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Recensione: “In the End. Una biografia non ufficiale di Chester Bennington” di Rosanna Costantino

ENGLISH REVIEW: HERE

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Life is like a wave who rises and falls!

Oggi finalmente riesco a parlarvi di un libro che da una parte speravo uscisse ma, dall’altra avevo paura di quando sarebbe uscita una biografia su Chester, perché prima o poi qualcuno l’avrebbe scritta e temevo fosse un modo per vendere sfruttando solo il suo nome. In questo periodo sento la mancanza dei Linkin Park, sono un po’ nostalgica e appena ho saputo di quest’uscita non ho potuto aspettare a leggerla, sebbene avevo dubbi e paure. Di solito non parlo dei libri quando sono sulla bocca di tutti, dato che mi piace leggere un libro perché mi incuriosisce e non voglio parlare del libro più chiaccherato del momento, ma non ho saputo resistere. Ho letto un mucchio di recensioni positive di fans e non e l’ho iniziato appena mi è arrivato.

In the End. Una biografia non ufficiale di Chester Bennington

di Rosanna Costantino

PubMe, 2021

ISBN: 978-8833667843, pp. 364

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Un bellissimo viaggio nella vita di Chester Bennington.
Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, è stato inserito tra i 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi secondo Hit Parader. Ha avuto un’infanzia difficile e per tutta la vita ha lottato contro i demoni della depressione e della dipendenza. La musica è stata la sua salvezza, lo strumento attraverso cui ha raccontato i suoi tormenti interiori, aiutando così milioni di persone ad affrontare le stesse inquietudini.
Nonostante il successo e tutti gli sforzi per non arrendersi, la depressione ha avuto la meglio e il 20 luglio 2017, a soli 41 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, lasciando sgomenti i fans e il mondo della musica.
Ancora oggi, la sua arte catartica continua a infondere un essenziale e inesauribile conforto.

Rosanna Costantino. Laureata in Lettere Moderne, è giornalista pubblicista e ha lavorato a Il Quotidiano del Sud-Basilicata come correttrice di bozze.
Crede con fermezza che si debba fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Per questo vive intensamente di molteplici passioni: adora perdersi nei colori e nelle forme dei quadri pittorici, nelle parole danzanti di un buon libro o lasciarsi trasportare dalla magia dei fotogrammi di una pellicola cinematografica. Ma la sua passione più grande è la musica, la cui forza propulsiva ha dato vita alla biografia non ufficiale ma appassionata di uno dei suoi idoli più amati: Chester Bennington.

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 30 aprile al 7 maggio 2021.

Lettura n° 42 del 2021.

Una delle letture più belle del 2021 ma anche di sempre.

Fin dalle prime pagine ho capito che Rosanna Costantino è una grande fan dei Linkin come me e che lei per prima ha voluto rendere onore a Chester, così mi sono affidata alle sue parole ed è stata un’esperienza bella e profonda ma non facile. Credo che questa biografia non ufficiale non abbia nulla di meno rispetto a una ufficiale, se e quando uscirà: forse una ufficiale potrebbe contenere materiale inedito ma, al di là di questo, il libro della Costantino è davvero fatto molto bene.

Fin dalle prime parole di questa biografia sono stata trasportata a vent’anni fa, quando ascoltando In the End mi fui innamorata di quella canzone, tanto che andai a cercare il singolo dal negozio di dischi e visto che era finito decisi di comprare l’album Hybrid Theory. Da allora non ho mai smesso di seguirli, di lasciarmi cullare, consolare ed esorcizzare le mie ansie e paure dai loro bellissimi testi, dalle melodie meravigliose, dalla voce semplicemente unica di Chester. I Linkin Park sono e saranno per sempre il mio gruppo preferito. Nonostante questo leggendo questa biografia ho scoperto cose che non sapevo e ho riscoperto tante emozioni. Mi è piaciuta molto la scelta di Rosanna di tradurre i testi delle canzoni e inseriti così, in mezzo al testo, acquistano un senso e diventano parte organica della narrazione.

In the End è un tuffo nella storia dei Linkin Park ma anche e soprattutto nella vita di Chester, fatta di sacrifici e sofferenze, vissuta sempre al massimo, passando da vette altissime a depressioni estreme, segnata dalla dipendenza e dall’abuso di alcool e droghe per alleviare i demoni che lo assillavano. Leggere e pensare a quanto ha vissuto Chester è doloroso perché l’autrice secondo me ha fatto un lavoro bellissimo: scandaglia i moltissimi indizi e testimonianze di Chester per spiegarci quanto le parole e le canzoni dei Linkin fossero autobiografiche, per mostrarci il Chester che molti non conoscevano. L’autrice deve aver fatto un lavoro enorme per raccogliere i moltissimi indizi degli stati d’animo di Chester, di come si sentisse sempre in difetto rispetto agli altri.

