Recensioni libri

Recensione: “Conigli all’inferno” di Simone Giordano (Collaborazione)

Buongiorno a tutti sono Elena e grazie di essere su Life Is Like A Wave Who Rises and Falls. Oggi vi parlo di un libro che mi è stato regalato dall’autore che ringrazio e che è stata una sorpresa un po’ particolare:

Conigli all’inferno

di Simone Giordano

Amazon Kindle Direct Publishing, 2022

ISBN: 979-8848046069, 238 pp.

L’ispettore Santori odia i tramonti, l’azzurro profondo del cielo estivo, le onde del mare, la supremazia della natura. Questa volta, però, dovrà sopportare. Il delitto è avvenuto in campagna nel suo allevamento di conigli preferito.
Allucinazioni demoniache, creature mistiche, sospetti sulla propria moglie e il susseguirsi di avvenimenti inspiegabili metteranno a dura prova la stabilità mentale dell’ispettore.
L’azione, claustrofobica, si svolge tutta nella fattoria dove Santori e il suo amico Armando hanno dato vita all’allevamento del coniglio speciale, ma sin da subito s’intuisce che quel luogo non è solo la scena di un quadruplo
delitto dai toni splatter, e i personaggi non sono solo chi dicono di essere.
L’ispettore Claudio Santori dovrà risolvere molto più di un efferato caso di omicidio plurimo.

Classificazione: 3.5 su 5.

Reading time: dal 2 al 6 novembre 2022.

Lettura n° 41 del 2022.

Con questo libro mi è capitata una cosa un po’ strana, ovvero che scrivendo la recensione e riflettendoci l’ho rivalutato in positivo ed è una sorpresa perché tutto sommato è meglio di quanto pensassi, molte cose si spiegano col senno del poi. Alcuni appunti di elementi che non mi tornavano ora si sono capiti. Non posso non notare che se non mi fossi soffermata a lettura ultimata probabilmente l’avrei valutato in modo peggiore però per quello che mi riguarda questo è uno dei tanti motivi per cui mi piace avere questo blog. Se avessi terminato questa lettura senza scrivere la recensione gli avrei dato due stelle e mezza e se fossi una di quelli che abbandona la lettura qui sarebbe successo ed è per questo che vi dico di provare a continuarlo perché tutto ha il suo motivo. Ho già letto libri soprannaturali-horror ma è passato un po’ di tempo e il thriller soprannaturale è un genere nuovo per me ed ero intrigata all’idea di cimentarmici. Mi spiego meglio cercando di essere il più chiara possibile. Vi darò quella che è stata la mia chiave di lettura per questo libro.

La Luce è
irraggiungibile per ispirare
accogliente per riscaldare
abbagliante per dominare.

In questo libro seguiamo l’Ispettore Santori impegnato in un’indagine particolare perché quando arriva sul luogo del delitto plurimo capiamo fin da subito che c’è qualcosa di strano e che i conigli saranno degli animali presenti in diversi modi. Ho notato che i soldi usati sono ancora le Lire ed è un elemento che gli conferisce il carattere di antico, senza avere una connotazione negativa.

La narrazione è ricca di flashback importanti che ci fanno conoscere qualcosa in più sulla vita di Santori.
Si avverte costantemente che qualcosa non vada, c’è un alone di mistero, soprannaturale, psicologico che è accennato fino all’inizio. Santori è praticamente di famiglia in quell’allevamento di conigli e nonostante ciò non riesce a cogliere gli elementi satanici che sembrano caratterizzarlo ma questo trova spiegazione nel finale del libro, infatti ho scritto che è presente anche un elemento psicologico proprio per questo: Santori nell’indagine di questo caso vive delle allucinazioni e assiste a fatti inspiegabili.

Andando avanti con la lettura mi sono però resa conto che a volte facevo fatica a seguirlo in tutti i punti, avevo l’impressione di essermi persa qualcosa, di aver saltato un pezzo e piano piano ho capito che, almeno per il mio punto di vista, manca qualcosa nella costruzione della trama, qualche spiegazione in più (anche se probabilmente è voluta in questo modo di proposito) ma le descrizioni degli ambienti e i personaggi sono ben caratterizzati. Anche le atmosfere opprimenti e claustrofobiche sono riuscite e poi capiamo perché tutto è ambientato in questo giorno che sembra non finire mai.

