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Recensione: “Memorie d’Oriente” di Laila Ohanian

Buongiorno a tutti sono Elena e vi ringrazio di essere su Life Is Like a Wave Who Rises and Falls. Complice la mia (spero unica) settimana di quarantena da COVID sto leggendo molto, infatti oggi vi posso parlare di:

Memorie d’Oriente

di Laila Ohanian

Amazon Kindle Direct Publishing, 2020

ISBN: 979-8626342192, 97 pag.

In queste pagine l’autrice ripercorre con la memoria alcuni avvenimenti che hanno maggiormente destato la sua curiosità in occasione di un lungo viaggio in Oriente nel lontano 1993, dove ha vissuto per quasi tre mesi attraversando i territori della Siria, dell’Egitto e del Libano. Personaggi curiosi, eventi bizzarri, oltre a situazioni talmente assurde che molto spesso rasentano il surreale. Accadimenti particolari che sono comunque rimasti profondamente impressi nella mente dell’autrice, che oggi, dopo oltre venti anni da quel lungo viaggio, ci ripropone sotto forma di singoli episodi. Brevi memorie di un Oriente tanto amato e vagheggiato, ma anche e soprattutto inevitabilmente perduto vista la drammatica situazione che si è venuta a delineare nel Vicino Oriente.

Laila Ohanian, archeologa e scrittrice, è laureata in Lettere con indirizzo Vicino Oriente Antico presso “La Sapienza” Università di Roma; specializzata in Archeologia Orientale presso la II Scuola di Archeologia della Sapienza, si è perfezionata in Museologia, Museografia e Museotecnica. Referee della Rivista di archeologia e architettura antica (Thiasos); ha partecipato a vari convegni in Italia e all’estero, è autrice di varie pubblicazioni.

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: il 2 agosto 2022.

Lettura n° 29 del 2022.

Alcuni libri (o gli autori di essi) non hanno bisogno di grandi copertine ad effetto per presentarsi, non devono essere per forza appariscenti, infatti questo è il libro autopubblicato di una studiosa (e in quanto tale non si sofferma su un dettaglio accattivante ma inutile come la copertina) e accademica che seguo perché ha pubblicato alcuni studi su Alessandro Magno e che grazie ad esso ho scoperto essere anche un’abile narratrice! La copertina semplice inoltre non è sinonimo di cattiva impaginazione o mancanza di cura nell’editing ma è esattamente l’opposto perché è perfetta e non c’è un solo refuso. Ho fatto questa precisazione sulla copertina perché mi piace moltissimo chi va oltre il semplice bello che attira l’attenzione e credo che questo valga per i libri più che per altro.

L’autrice ci racconta di un viaggio che fece nel 1993 in cui visitò il Medio Oriente, e più precisamente Aleppo, Il Cairo e Beirut, per sistemare delle pratiche di lavoro del padre lasciate in sospeso a causa della sua prematura scomparsa. Quel viaggio la colpì talmente tanto che Laila decise di specializzarsi in Archeologia Orientale e dalle sue parole capiamo anche noi perché influenzò la sua vita: insieme a Laila e al socio Gianni visitiamo queste città che diventano anch’esse parte integrante e fondamentale del racconto, sono un personaggio aggiunto. Ad Aleppo Laila riscopre le sue origini storiche e famigliari sebbene quella zona sia segnata dal genicidio armeno che per troppi motivi viene spesso dimenticato dalla società occidentale ma l’autrice denuncia questa mancanza perchè non c’è cosa peggiore che dimenticare un’atrocità subita. A Il Cairo Laila ci racconta di una città sempre sveglia, segnata da una profonda fede religiosa con una mentalità direi opposta a quella occidentale. Infine a Beirut l’autrice vede la divisione tra Cristiani e Musulmani e nonostante i primi siano una minoranza scopre la potenza della fede religiosa che trascende il credo.

Per ogni città Laila ci narra le sue avventure, senzazioni, ricordi e pensieri sottoforma di episodi narrati in prima persona e sebbene siano capitoli a sè stanti sono legati da una protagonista pertinace, curiosa e che fa fronte a tutte le situazioni a testa alta. Ne risulta un libro che parla di guerra, memoria, famiglia, potere e soldi, d’introspezione, cultura, tradizioni e religione e ciò che mi ha colpita è che ho sì scoperto questa studiosa grazie Alessandro Magno ma leggere della sua vita e scoprire un pochino chi c’è dietro alla figura professionale è bello e non capita spesso, almeno per me. Inoltre non vi nascondo che se questo libro fosse stato più lungo l’avrei letto volentieri perché è spontaneo, scorrevole e fa riflettere.

L’Oriente che ci racconta Laila è per molti versi perduto perché ora è segnato da molte guerre e per l’autrice rappresenta una fase molto particolare della sua vita. L’importante però è tenerlo vivo con i ricordi e credo non ci sia cosa migliore che raccontarlo in un libro perché così lo possono scoprire anche i lettori. Ho già altri libri su Alessandro Magno e non di quest’autrice quindi mi sentirete ancora parlare di lei!

Non posso che consigliarvi la lettura di questo libro che trovate su Amazon in formato cartaceo o Kindle a un prezzo veramente piccolo! Vi lascio le frasi che ho sottolineato.

Ma la forza del ricordo è superiore all’oscurità dell’oblio.

A volte basta così poco per illudersi, per placare un’anima in pena.

Una volta mi hanno detto che ci sono due modi per sottomettere un popolo, o gli si dà tutto o gli si toglie tutto.

Buona domenica,

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1 pensiero su “Recensione: “Memorie d’Oriente” di Laila Ohanian”

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