Da fan dei Linkin sono contenta di aver letto questa biografia perché, sebbene abbia pianto in più momenti, sebbene alcune parti siano state difficili da leggere perché emotivamente pesanti e dovevo interrompere la lettura perché avevo gli occhi appannati dalle lacrime, sono contenta che la Costantino abbia scritto In the End: Chester e i Linkin si meritavano un’opera come questa. È stato difficile leggere della vergogna di Chester per le sue ricadute, le sue debolezze e insicurezze. Dietro a quel sorriso raggiante si nascondeva un male che piano piano lo ha divorato. È stato difficile anche leggere il lungo capitolo dei messaggi da tutto il mondo delle persone quando hanno saputo della sua morte ma grazie a questo e al capitolo dopo del libro che parla di come Talinda abbia saputo reagire in modo costruttivo – ma non facile – alla morte del marito ne esce un messaggio importante per chi soffre di disturbi mentali: non sei solo; il brutto finirà quando meno te lo aspetti; chiedi aiuto, non soffrire in silenzio; e soprattutto tu sei unico e irripetibile, il mondo ha bisogno di te, tu puoi fare la differenza per qualcuno. Tu SEI la differenza per qualcuno. Chester lo era e lo è tutt’ora per noi fans dei Linkin e il libro della Costantino me l’ha ricordato e scolpito ancora una volta nella memoria. Nel descrivere Numb al concerto tributo a Chester l’autrice abbandona la terza persona per passare al noi, più personale e autentico. Rosanna è una fan dei Linkin come me e le sue emozioni sono anche le mie, la sua elaborazione del lutto è anche la mia.

L’autrice ci fa una biografia di Chester e anche dei Linkin Park, ma fa di più perché trasforma tutto il male che ha passato Chester come esempio per chi si trova in quelle stesse difficili situazioni, ne fa uscire un messaggio positivo. Proprio come Talinda la Costantino vuole che la morte di Chester non sia invano: questo libro diventa secondo me bellissimo e utile per tutti i fans dei Linkin ma anche per chi vuole sapere di più su dipendenze, problemi mentali e conseguenze di abusi. Grazie a Rosanna Costantino i fan dei Linkin Park apprezzeranno sicuramente questo libro perché scritto con amore e dedizione, rispettoso e anche curioso di quanto avvenne. Invece i non fan potranno leggere una struggente biografia di una persona troppo buona per questo mondo, inghiottita dal male e dall’oscurità quando era troppo piccola per affrontarla da sola.

Mi è piaciuto anche che tra tutti i titoli che questa biografia avrebbe potuto avere sia stato scelto proprio In the End, la canzone con la quale ho scoperto questo gruppo. Anche l’immagine di copertina mi piace perché mi sembra perfetta e rappresenta i chiaro-scuri di Chester.

Di solito quando leggo prendo sempre appunti per avere delle linee guida per la recensione ma questa volta ho preso appunti per segnarmi titoli di cover o di canzoni che voglio ascoltare. Questo per me significa che il testo mi ha catturata suscitandomi le stesse emozioni delle canzoni dei Linkin.

Il testo della Costantino è curato, vi ho trovato solo tre o quattro refusi però ho trovato insolito l’ordine delle note a piè pagina, della biografia dell’autrice ecc perché c’è l’indice dopo la biografia dell’autrice, della descrizione della collana Gli scrittori della porta accanto e i ringraziamenti ma è prima dei riferimenti bibliografici e delle note a piè pagina quando, di solito, questi ultimi due vanno prima degli altri elementi e l’indice va ultimo. Non è questo che influisce sulla bellezza del libro, ma è una piccola imperfezione a qualcosa di bellissimo.

Non so se l’autrice leggerà mai questa recensione e queste parole ma, grazie Rosanna: per la tua passione e per questo libro. Della marea di frasi che ho sottolineato e che vi riporto qui sotto, ce n’è una che mi è piaciuta tantissimo, ovviamente di Chester. Dal suo post su Instagram ho ricavato la foto con la frase ❤

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Ed ecco le frasi che ho sottolineato:

Il cantato di Chester poteva cullarti o farti a brandelli.

Non sapeva ancora che mostrando la sua anima ferita e arrabbiata, nel tentativo di placarla e riappacificarla con il mondo, avrebbe cambiato la vita di milioni di persone.