Effettivamente però alcune cose che non si spiegavano alla fine trovano il loro perché. Ad esempio, l’elemento fantastico forse sarebbe potuto essere sviluppato un po’ diversamente e puntare di più sullo psicologico, perché fino alla fine sembra mancare di un senso logico. Tutti gli elementi trovano la giusta spiegazione proprio alla fine, ma prima dell’ultima ventina di pagine non si capisce dove il libro voglia andare a parare. Forse avrebbe dovuto essere sviluppato un po’ di più il background dei personaggi principali perché il libro è permeato da un alone di confusione, lo stesso però che prova il protagonista. Col senno del poi capisco anche perché troviamo la descrizione della scena del crimine a metà libro: leggendolo mi sembrava un po’ troppo tardiva visto che poi ci sarebbe stato anche il caso da risolvere ma poi ho capito che il crimine è un’allegoria della mente di Santori.

Confesso che non mi è piaciuto l’elemento splatter perché schizzi di saliva e muco sono abbastanza disgustosi, ma visto che l’obiettivo dello splatter è quello devo dire che è riuscito.
Forse manca qualche elemento in più che potrebbe condurci alla soluzione del particolare caso. Il poliziesco-thriller è il genere che permette ai lettori più attenti ed esperti di arrivare alla soluzione del caso prima di leggerlo, ma qui credo sia pressochè impossibile arrivarci. Sì, alla fine abbiamo il colpo di scena che ci spiega e rivela ogni cosa, però per tutto il libro Santori pare come un uomo ossessionato dalla moglie (che ha avuto una giovinezza particolare), dal figlio e dai conigli, il fatto che sia ispettore non gli è d’aiuto e manca chiaramente di lucidità e attendibilità. Inoltre le tre persone incaricate di indagare sul caso per arrivare a scoprire assassino e movente sono tutti coinvolti personalmente nel volerlo chiudere nel più breve tempo possibile.

Come ho detto sopra, il caso di omicidio plurimo è un’allegoria, quindi non ha tanta importanza il caso in sé quanto il significato secondario che ha.
Credo anche che il finale sia da classico horror.
Non ho faticato a finirlo, però secondo me si può migliorare un pochino dove l’ho fatto presente, in primis nei parecchi refusi presenti che sono le cose più veloci da sistemare, ma per quanto riguarda gli elementi narrativi dipende molto dalle scelte dell’autore. Mi è sembrato troppo di non starci capendo molto e potrebbe scoraggiare alcuni a continuare la lettura. Io fossi stata nell’autore avrei accentuato maggiormente l’elemento psicologico (perché è un elemento che mi interessa e intriga molto) però non è l’unica strada percorribile.

Per tirare le somme finali vi posso dire che questo libro è un buon thriller psicologico soprannaturale e proprio per questo se lo leggerete fino alla fine capirete che tutti i nodi vengono al pettine. Posso dirlo perché praticamente ho dovuto riscrivere questa recensione perché la prima volta mi sembrava negativa, c’erano tante cose che non andavano, poi però unendo tutti i punti ho capito che le cose non sono lasciate al caso come sembrano ed è stata una buona rivelazione. Forse non immediata (e questo secondo me è il difetto maggiore di questo libro) ma comunque buona.

Frasi:

L’amore, […] quando nasce davvero si modella nella forma dell’amato e rimane sul piedistallo del cuore finché non rimosso, ma non è la morte a rimuoverlo, è l’indifferenza.

Certe parole sono così pregne di passione da riuscire a fermare il tempo.

Cosa può sedare l’ansia della disperazione del momento della sua massima esplosione? Solo due cose: il potere della speranza o una disperazione più grande.

Il dubbio provoca sempre uno stato di ansia, che si estingue se la causa non è rilevante, altrimenti costringe all’indagine e alla risoluzione.

Tutte le emozioni hanno un acceleratore naturale d’intensità: la sorpresa. La paura, per esempio, è proporzionale allo spavento che coglie di sorpresa e provoca urla, panico, fuga. Anche l’ironia si basa sulla sorpresa, nessuno ride di una battuta scontata. La sorpresa, quindi, può generare gioia o spavento, dipende dal tipo di emozione che accompagna.

Facciamo così quando la verità è un peso troppo grande da sopportare: iniziamo a portarlo, nonostante tutto, ma senza caricarlo sulle spalle, lo trasciniamo con la speranza inconscia che qualcun altro ci liberi dal fardello.

Certe persone sono così sicure del proprio valore da innalzarsi al di sopra della dignità altrui e godere schiacciandola, anche quando da quella stessa dignità dipende la stabilità del piedistallo sul quale s’innalzano.

Chi è abituato a controllare tutti si sente impotente quando perde uno solo.

Tentare il tutto per tutto è sempre un atto disperato, si decide di compierlo solo quando non c’è più niente da fare. Non è, però, un atto automatico, necessita di grande coraggio, specialmente se comporta la sofferenza di un amato.

Come spesso accade nella realtà quando cerchiamo di immaginare cosa ci riserva il futuro, anche quello più prossimo, mille scenari diversi non svelano nemmeno un attimo.

Grazie a tutti,

#copiaomaggio #prodottooffertoda Simone Giordano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.