By Me

Dieci anni di Life Is Like a Wave Who Rises and Falls

Sabato 21 Maggio 2011 – Venerdì 21 Maggio 2021.

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Dieci anni fa decisi di aprire un blog chiamato Life Is Like a Wave Who Rises Up and Down, infatti il dominio è ancora chiamato così. In seguito lo chiamai nel migliore Life Is Like a Wave Who Rises and Falls. Sapevo che sarebbe stato diverso dall’avere un profilo su un social qualsiasi ma non sapevo quanto. Sabato 21 Maggio 2011. Iniziò tutto quel giorno. Da allora decisi di fare del mio meglio per quanto volevo realizzare. Da raccoglitore di aforismi delle serie TV, questo blog è diventato anche il posto in cui raccolgo tutti i miei pensieri sui libri e, infine, anche il posto in cui parlo di me un po’ di più che negli altri socials (che ormai uso solo in modo discontinuo e saltuariamente).

Dalla mia voglia di avere uno spazio mio in cui parlare di ciò che mi interessa è nato anche Alessandro III di Macedonia perché riunire qui tutti i libri che avevo su Alessandro Magno mi sembrava di “sacrificarli” un po’ troppo. Anche quel blog è nato con lo scopo di riunire tutti i miei pensieri su Alessandro e poi, piano piano, si è allargato ed è diventato qualcosa che cerca di coprire ogni aspetto sul Macedone.

Ma è con Life Is Like a Wave che ho fatto i primi esperimenti e i primi passi nel sistema WordPress, perché all’inizio usavo le tag in modo sbagliato (ero arrivata ad averne più di 5.000) e non sapevo come creare un menù a tendina e tante altre cose. Piano piano ho organizzato al meglio ciò che pubblico e ogni tanto aggiungo o modifico qualche sezione per meglio adattarla a ciò che voglio. A furia di provare e riprovare ce l’ho fatta e francamente sono contenta di quanto sono riuscita a realizzare nei due blog.

Grazie a questo blog ho forse imparato a gestire meglio la mia ansia: forse sono cambiata io e il blog non c’entra nulla, ma sono abbastanza sicura che in alcuni momenti scrivere di me mi abbia aiutato: raccontarmi ad altri in modo più o meno mascherato e anche cambiato in base a ciò che volevo mi ha aiutato a prendere le distanze da quello che stavo vivendo e a vederlo sotto una nuova prospettiva. In dieci anni sono cambiata, ho smussato alcuni angoli del mio carattere, ho un po’ più di autostima, sono meno egocentrica e sono più aperta alle critiche di prima. Ho imparato a fare tesoro di qualsiasi esperienza, soprattutto di quelle negative. Sono cresciuta e maturata.

Sono gelosa di questo blog perché mi rappresenta, è una specie di mio riflesso e se un’altra persona iniziasse a scriverci articoli non sarebbe più “solo mio”. In Life Is Like a Wave parlo di cose che mi stanno a cuore anche perché è solo qui che mi sento libera di poter esprimere la mia opinione, di dar voce ai miei pensieri, senza essere giudicata o attaccata senza motivazioni ben precise.

In dieci anni ho iniziato ad usare dei socials che non usavo e cambiato il modo in cui ne usavo altri. Uno su tutti Facebook che ormai è diventato uno strumento per farmi pubblicità, nulla di più. In dieci anni ho rivalutato totalmente il mio utilizzo dei social media perché mi sono resa conto che rinunciavo alla mia privacy senza che a nessuno importasse veramente o me l’avesse chiesto. È anche grazie a questo blog che ho imparato l’uso consapevole del grande strumento che è il World Wide Web: una finestra da e sul mondo perché come io posso raggiungere qualsiasi cosa, chiunque dovunque può raggiungermi, quindi devo rendermi conto di ciò che scrivo e posto. C’è stato un periodo, alcuni anni fa, in cui usavo Twitter assiduamente: mi ritrovavo in ogni momento a scrivere cosa stessi facendo e quali fossero i miei pensieri. Ma a qualcuno importava veramente? O era il mio patetico modo di farmi notare per avere più followers che mi faceva rinunciare alla mia sacrosanta privacy? Le vite sui socials sono falsate, sono finestre colorate sugli scorci di vita altrui, ma sono scorci solo belli. Così è una gara a chi ha più scorci belli e differenziati. Con un blog non è così. Mancando questa competizione la vita diventa più reale, anche banale, ma normale. Uno dei tanti aspetti positivi di un blog secondo me è che non si sente la competizione con gli altri. Non sarò mai la Ferragni su Alessandro Magno o la nuova Ilenia Zodiaco ma sono me stessa nei miei vizi, difetti, difficoltà, delusioni, sofferenze, gioie, letture, passioni, pensieri, sentimenti.

In dieci anni ho aperto due blog (ho provato ad aprirne un terzo ma non mi convinceva) e spero di portarli avanti per altrettanti dieci anni se non di più. Per Life Is Like a Wave spero che continuerà a rispecchiare un po’ me stessa e che riuscirò ad adattarlo ulteriormente a seconda delle mie idee. Non avrei mai pensato che tenere un blog sarebbe stato così: che mi avrebbe dato soddisfazioni e mi avrebbe aiutato ad affrontare certi problemi ma sono contenta di essermi lanciata, dieci anni fa, in questa incredibile avventura!

Per tutte queste ragioni non amo definirmi una blogger, perché non mi sento tale: da un punto di vista strettamente semantico sì lo sono perchè scrivo su un blog, ma da un altro semplicemente scrivo ciò che penso su una pagina mia. Tutto ciò che faccio lo faccio per me, non per gli altri e non per i followers. Se poi ciò che faccio è utile anche a qualcun altro tanto meglio. Non nascondo che vedere aumentare i followers mi fa piacere perché se lo negassi sarei ipocrita e falsa, però sono contenta che ciò che scrivo forse interessa a qualche altra persona.

Grazie a tutti voi che mi seguite e mi leggete e grazie Life Is Like a Wave Who Rises and Falls!

Ecco tutti i link ai quali trovate Life Is Like a Wave Who Rises and Falls:

Ed ecco tutti quelli di Alessandro III di Macedonia:

Ecco infine i miei profili personali:

Grazie a tutti,

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