By Me

Io più me – agosto 2022

Dopo un periodo d’incertezza e ripensamenti ho deciso una cosa pratica e per me preziosa: continuo a scrivere queste mie frasi ma mi aiuto con un account Twitter privato @iopiume. Twitter si contraddistingue per la sua semplicità e immediatezza e così, scrivo le frasi come mi vengono, poi ci lavoro, le sistemo, tengo le più belle senza che siano ripetitive e quello che si salva lo pubblico qui. Nel mese di agosto ho pubblicato un centinaio di tweet, ma quello che resta, il meglio, è questo. Quel profilo Twitter è privato e pensate che in un mese sono arrivata a (“ben”) sei followers di cui tre sono io dagli altri miei profili, ma è bello che sia privato perché mi sento libera di scrivere le cose di getto, senza pensarci troppo. Un account privato non è fruibile da tutti ma non ho bisogno di mettermi in mostra. Però è bello anche lavorarci su e molti tweet sono effettivamente troppo ripetitivi e inutili. Ma scrivere è sperimentare, lo faccio da tanto, mi piace e mi aiuta. Non mi piaceva dover smettere di pubblicare qui i miei pensieri ma per fortuna ho capito che a perderci e a limitarmi ero solo io. Quello che vi avevo scritto qualche tempo fa era più un mio tentativo di autoconvincermi che una spiegazione da darvi. La realtà è che mi piace ciò che faccio qui, come ho reso questo blog (che nei prossimi giorni amplierò ulteriormente 😀 ) Ma è vero che non voglio insegnare nulla, voglio semplicemente continuare a usare questo mio blog più che decennale come meglio preferisco e scrivere nel modo che mi piace, senza inutili interferenze di persone che non capiscono.


Quando non puoi fare ti resta solo da pensare.


Un’opinione per essere importante deve essere motivata, fondata, altrimenti non è degna di essere nemmeno presa in considerazione.


Mi conservo la possibilità di essere in disaccordo con te senza avere altri motivi esterni (rabbia, nervosismo) che condizionino (o offuschino) la mia capacità di giudizio.


Ho smesso di prestare il fianco a chi ha una visione assoluta delle cose.


Come posso voler cercare ancora un tuo consiglio se ormai so che mi dai sempre contro e trovi solo errori e mancanze in ciò che faccio?


Non capisco l’abitudine di rispondere con gli smiley. Siamo dotati di un intelletto che ci ha permesso di creare un sistema come il linguaggio e cosa usiamo? I simboli. Al posto di andare avanti si torna indietro! Per la comodità diventiamo inetti.


Amicizia è anche reciprocità. Se è a senso unico o è sbilanciata tutta da una parte semplicemente non si chiama “amicizia”.


La bellezza non è mai perfetta.


È superfluo ricordare che una cosa è scontata. Ma se lo si fa comunque significa che non è poi così scontata come si vorrebbe far credere.


Il dialogo non nasce da visioni assolute.


Chi dopo aver letto una manciata di libri su Alessandro Magno pensa di avere capito e di sapere tutto su di lui non ha capito proprio nulla.


Le parole hanno valore se dette con consapevolezza, altrimenti si parla solo per dar aria alla bocca.


I consigli di chi ti critica sempre e ha solo parole negative per te non dovrebbero chiamarsi così. Sono giudizi.


Il difficile non è trovare un lavoro che ti soddisfi ma trovare la soddisfazione nel lavoro che hai già.


Se ti impicci della mia vita solo per curiosità faccio in modo di non farti più sapere nulla.


Scrivere senza la paura del giudizio degli altri è la forma più bella, potente e catartica della scrittura.


Da una stessa idea di fondo possono uscirne modalità e attuazioni diverse oppure anche opposte che parrebbero inconciliabili, ma se ci sforziamo a capire l’idea alla base troveremmo straordinari punti in comune. Bisogna sforzarsi, chiedere, essere curiosi, non fermarsi alle apparenze.


Non sono le cose che ci si aspetta ma quelle inaspettate a sorprenderci.


Ci sono persone che parlano, parlano e parlano ma alla fine si riempiono la bocca di parole inutili perché non fanno altro che parlare.


Alcune persone non lo ammetteranno mai ma molto di ciò che fanno e di come si comportano è per avere l’approvazione degli altri e mettersi in mostra, apparire. Non fanno nulla di spontaneo o che sia lontano dai socials. Perché ciò che conta è apparire con disinteresse.


Capisci quanto sei importante per le persone, non dai gesti plateali che vanno organizzati ma che fanno una volta sola, ma dai piccoli gesti che fanno senza neanche accorgersene.


Se non dai importanza a una cosa degli altri come puoi pretendere che loro la diano per la stessa cosa quando è tua?


Sta a me e solo a me decidere a chi, cosa, come, quando e perché fare pubblicità sul mio profilo.


L’opinione importante non la ignori, l’ascolti.


In una critica a priori o di principio non conta ciò che dici e come lo dici, ma il semplice fatto che tu lo dica.


Se ciò che mi sento di scrivere non importa a nessuno perché non dovrei scriverlo?


Se parlare quando ci sono delle incomprensioni è inutile non so quando sarebbe più utile.


La sincerità non è facile da accettare: c’è chi riesce e chi no e in questo secondo caso ognuno reagisce a modo proprio.


Se ti mettono davanti a una scelta obbligata, non subirla passivamente, agisci anche tu in conseguenza.


Quello che accade con gli altri non deve condizionare ciò che mi piace fare. E non lo condiziona.


Un vero amico si ricorda di te in ogni momento, in quelli belli e anche in quelli brutti. Chi ti cerca solo in alcuni casi probabilmente non tiene veramente a te.


Quando si desidera sapere una cosa basta chiederla. Se non la si chiede non si può pretendere che ci venga rivelata. E nel domandarla una forma di cortesia non guasta mai.


Non serve addurre un mucchio di scuse per una tua mancanza. Basterebbe dire un “mi dispiace” oppure “scusami” piuttosto che fare lo spiegone, ne usciresti meglio.


È da esibizionisti egoisti postare foto e frasi del vostro pet nella sua giornata quando per gli altri 364 giorni dell’anno non lo trattate come un membro della vostra famiglia ma come un oggetto da relegare in un angolo e non dedicandogli le attenzioni che merita. In questo caso gli “animali” non sono loro ma gli esseri viventi definiti umani.


Quando una persona mi chiede solo delle mie difficoltà, mi sento sempre in difetto. Si parla solo di ciò che non sono o non faccio. Non le ho chiesto di aiutarmi, non le ho chiesto nulla. Il suo altruismo è invadente, è seccante.


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