By Me

And now our watch has ended: #GoT series finale

E così, dopo 8 anni, si conclude la mia visione di Game of Thrones. Per me iniziò il 18 aprile 2011 e finì ieri, 20 maggio 2019.

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ATTENZIONE SPOILER SUL FINALE DELLA SERIE!!!!!!!!

NON CONTINUATE A LEGGERE SE NON AVETE VISTO L’ULTIMA PUNTATA!!

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Come ho scritto ieri sera su Instagram, la mia prima impressione a caldo è che è la fine di un’era perché Game of Thrones era l’ultimo telefilm che andava ancora in onda e che era già tra i miei preferiti in assoluto.

Sono cresciuta insieme ad Arya, Jon, Sansa e Daenerys.

Ho vissuto le loro meravigliose vite piene di avventure.

Ho sperato con loro. Ho sperato per loro.

Ho gioito con loro.

Ho amato con loro.

Ho lottato con loro.

Ho sudato con loro.

Ho imparato con loro. Ho imparato da loro.

Ho combattuto con loro.

Ho condiviso le passioni, aspirazioni, desideri con loro.

Ho pianto con loro.

Ho pianto per loro.

Ancora, sono cresciuta con loro.

Al di là di quello che molti dicono su questa stagione finale, a me è piaciuta.

Ho visto quasi tutta l’ultima puntata praticamente tra le lacrime. Non mi capitava da un bel po’ di piangere così tanto per un telefilm. Ma va bene GoT era, ed è ancora, speciale. 

Ci sarebbero delle critiche da fare:

  • una su tutte, Dany ha un cambiamento talmente profondo, perde così tanto la ragione, dopo tutto quello che ha passato, che ridotto e compresso così sembra inspiegabile. Andava sviscerato sicuramente meglio. Non che non sarebbe potuta arrivare a questo punto, ma così in fretta, così bruscamente è un po’ troppo. Sì l’avevamo capito anche nelle scorse puntate che probabilmente sarebbe finita così, ma questo non giustifica questo cambiamento così marcato. Sì ha perso Jorah, sì è stata tradita per l’ennesima volta dalle persone di cui si fidava di più, sì ha perso Missandei, sì ha perso anche Rhaegal e sì è finalmente arrivata a Westeros per realizzare che le nobili casate e la popolazione non la considera la legittima erede al trono quale è ma una sconosciuta, ma un così profondo cambiamento è troppo. In tutto questo Dany dimostra che fino a quando era rimasta tra gli schiavi era una regina capace di rovesciare i tiranni, ma quando ha dovuto giocare al gioco dei troni non è stata all’altezza delle aspettative perché accecata fatalmente dal destino che aveva fatto suo;
  • Arya: un personaggio che ne ha passate così tante ma tante che lasciarla con un finale aperto e indefinito è quasi inconcepibile. Ci sta: lei che non è mai stata una lady non si accontenta del mondo conosciuto, ma avrei preferito un finale più definito per lei. Probabilmente è un finale adatto al suo vissuto ma, proprio perché era il mio personaggio preferito, volevo di più per lei. Cosa sia quel “di più” non lo so neanch’io;
  • nonostante la lunghezza delle puntate di quest’ultima stagione, l’impressione è che sia frettolosa. Le tante vicende sono state tutte compresse in sole sei puntate e certi avvenimenti e cambiamenti dovevano essere metabolizzati più piano di così.

Queste sono le critiche che farei.

È giusto definire Daenerys pazza? Merita di essere annoverata come una dei tanti Targaryen pazzi? Quando nacque Dany la moneta degli dei cadde rivolta verso la faccia della pazzia? Non lo so. Forse non voglio crederci. Forse è riduttivo crederlo. Sicuramente meritava più introspezione. 