La forza distruttrice della rabbia di Chester, derivante da un passato doloroso, fu trasferita in tutti i testi, dando vita a canzoni terapeutiche per se stesso e per chi le ascoltava.

«Se vuoi tirare fuori la rabbia, devi averla dentro. In questo senso, avere avuto una vita difficile aiuta. Preferirei non aver provato certe esperienze, ma il passato non si può cambiare, tanto vale usarlo per comunicare qualcosa. Prima di realizzare i miei sogni, ho vissuto cose che non augurerei al mio peggior nemico. Sono quelle cose il “carburante” che mi permette di trasmettere certe emozioni in modo convincente».

Chester Bennington (Dini, 2017)

«Non abbiamo controllo sul successo. È solo il modo in cui vanno le cose. Lanci le carte in aria e cadono come possono».

Chester Bennington (Epstein, 2018)

«I fan davanti al locale alle due di notte? Faresti meglio a mostrare loro un po’ di rispetto. Non sono un fastidio».

Chester Bennington (Epstein, 2018)

«Guardando ho imparato che anche nei momenti più folli è bello ricordare cos’è importante e permettere a te stesso di godertelo».

Dave Farrell (watch.linkinpark.com)

«È stato più come perdere un fratello o un migliore amico. Non solo abbiamo passato un periodo di tempo folle insieme, ma abbiamo anche costruito qualcosa. L’abbiamo costruito insieme, è un’identità. Tipo, chi sei? Siamo i Linkin Park. E l’abbiamo fatto insieme. I Linkin Park sono una parte di tutto il nostro DNA . Non credo che qualcuno possa davvero capire, non si può mettere in relazione con nient’altro: non è solo la famiglia, non sono solo gli amici, non è solo la fratellanza, non sono solo gli affari, sono tutte queste cose messe insieme. Nel bene e nel male. Per essere una band e avere questo successo, ed esistere per così tanti anni come un’unità di ragazzi altamente funzionale, doveva essere così».

Mike Shinoda (LPCoalition, 2020)

«Se non posso essere onesto su ciò che sto vivendo e sulla mia vita, allora di cosa scriverò?»

Chester Bennington (Sun, Interview with Chester, 2009)

«Volevo scriverla come una lettera ai miei figli e dire loro che quando andranno là fuori per il mondo potrebbe essere una vera sfida. Ma basterà che si ricordino che c’è sempre un posto in cui sono accettati per quello che sono e sono amati per tutte le cose che li rendono ciò che sono. Credo che questo sia davvero importante e credo che ci aiuti a superare questa follia in cui viviamo».

Chester Benningon su The Messenger (Wiederhorn, Linkin Park Drop the Bomb, Revel in the Aftermath of ‘A Thousand Suns’, 2010)

«Non sappiamo mai come suoneranno i nostri album. Prendono una vita propria, crescono. Sono semi che piantiamo e crescono come vogliono».

Chester Bennington (Todateen, Dicembre, 2004, Portogallo)

«La nostra soddisfazione sono i ragazzi che comprano i CD, non i critici che fanno i critici».

Chester Benningon (Gazza, “Fammi iniziare ad urlare”, 2014)

Per Chester fu come se la sua anima si fosse cristallizzata nel momento esatto in cui fu violata per la prima volta, conservandosi intatta. La potevi scorgere attraverso il sorriso cordiale, aperto e puro. Un sorriso che dispensava a tutte le persone che incontrava. La sua innocenza si poteva trovare nella sincerità disarmante con la quale parlava dei suoi problemi, o raccontava un aneddoto che forse sarebbe stato meglio tenere per sé. Combatteva la sua battaglia contro i demoni sul palco, davanti al suo pubblico, in un enorme e collettivo rito catartico.

Nascosti dietro la sicurezza del vostro telefono o dello schermo del vostro computer è facile essere un asino intelligente quando non devi guardare qualcuno negli occhi.

Chester Bennington (Chesterbe, Instagram, 2017)

«Ho capito che per me, molta della mia sofferenza è auto-inflitta. Nessuno può farti stare così. È ciò che pensi e che sei dentro che ti fa provare dei sentimenti. Tu sei l’unica persona che può farti provare qualcosa».

Chester Bennington (Bild, 2017)

Non puoi vincere se hai paura di perdere.

You can’t win if you’re afraid to lose.

