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Recensione: “Limes 6/21 Se crolla la Russia”

Buongiorno a tutti sono Elena Ragazzoni e grazie di essere su Life Is Like A Wave Who Rises and Falls! Oggi vi parlo della mia ultima lettura:

Limes 6/21 Se crolla la Russia

Il Sommario

C’era una volta il fronte occidentale – Editoriale

Parte 1 – L’arrocco russo
L’incorreggibile fragilità della nuova cortina di ferro – di Federico Petroni e Mirko Mussetti (in appendice: Franco Iacch – I muscoli ipersonici di Mosca nel Mediterraneo)
Dopo la botta, la Russia è di nuovo sé stessa – di Leonid Dobrokhotov
Stallo senza limiti – di Orietta Moscatelli
Il conflitto nel Donbas divide la Russia – di Olga Dubrovina
Il Caucaso meridionale resta cosa russa – di Aldo Ferrari

Parte 2 – Stati Uniti, finti amici e altri nemici
La nuova acrobazia degli americani – di Dario Fabbri
Il ritorno degli Usa in Europa non significa niente – di George Friedman
Perché la Cina ha bisogno della Russia – di Giorgio Cuscito
Il duo Russia-Cina per ora tiene – di Elena Imbimbo Rathgeber
Kiev può far saltare la fragile intesa fra Turchia e Russia – di Daniele Santoro
Canale Istanbul serve alla Turchia per arginare l’imperialismo della Russia – di Sezai Özçelik
La Crimea è dei tatari – di Sezai Özçelik
Per l’Est, la Russia era e resta il problema – di Miłosz J. Zieliński
Per la Svezia il pericolo non è Putin, è la Russia – di Magnus Christiansson

Parte 3 – Ucraine e Georgie contese, ora tocca alla Bielorussia?
L’Ucraina punta ancora a Nato e Ue – di Ihor Kohut
In Ucraina l’Occidente si gioca sé stesso – di Oxana Pachlovska
Zelens’kyi l’equilibrista – di Fulvio Scaglione
La Crimea è una cambiale perpetua – di Fabrizio Maronta
Cuscinetto o ariete, l’Ucraina per Mosca è comunque persa – di Mikhail Minakov
Il trentennio perduto dell’economia ucraina – di Gian Paolo Caselli
Lukašėnka bussa a casa Putin – di Mauro De Bonis
Tbilisi in allarme si riavvicina a Kiev – di Marilisa Lorusso

Limes in più
Dai Volsci ai Rom. La transumanza nel Pontino – di Antonio Pennacchi e Massimiliano Lanzidei

Il dialogo discreto Iran-Emirati – di Emanuele Bobbio

Autori

La storia in carte – a cura di Edoardo Boria

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 29 agosto al 10 settembre 2022.

Lettura n° 33 del 2022.

Nell’attesa dell’uscita del nuovo numero questo mese ho letto un Limes vecchio perché con lo scoppio della guerra in Ucraina ho preso qualche aretrato che piano piano voglio leggere. Se c’è una cosa che non mi piace molto di Limes sono gli editoriali di Caracciolo, ostenta a mio parere in malo modo la sua conoscenza anche in altri campi oltre alla geopolitica: fa paragoni, richiami alla storia e quant’altro… si vede che è colto (chi dice il contrario?) ma ostenta troppo e non mi piace. Se anche i contributi interni avessero lo stesso tono non lo leggerei. Potrebbe essere un pelino più diretto senza tanti abbellimenti inutili. Non che non riesca a seguirlo ma è esagerato. Nell’editoriale di Caracciolo ho trovato anche un piiiccolo riferimento ad Alessandro Magno (eh sì proprio lì) che ho riportato QUI.

Ogni numero di Limes ha degli articoli che mi colpiscono in particolare, in questo numero ci sono stati quello di Caselli sul trentennio perduto dell’economia ucraina e anche (sorprendentemente) l’approfondimento Dai Volsci ai Rom. Da questo numero si capisce chiaramente come l’invasione russa dell’Ucraina fosse una mossa che stava preparando da un po’, non è stata una decisione presa su due piedi e dopo questo ennesimo numero sono contenta di aver deciso di continuare a leggerlo perché è utile ed interessante.

Lancio anche questo hashtag #IoLeggoLimes che non diventerà una moda, perché chissà come mai le mode hanno a che fare solo con cose futili e non utili… comunque sì sono contenta di leggere Limes perché mi aiuta e me ne rendo già conto.

Nella sfida fra Stati Uniti e strana coppia sino-russa Pechino e Mosca hanno il vantaggio di non avere alleati da difendere e molti alleati di Washington da minacciare o addirittura colpire senza giocarsi la vita.

Lucio Caracciolo, C’era una volta il fronte occidentale

I trattati non sono naturalmente libri sacri, tanto che al loro interno contengono generalmente clausole che ne autorizzano la modifca o la cancellazione.

Sezai Özçelik, Canale Istanbul serve alla Turchia per arginare l’imperialismo della Russia

Le potenze declinanti sono pericolose.

Magnus Christiansson, Per la Svezia il pericolo non è Putin, è la Russia

L’uso politico della storia è uno strumento sfruttato brutalmente in particolar modo nei momenti di crisi.

Oxana Pachlovska, In Ucraina l’Occidente si gioca sé stesso

La crisi non può essere risolta senza un’intesa tra Russia e Ucraina, a sua volta parte di un più ampio accordo tra Mosca e l’Occidente.

Gian Paolo Caselli, Il trentennio perduto dell’economia ucraina

Buona giornata e buon week-end,

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