a vincere la guerra? – Lorenzo Di Muro
Il Quad visto dall’India – Manoj Joshi
Così il Giappone affronta la paura che la Cina imiti la Russia – Stephen R. Nagy
La lezione degli antipodi. Non c’è dominio senza egemonia – Giulio Sapelli
Il Quad visto dall’Australia – Michael Shoebridge
Canberra non è pronta a una guerra con la Cina – Patricia A. O’Brien
Solidali, ma sovrani. La Nuova Zelanda snobba il fronte anticinese – Jacinda Ardern

Parte 2 – Cina senza soci contro America
Xi Jinping alla resa dei conti – Deng Yuwen
Pechino, il mondo ‘altro’ e un conflitto tutto occidentale – Hu Chunchun
L’America vuole la Nato in Asia per strangolare la Cina – Peiyu Wang e You Ji
Nell’Oceano Pacifico la Repubblica Popolare prova ad accerchiare gli Usa – Giorgio Cuscito
Armi e vie della seta: cosa porta la Cina in Ucraina – Nicola Cristadoro

Parte 3 – Bollettino dalla Russia invadente
‘Questa è la Russia, voi non capite’ – Igor Pellicciari
Il suicidio economico della Russia – Gian Paolo Caselli
Epura et impera, il metodo Zelens’kyj – Fulvio Scaglione
Lo schiacciasassi russo – Mirko Mussetti
I mercenari d’Ucraina – Nicola Cristadoro
L’invisibile battaglia spaziale nella guerra d’Ucraina – Marcello Spagnulo
L’Uzbekistan alla prova del conflitto ucraino – Fabrizio Vielmini

Parte 4 – Visto dalle nostre case
Il fallimento del sistema finanziario mondiale – Jacques de Larosière de Champfeu
‘Così la Chiesa pensa il mondo’ – Pietro Parolin
Vivere con meno energia. Come ci colpisce la rappresaglia russa – Michele Soldavini
La Germania teme per la tenuta del fronte interno – Greta Cristini
È anche la nostra guerra ma non lo ammettiamo – Giuseppe Cucchi
‘Perché bombardammo la Serbia’ – Biagio di Grazia

Autori

La storia in carte – a cura di Edoardo Boria

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dall’11 al 29 agosto 2022.

Lettura n° 32 del 2022.

Più leggo Limes, più ci capisco e di coseguenza mi piace. È stato un numero particolarmente interessante perché ho trovato belli molti articoli, come quello di Pellicciari sulla visione russa del mondo occidentale; quello di Scaglione sul modo di governare di Zelens’kyj; quello di Mussetti sulla guerra in Ucraina che diventa piano piano insostenibile per gli invasi; Cristadoro ci parla dell’organizzazione dell’esercito ucraino; Spagnulo ci parla della battaglia nello spazio. Ho trovato anche un riferimento a Tolkien che vi ho riportato QUI nella nuova sezione dedicata proprio a questo autore!

Dopo un numero così interessante e approfittando del mio compleanno mi sono regalata l’abbonamento annuale (risparmiando così la metà della cifra originale), perché credo sia importante leggere per svagarsi ma è anche importante leggere per imparare e soprattutto cercare di capire un pochino di più il mondo complesso in cui viviamo oggi e sono sicura che Limes può aiutarmi! Quindi per il prossimo anno una volta al mese vi parlerò di Limes perché #IoLeggoLimes!

Tutto conferma che fra i vettori di incertezza che sconvolgono le equazioni strategiche globali questa guerra russa è per noi italiani la più grave. Perché guerra vera, non metaforica come quella attribuita al virus, quando spensierati ci illudevamo vaccinati per sempre dalla minaccia delle armi. Perché su di essa non abbiamo controllo mentre ne siamo potenziale bersaglio collaterale. Perché alla logica di guerra siamo talmente refrattari da tuttora rifutarci di prenderla in considerazione. Rimozione irresponsabile. Con la freddezza cui obbliga l’emergenza, conviene recuperare il senso della realtà e defnire i percorsi che mettano in sicurezza la nostra barca, poco attrezzata per acque tanto agitate.

Lucio Caracciolo, Editoriale

Gli Stati, se ne hanno la possibilità e l’interesse, utilizzano la forza militare per perseguire i propri propositi.

Elbridge A. Colby, ‘China First, in Asia l’America rischia di perdere’

Il mondo è un posto terribilmente complesso, anche se malgrado tale complessità c’è spesso chi si ostina a adottare una visione manichea.

Jacinda Ardern, SOLIDALI, MA SOVRANI LA NUOVA ZELANDA SNOBBA IL FRONTE ANTICINESE

Non dobbiamo permettere agli eventi di trasformarsi in profezie che si autoavverano, segnando così il destino della nostra regione.

Jacinda Ardern, SOLIDALI, MA SOVRANI LA NUOVA ZELANDA SNOBBA IL FRONTE ANTICINESE

Il commercio costruisce ponti, è veicolo di una cooperazione (…) che trascende lo scambio di beni e servizi. Crea connessioni, obblighi reciproci, interessi condivisi, benefci comuni e in tal modo riduce i confitti favorendo pace, stabilità e prosperità.

Jacinda Ardern, SOLIDALI, MA SOVRANI LA NUOVA ZELANDA SNOBBA IL FRONTE ANTICINESE

Accettato da tempo che l’Italia – paese fondatore della Ue e membro storico della Nato ma potenza più commerciale che geopolitica – non possa che accodarsi alle decisioni multilaterali contro il Cremlino, i russi non capiscono perché oggi Roma cerchi il primato nello scontro retorico con la Russia. Usando parole come pietre che nulla hanno aggiunto alla sostanza delle sanzioni mentre hanno seriamente compromesso le relazioni storiche tra i due paesi. Con un livello di personalizzazione dello scontro sconosciuto anche ai tempi della guerra fredda.

Igor PELLICCIARI, ‘QUESTA È LA RUSSIA VOI NON CAPITE’

Abbiamo cioè odiato la Russia molto più di quanto ci siamo davvero interessati all’Ucraina.

Fulvio SCAGLIONE, EPURA ET IMPERA IL METODO ZELENS’KYJ

La guerra inizia nel cuore dell’uomo. Ogni insulto sanguinoso allontana la pace e rende più diffcile qualsiasi negoziato. Non dobbiamo cedere alla logica della demonizzazione dell’avversario, del nemico.

Pietro PAROLIN, ‘Così la Chiesa pensa il mondo’

Troppo spesso nel dibattito sulla guerra in Ucraina domina il parametro morale della superiorità delle democrazie occidentali piuttosto che il pragmatismo del quadro geopolitico. «Sono i nostri valori democratici che non ci permettono di tollerare l’imperialismo russo». Ci piace pensarci migliori degli altri. Non sono proprio sicuro di questa superiorità morale, ma sono assolutamente certo che in questo modo non si aiuti il pubblico a comprendere quanto accade nel mondo. Perché per le classi dirigenti di un paese, almeno quelle di oggi, il piano degli ideali è più un paravento che il movente della scelta.

Edoardo BORIA, La storia in carte
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