Chester Bennington (Chesterbe, Instagram, 2017)

«Molte persone pensano che quando hai il successo, la felicità arrivi come una lettera per posta e sarai soddisfatto e felice per il resto della tua vita. Non è così. La vita per me non è andata in questo modo. L’unica differenza è che sono nei Linkin Park. Quello che succede nella mia testa c’è sempre stato. È così da sempre. Per me quindi, quando non sto lavorando, la vita diventa caotica. Ed è così che è venuta l’ispirazione per le canzoni dell’ultimo album. Dopo conversazioni sulla vita e su cosa stava succedendoci come amici e mariti, padri e partner commerciali. Ci siamo resi conto di aver vissuto tutti cose folli. Non avevamo bisogno di trovare una fonte di ispirazione. Questo disco è la nostra vita, di cui abbiamo sempre scritto».

Chester Bennington (102.7KIISFM, 2017)

«La creatività è troppo grande per essere rinchiusa in una scatola. L’ultima cosa che dobbiamo fare nella vita è diventare soggetti ai ruoli che ci siamo imposti.
«Ognuno nel mondo è in grado di vivere al di fuori dei ruoli. Non sei solo un padre, non sei solo un banchiere, non sei solo un fratello, o un figlio, o un carcerato. Tutti sono infinitamente più grandi dei ruoli in cui si collocano e sono in grado di raggiungere un potenziale maggiore di quanto possano anche solo immaginare. Spesso le persone si sottovalutano sui loro obiettivi. Questa è la naturale condizione umana! Pensiamo di avere un limite quando si tratta del nostro potenziale. Ma la verità è che non c’è nessun limite».

Chester Bennington (Show, 2017)

A quarantun anni aveva deciso di averne abbastanza, di deporre le armi contro i suoi demoni e di dargliela vinta. Le ingannevoli lusinghe della morte avevano avuto la meglio. L’agognato sollievo da quelle pesanti sofferenze era arrivato.

Gli Evanescence si rivolsero a tutti coloro che si sentivano intrappolati in ciò che uccise Chester: “Vita contro Morte. Fermati. Per favore. Ascolta.
“Dobbiamo sollevarci insieme contro questa depressione. Ci stiamo letteralmente uccidendo. La speranza è viva. È in tutti noi. Dobbiamo solo fidarci. Calma il tuo cinismo, smettila di odiarti. Apri il tuo cuore spezzato alle persone intorno a te.
“Vale la pena combattere per te. Parla con qualcuno se ti senti solo, pazzo o triste. La tua vita vale un miliardo di volte di più di qualcuno che diventa un disturbatore. Sei più di quello che fai. Proprio come te, in questo momento, a parte il tuo lavoro, le tue creazioni, la tua produttività, il ruolo che interpreti, ciò che sei tu da solo è sufficiente. Vale la pena vivere la tua vita, non illuderti. La vita umana è la cosa più preziosa sulla terra e non siamo in due uguali. Sei l’unico tu, e sei bello. Non sei solo, stiamo tutti soffrendo e a volte ci sentiamo come se non sapessimo come ca**o faremo a superare un altro giorno di qualunque cosa stiamo passando. Ma te lo dico per esperienza, stasera non è per sempre. “Non buttare via tutto quando non sai nemmeno cosa sia domani. Questa non è la fine della storia. L’amore è la risposta. Non sei egoista o vanitoso o una pu**ana ad amare qualcosa di te stesso. Non sei stupido nel vedere qualcosa in te stesso che vuoi che gli altri vedano. Sei degno. Tu sei prezioso. Se ti allontani dalla vita, non vedrai mai tutto ciò di cui sei capace, tutto ciò che la vita ha da mostrarti. Non hai idea di come saranno le cose tra cinque anni; passano in un batter d’occhio. Resisti. Non invidiare lo sfogo di amore e dolore per coloro che abbiamo perso. Se ne sono andati e siamo tutti devastati. Non saresti nemmeno qui per vederci piangere. Che te ne renda conto o no, le persone contano su di te. Il dolore incredibile che tua madre, tuo fratello, i tuoi amici proverebbero se mettessi fine alla tua vita – il danno che faresti nelle loro vite se lo facessi – non sarebbero più gli stessi.
“Non vuoi farlo a nessuno. Sii paziente, sii forte, chiama qualcuno. A volte dobbiamo tutti sopportare cose incredibilmente difficili. A volte quella terribile fase sembra che durerà per sempre. Non è così. Va bene essere stanchi, disperati e tristi, soli e persi. Questo è umano. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro per superarlo. L’amore che possiamo provare attraverso la comunione di quella frattura quasi indicibile, una volta confessato, è sorprendentemente bello e piacevolmente reale. Le persone hanno bisogno di persone. È ora di aiutarsi a vicenda. Siamo tutti qui, ci stiamo preparando contro la stessa tempesta di merda. Non sei solo. Non arrenderti. Non sei intrappolato, sei libero se dici di esserlo. Alzati e corri. Urla se ne hai bisogno. Aspetta. Per favore, per l’amore di Dio resisti. Abbiamo bisogno di te”.