Altre storie invece mi sono piaciute molto. Avevamo capito fin dal trailer dell’ottava stagione che a Sansa non piaceva Daenerys e così è stato. Vederla sul trono del Nord ha senso perché lei sola ha tenuto conto degli interessi della sua gente davanti all’assemblea delle casate rimaste. Non l’ha fatto per avidità secondo me, ma semplicemente perché, dopo tutto quello che ha passato dalla prima stagione quando ha lasciato Winterfell, ha capito l’importanza della famiglia e dell’attaccamento alle proprie origini. Non a caso zittisce lo zio Edmure Tully che sperava di sedere sul trono.

La fine di Cersei e Jamie mi è piaciuta. Molti speravano in chissà quale massacro per Cersei ma secondo me è giusto così: la donna che ha portato alla rovina la sua casata Lannister e ha provocato fino alla fine la madre dei draghi condannando alla morte milioni di persone a King’s Landing, merita una fine nell’anonimato, accanto al suo amato fratello e visitata soltanto dall’altrettanto odiato fratello nano. Jamie resta coerente nei suoi affetti. Non ha mai amato Brienne, non tanto quanto la sorella, e ci sta che fino alla fine voglia proteggere la sorella, anche perché era incinta del loro figlio. 

Bran. Tutto il suo peregrinare al di là della Barriera e tutta la sua storia ha finalmente avuto una ragione di esistere. Se così non fosse stato non avrebbe avuto senso sprecare tempo e denaro per raccontare la sua storia. Egli è il nuovo re dei Sei Regni e credo nessuno sia contento di vederlo sul trono. Però chi più di lui, detentore dell’antica saggezza e conoscenza e totalmente disinteressato al potere, poteva sedere sul trono per il puro scopo di fare del bene?

Jon dilaniato dal dolore per ciò che ha fatto non avrebbe potuto sedersi sul trono e neanche l’avrebbe voluto. Non gli resta che tornare in quella che era iniziata come una prigionia e che ora vede come una casa, dove ha trovato il suo primo vero amore e dove potrà sentirsi veramente libero.

Drogon capisce che ciò che ha portato alla morte sua mamma non deve più esistere e cancella la ragione di tante preoccupazioni per la madre. 

Bellissima la frase di Tyrion che riassume il senso del voler rompere la ruota di Dany e che fa anche da commiato alla serie:

“Cosa unisce le persone? Le armate? L’oro? I vessilli? Le storie. Non c’è nulla al mondo più forte di una buona storia. Niente può fermarla, niente può sconfiggerla.”

Alla fine il volere di Dany viene rispettato, quello per cui ha tanto lottato e in cui ha tanto creduto si compie, ma non per mano sua. Non direttamente.

Una morte che mi è dispiaciuta un sacco è stata quella di Varys ma, ancora una volta, apprezzo che questo personaggio abbia dimostrato coraggio e coerenza fino in fondo. Ha sempre detto che avrebbe agito per il bene del reame e così è stato.

Alessandra Vitali apre così l’articolo di ieri su La Repubblica:

“Chi meglio del custode del passato può guardare verso il futuro?”. Strano a dirsi, ma in quel caos dei Sette Regni un futuro esiste. Sono giovani che s’imbarcano per luoghi sconosciuti, donne che scrivono la storia, popoli in marcia guidati da leader che non hanno bisogno di corone, uomini che con coraggio e saggezza ritrovano un posto a capotavola. Chi siamo, da dove siamo partiti: solo chi conosce il percorso può trovare la strada. Non certo chi pecca di hybris, perché “l’amore è più potente della ragione”, ma il sonno della ragione genera mostri. Porte che si chiudono, navi che salpano, addii per sempre.

 

Chiuso questo enorme capitolo telefilmico per me aspetto di leggere gli altri libri di Martin che spero saranno all’altezza delle aspettative. Guarderò lo spin-off prequel di GoT? Ovvio, ma dubito che riesca a raggiungere i livelli altissimi della produzione madre.

 

 

Grazie Game of Thrones, grazie cast e crew, grazie HBO per questo capolavoro.

3 pensieri su “And now our watch has ended: #GoT series finale”

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