(Evanescence, 2017)

“Ti garantisco che i momenti migliori della tua vita, sono nascosti dietro i tuoi giorni peggiori“.

(Jared Leto ha ricordato Chris Cornell e Chester Bennington ai VMA, 2017)

Hayley Williams, dei Paramore, espresse un pensiero molto profondo: “Gli artisti sono chiamati a portare la bellezza, in un mondo che può essere così oscuro. Ha senso, quindi, che gli artisti siano sempre consapevoli dell’oscurità. Forse, a volte, sono più vulnerabili a causa di questo? Non lo so. La vita può essere implacabile. Il cuore fa male per la famiglia, la band, gli amici e i fan di Chester”.

(Biddulph, The music world pays tribute to Linkin Park’s Chester Bennington, 2017)

A tal proposito, il cantante italiano Cesare Cremonini, che in passato aveva sofferto della stessa terribile malattia, tenne a ribadire il suo pensiero su Facebook, partendo dal cordoglio a Chester: “I nostri social hanno espresso purtroppo, per l’ennesima volta quest’anno, un liberatorio sentimento di massa sulla scomparsa prematura di un’amata star della musica. Tenendo lontano il giudizio su una storia personale che in pochi conoscono, quel che rimane, dopo qualche giorno, è la nostra ignoranza e la disinformazione diffusa nei riguardi della depressione, un buco nero che risucchia tutta l’intelligenza e la sicurezza di cui la società occidentale fa vanto.
“La nostra inconsapevolezza su cosa sia ci rende tutti responsabili, ognuno con la sua parte di colpa, dell’alienazione o della morte di chi ne soffre, dell’abbandono in cui battagliano le famiglie che la affrontano. Ho letto tanti commenti in queste ore che si rifiutavano di accettare una fatale debolezza da parte di chi ha il successo fra le mani, o figli da crescere, o grandi responsabilità. Ma mettere sulla bilancia del giudizio di chi compie un gesto estremo e incomprensibile il denaro, il successo, il valore della famiglia, come se bastassero a salvare una vita, è il sintomo di un pensiero tanto presente quanto affrettato. Che crede che il mondo sia davvero diviso in ricchezza e povertà, in tanto e poco, prima che in malattia e salute.
“Fino a quando mancherà la conoscenza che genera la giusta sensibilità sull’argomento, la depressione sarà una battaglia silenziosa, incompresa e dura. Con questo, umilmente, cerco di dire che tuo figlio, tuo marito, tu stesso, potresti ammalartene o rinascere con questo grosso guaio da affrontare o, peggio, conviverci per sempre a causa di traumi insuperabili. Vincere o perdere con la depressione non dipende solo da chi sei. Ho letto e ho sofferto per questo.
“Ora dunque ti chiedo, a te che timbri il cartellino del vivere ogni giorno. Lo chiedo a noi che possiamo vivere: siamo proprio sicuri che imbucati dentro a una depressione, saremmo capaci di uscirne con i nostri soldi? Con la nostra cultura? Con l’amore che proviamo per i nostri figli o per la nostra famiglia? Con le nostre mani? È troppo facile e non è giusto accettare che si dica ‘Sì, questo è quello che penso’. Non funziona così. Non è questione di libertà di pensiero.
“Quel che conta davvero per chi ne soffre, è il progredire di una società sempre più cosciente di cosa sia questo male che fa vittime ogni giorno sotto ai nostri tappeti. Ora tornando a quei ragazzi rimasti senza papà da poche ore, sono convinto in cuore mio che se ci leggessero, sarebbe il dolore più forte percepire quanto il loro padre si possa essere sentito un peso per loro, ma prima ancora, per chiunque là fuori”.

(Silvia, 2017)

L’utente Instagram dietro l’account Chestersbe scriveva: “Spero che tu sia venuto in pace per il fatto che sei stato portato via in modo così brutale.
“Spero che tu abbia già accettato ciò che non può essere cambiato.
“Spero che tu ci abbia perdonato per non aver previsto tutto questo.
“Spero che tutto ciò che si è rotto dentro di te in quegli ultimi momenti sia stato riparato.
“Spero che tutto il dolore che hai provato mentalmente e fisicamente in quel giorno vergognoso sia stato dimenticato insieme a ogni evento devastante che hai passato.
“Spero che tu stia ancora emanando la luce come hai sempre irradiato.
“Spero che tu sia in un buon posto, in realtà so che sei in un buon posto, ma spero che sia buono come ti meriti.
“Spero che tu sia lì con Chris e con ogni singola persona che hai perso.
“Spero che tu stia ancora facendo quel che ami: cantare.
“Spero che tu possa vedere noi che ti stiamo rendendo orgogliosi.
“Spero che tu abbia finalmente capito che questo mondo era migliore quando tu eri qui.
“Spero che tu possa sentire quanto sei amato e quanto ci manchi.
“Spero che tu capisca che non potevi essere più sbagliato se a un certo punto pensavi di essere indegno di essere amato e/o di essere qui.
“Spero che tu ti senta più vivo e in pace di quanto tu abbia mai fatto mentre eri qui. Spero che tu possa trovare conforto nel sapere di aver fatto troppo per questo mondo, Chester. Hai toccato i cuori, le anime e le vite. Non ti preoccupare, Chester… hai realizzato tutte le missioni che hai avuto e ci hai ispirato così tanto che ora le persone di tutto il mondo sono anche nelle loro missioni. Ti stanno onorando.
“Spero che tutti quei demoni se ne siano andati una volta per tutte.
“Spero che tu abbia trovato quello che stavi cercando, so dal profondo del mio cuore che hai amato la vita, non stavi cercando la felicità quando te ne sei andato perché ce l’avevi già. Hai cercato la pace per la tua mente e spero che tu abbia trovato la stessa pace che ci hai dato e che ci stai ancora dando tutti i giorni.
“Spero che tu stia bene, davvero bene.
“Spero che tu sia in pace, che tu possa riposare, Chester, te lo meriti tanto”.

(Chestersbe, Instagram, 2017)

Sul profilo Instagram di Benningtonrock comparve più recentemente questo post scritto pensando a lui: “Se sei abbastanza fortunato, ti imbatterai in un certo individuo che ti scuoterà completamente la vita. Una scintilla così profonda che la senti ancora prima di incontrarla, una preparazione dell’anima per un cambiamento drastico. Che questo incontro sia fugace, o per sempre, è un segno che non potrai ignorare e sarai una persona completamente diversa da prima. Questa è magia, questo è il destino, questo è uno scopo. Ed è per questo che esistiamo: per vivere un’anima in forma umana”.

(Benningtonrock, 2020)

Nicana Micael, illustratrice di talento, pubblicò sui social, diversi ritratti del suo idolo, accompagnati da didascalie poetiche: “Non puoi amare solo una luce in un uomo. Non importa quanto sia bella e soleggiata una giornata. Inevitabilmente arriva la notte, ma in essa ci sono la luna e le stelle. Rabbia, rabbia, risentimento: non sono altro che prove di sincerità e amore. Abbiamo sempre la possibilità di scegliere come accettarli: dimostrare ostinatamente la propria rabbia, o rispondere con amore – provare a toccare il cuore di un altro, sentire il suo dolore, provare a condividerlo, assumerselo…
“In ognuno di noi c’è un lato oscuro, perché siamo vivi, siamo vulnerabili gli uni agli altri. Dobbiamo vivere con gratitudine. Senza di essa, davanti al mondo siamo privi della bellezza del cielo notturno; senza di essa, la nostra è una vita a metà. Amo tutto di te, Chester. La tua luce e la tua oscurità. Non posso essere arrabbiata con te, lo sono con il destino, le circostanze, la società nel suo insieme, ma non con te. Hai fatto tutto ciò che era in tuo potere. Amavi troppo la vita. Continui a costruire un nuovo mondo in cui sei già un’eternità. Sono troppo grata per avercela con te”.

(Instagram, s.d.)

Come era ovvio, il messaggio più commosso e toccante fu quello dei Linkin Park: “Caro Chester, i nostri cuori sono a pezzi. Lo shock dato dal lutto e dalla negazione è ancora dentro di noi, mentre cerchiamo di capire quello che è accaduto. Hai toccato nel profondo così tante vite, forse anche più di quanto pensavi. In questi ultimi giorni abbiamo visto un’ondata di amore e supporto, sia pubblico che privato, da tutto il mondo. Talinda e la famiglia lo apprezzano molto e vogliono che tutti sappiano che eri il miglior marito, padre e figlio; la famiglia non sarà mai più intera senza di te. Parlando con te di tutti gli anni da passare insieme, la tua eccitazione era contagiosa. La tua assenza lascia un vuoto impossibile da riempire – si sente già la mancanza della tua presenza turbolenta, divertente, ambiziosa, creativa, gentile e generosa. Stiamo cercando di ricordare a noi stessi che i demoni che ti hanno portato via hanno sempre fatto parte del patto. Alla fine era proprio il tuo modo di cantare di quei demoni a far innamorare la gente di te. Li hai sempre messi in mostra senza paura e, facendo così, ci hai unito e ci hai insegnato ad essere più umani. Avevi il cuore grande e lo hai sempre mostrato con orgoglio. Il nostro amore per creare e suonare musica è inesauribile. Mentre non sappiamo quale sarà la nostra strada, sappiamo che ognuna delle nostre vite è stata resa migliore da te. Grazie per questo regalo. Ti amiamo e ci manchi tantissimo.
Fino a quando ci rivedremo, Linkin Park”.

Dear Chester,

Our hearts are broken. The shockwaves of grief and denial are still sweeping through our family as we come to grips with what has happened.

You touched so many lives, maybe even more than you realized. In the past few days, we’ve seen an outpouring of love and support, both public and private, from around the world. Talinda and the family appreciate it, and want the world to know that you were the best husband, son, and father; the family will never be whole without you.

Talking with you about the years ahead together, your excitement was infectious. Your absence leaves a void that can never be filled—a boisterous, funny, ambitious, creative, kind, generous voice in the room is missing. We’re trying to remind ourselves that the demons who took you away from us were always part of the deal. After all, it was the way you sang about those demons that made everyone fall in love with you in the first place. You fearlessly put them on display, and in doing so, brought us together and taught us to be more human. You had the biggest heart, and managed to wear it on your sleeve.

Our love for making and performing music is inextinguishable. While we don’t know what path our future may take, we know that each of our lives was made better by you. Thank you for that gift. We love you, and miss you so much.

Until we see you again,

LP

(Linkin Park: il messaggio ufficiale della band in memoria di Chester Bennington, 2017)

Una settimana dopo la tragedia, la vedova Talinda rilasciò una dichiarazione a Rolling Stone: “Una settimana fa ho perso la mia anima gemella e i miei figli hanno perso il loro eroe – il loro papà. Avevamo una vita da favola e ora si è trasformata in una tragedia shakespeariana. Come vado avanti? Come raccolgo la mia anima distrutta? Era un’anima brillante e amorevole con la voce di un angelo. Ora è senza dolore, canta le sue canzoni in tutti i nostri cuori. Possa Dio benedirci tutti e aiutarci a rivolgerci gli uni agli altri quando soffriamo. Chester avrebbe voluto che lo facessimo. Riposa in pace, amore mio”.

Talinda Bennington (Butler, 2017)

“Chester, hai acceso la fiamma della passione, del sorriso e del coraggio nei nostri cuori per sempre. Ci manchi fratello. Joe, Mike, Brad, Dave e Rob”

“Chester,

You ignited a flame of passion, laughter & courage in our hearts forever.

We miss you, brother.

Joe, Mike, Brad, Dave & Rob.”

(Linkin Park, One More Light (Official Video) – Linkin Park, 2017)

“Chester era straordinariamente appassionato, incredibilmente generoso, sensibile, ottimista, divertente e gentile. Con la sua voce ha trasformato il dolore in catarsi, l’autenticità in arte e la passione in connessione. La sua dedizione nel dare vita a questi brani era trionfante.
“Joe, Dave, Rob, Mike e Brad”.

CHESTER WAS UNIQUELY PASSIONATE, UNCOMMONLY GENEROUS, SENSITIVE, OPTIMISTIC, FUNNY AND KIND. WITH HIS VOICE, HE TURNED PAIN INTO CATHARSIS, AUTHENTICITY INTO ART, AND PASSION INTO CONNECTION. HIS DEDICATION TO BRINGING THESE SONGS TO LIFE WAS TRIUMPHANT.

(One More Light Live, s.d.)

«Niente era fuori dall’ordinario. Vedete qualche segnale di suicidio? Era una vita felice e regolare. Ma questo video è stato girato meno di ventiquattro ore prima che si suicidasse. Non puoi vederlo quando arriva. Questi demoni sono lì dentro, ma non riusciamo a parlarne, a esprimerli. Ho messo questo ragazzo sul palco per quindici anni guardandolo negli occhi ogni sera, dandogli un bacio prima di uscire là fuori e non mi sono mai accorto in vita mia che questo sarebbe potuto succedere. Era il migliore Chester di sempre, il top: fisicamente e vocalmente allenato, spiritualmente al meglio. Credeva di avere i demoni sotto controllo. Ecco perché la famiglia è importante, perché bisogna parlarsi, chiedersi “Come stai?”».

Jim Digby (Rossi, Strike A Chord: riassunto dell’evento, 2018)

«Ho pensato che guardando indietro, la sua vita parla da sola. Ha toccato le nostre esistenze in così tanti modi, la sua voce è il suono di una generazione, è una leggenda. E questo non morirà mai. Ho pensato “La sua vita deve esserlo allo stesso modo”.
«Non è soltanto un’altra rockstar finita tragicamente, questa storia deve mostrare alla gente che possiamo sembrare così normali, così okay e non essere okay in un istante.

Talinda Bennington (Rossi, Strike A Chord: riassunto dell’evento, 2018)

«Le persone mi colpevolizzano per non averlo salvato o averlo maltrattato. È una piccola coltellata nel cuore. Non è colpa mia, né dei miei figli o della band. Non è colpa di nessuno. Non è colpa di Chester. È un problema di anni e anni di salute mentale non trattata, di rapporti non sani. Tu devi essere responsabile della tua salute, chiedere aiuto a chi ami. Alla fine del giorno sta a te stabilire chi vuoi essere. Essere un esempio di chi tiene al proprio io.»

Talinda Bennington (Rossi, Strike A Chord: riassunto dell’evento, 2018)

«Trova un modo che funzioni per il tuo cervello. Impegnati e lavora sodo per la tua salute mentale. Con ogni probabilità non sarà una meta raggiungibile, ma un viaggio sempre in corso. E va bene così. L’importante è che tu stia viaggiando e mettendoci impegno, un passo alla volta. Può succedere di scivolare. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Ammettilo e torna in carreggiata. Accetta aiuto. Sii compassionevole con te stesso.

Anna Shinoda (Rossi, Strike A Chord: riassunto dell’evento, 2018)

Una delle mie citazioni preferite è di Maya Angelou “Più sai, meglio fai”.

Talinda Bennington (Rossi, Strike A Chord: riassunto dell’evento, 2018)

«Non voglio che la morte di mio marito sia vana. Se la sua morte può salvare anche solo una vita, per me, e cosa più importante per i miei figli, avrebbe un po’ più di senso. Mio marito ha avuto una vita bellissima, la sua musica parlava da sé e lo fa ancora adesso, era una persona meravigliosa, il miglior padre, il miglior marito e l’amico migliore… e mi spezzerebbe il cuore se venisse ricordato solo per il modo in cui è morto. Sentivo che dovevo fare qualcosa per cambiare questo, volevo che venisse ricordato anche per aver dato inizio a un movimento».

Talinda Bennington (Matteo, Talinda intervistata da Apple Music Beats 1, 2018)

“As you wish”, ossia “Come volete”.

Chester Bennington (Alecabare, 2015)

Perché Chester era – ed è – quella coperta di sicurezza che ci portiamo dietro per tutta la vita. La sua musica è un confortevole strumento per canalizzare la frustrazione, per poter piangere, per concedersi di cadere a pezzi senza vergogna o limitazioni rimanendo sempre se stessi. Con lui essere tristi e vulnerabili non è un tabù. Possiamo affidare la nostra oscurità nelle sue mani perché è in un posto sicuro. Il suo iconico braccio con le fiamme tatuate si è spinto fin dentro la nostra oscurità, non per aiutarci a uscirne fuori, ma per tenerci la mano.

Si è fatto spazio nella nostra vita, con le sue parole sincere e ci ha tenuto compagnia nella tempesta. La rabbia dei suoi scream è scudo per le nostre paure; la sua immensa voce si è fatta carico del nostro dolore.

«Se vi sentite abbattuti, presi di mira e derisi, sapete una cosa? Questo vi rende unici. Non lasciate che nessuno vi faccia stare male per essere ciò che siete. Credetemi le cose miglioreranno.»

Chester Bennington (Todateen, dicembre 2004, Portogallo)

Questo libro, per tutti i motivi che vi ho scritto sopra, va tra le letture più belle di sempre e spero di essere riuscita a rendergli onore perché lo merita. Sono felice di averlo nella mia biblioteca. Grazie a tutti, buon week-end,

1 pensiero su “Recensione: “In the End. Una biografia non ufficiale di Chester Bennington” di Rosanna Costantino”

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