Recensioni libri

Recensione: “Dorian” di Rebecca Mazzarella (Dorian Gray #1) (Collaborazione)

Buongiorno a tutti sono Elena e vi ringrazio di essere su Life is like a wave who rises and falls. Oggi vi parlo di una rivisitazione che ho appena finito di leggere:

Dorian

(Dorian Gray #1)

di Rebecca Mazzarella

Amazon Kindle Direct Publishing, 2021

ISBN: 979-8768249977, 447 pag.

Tra le calli veneziane sorge un’accademia prestigiosa che ospita solo studenti con talenti speciali. Victoria, giovane dall’intelligenza eclettica, è stata scelta per farne parte. È tra quelle mura che inizierà la sua nuova vita, lontana dai genitori e dal mondo che ha sempre conosciuto. Tra corridoi e stanze che ospitano storie e segreti, Victoria conoscerà le sue nuove amiche e si avvicinerà a Dorian, un ragazzo misterioso ambito da tutte. C’è qualcosa di diverso in lui, sembra appartenere a un altro tempo. I suoi modi aristocratici e la sua bellezza travolgeranno Victoria e faranno vacillare il suo cuore. Eppure, lei non riesce a fidarsi, si chiede chi sia in realtà quel Dorian Gray che ottiene tutto con uno schiocco di dita.
La verità è forse dietro quel dipinto maledetto che lui le mostra? Chi è la creatura ritratta? E chi si cela dietro i terribili scherzi orditi contro di lei?
Tra balli in maschera, baci rubati in luoghi segreti, fughe per le calli fumose di Venezia, Victoria scoprirà il suo ruolo nella storia e capirà chi ha davvero davanti.
“Non è facile scrivere retelling senza cadere nelle banalità. Rebecca ci riesce e ci regala una storia densa, che seduce come solo la laguna di Venezia sa fare.”
Alessia Coppola

Classificazione: 3.5 su 5.

Reading time: dal 13 al 22 maggio 2022.

Lettura n° 21 del 2022.

Ho voluto leggere Dorian perché Il ritratto di Dorian Gray di Wilde è stato il primo classico che abbia mai letto e me ne innamorai…. ormai sono passati parecchi anni e non lo ricordo nel dettaglio ma solo nei fatti principali (mi sa che devo rileggerlo…!). In questo periodo vanno di moda le rivisitazioni o retelling (com’è più facile trovarli chiamati in inglese dimenticandosi del nostro italiano) e Dorian mi ispirava, avevo capito fosse una specie di YA o comunque un romanzo rosa e che fosse il primo capitolo di una trilogia.

Victoria riceve l’invito di diventare alunna dell’Accademia Morante, scuola esclusiva e segretissima di Venezia per cui bisogna avere delle particolari capacità per essere considerati degni di frequentarla. Victoria ha la capacità di focalizzarsi totalmente su un argomento e di analizzarlo nel dettaglio fino all’esaurimento. Non preoccupatevi, non è un fantasy. Di doti particolari o studi si parla giusto all’inizio per farci capire il funzionamento della scuola, ma al di là di questa premessa e di qualche sessione di studio in biblioteca seguita dagli esami (di cui poi non si sa mai l’esito) sembra una scuola frequentata da persone benestanti che si dedicano più alle feste e alla “vita sociale” che allo studio. Qui Victoria conoscerà Dorian Gray che fa parte del circolo degli immortali, ovvero i bellissimi e inarrivabili della scuola. La prima volta che ho letto la spiegazione che le coinquiline di Victoria le fanno di quel tavolo di bellissime persone da sembrare attori o modelli mi è venuto in mente Twilight, quando la normale Bella vede il tavolo dei Cullen che tutti ammirano ma da cui si tengono alla larga. Ecco, togliete i vampiri e aggiungete un po’ di esclusività da bella vita e ci siamo. Per una serie di vicende Victoria verrà notata da Dorian e anche da un altro ragazzo Gregorio che però si capisce fin dall’inizio iI poverino non avrà alcuna chance con lei. Un altro elemento che nel leggerlo mi ha riportato ad altro è l’Accademia del Gossip e per dirvela breve è come Gossip Girl (io ho visto il primo non il remake).

I personaggi sono ben caratterizzati, dalla protagonista Victoria Grimani (tutto il libro è narrato in prima persona dal suo unico punto di vista), a Dorian Gray, alle coinquiline di lei Sasha e Laura, Gregorio e altri. Il pregio di quest’autrice è che è molto brava nelle descrizioni sia dei personaggi che dei luoghi e dei fatti e sebbene abbia adattato Venezia mescolando luoghi reali ad altri fittizi per ragioni di trama, sembra che anche noi veniamo trasportati nei luoghi narrati.

Il libro si lascia leggere ma c’è qualche elemento che mi ha un pochino delusa. Le situazioni che Victoria vive con i suoi compagni sono un po’ troppo da ragazzine, mentre quando è con Dorian è come se le andasse in pappa il cervello perché ha molti pensieri-zerbino. Nella parte finale Victoria resta di sasso e sembra arrivare dai monti come Heidi quando scopre che Dorian si è portato a letto tutte e la conferma ce l’abbiamo dalla sua reazione. Insomma sono studentesse dell’università, giusto? Bah… Sono presenti anche un po’ di refusi e ho notato che l’autrice è solita usare l’espressione “non so come la testa non abbia fatto a svitarsi dal collo” (non l’ho riportata lettera per lettera) quando qualcuno si volta di scatto. È una piccolezza ma se la leggo due o tre volte nel libro me ne accorgo. Secondo me nella storia ci sono dei piccoli buchi, non ne sono sicura ma qualcuno è presente tipo: quando Dorian e Victoria si sono scambiati il numero di cellulare? Oppure la signora Ponti della boutique super-lussuosa dice che torna subito per dare spiegazioni circa chi pagherà il conto salato del vestito e la scena seguente stacca con le tre ragazze fuori dal negozio. Secondo me alla fine di Dorian sappiamo un po’ troppo poco di Dorian: sì è un personaggio diverso, singolare, conturbante, ma è troppo poco presente.

La storia però secondo me più che altro manca di un po’ di movimento: il libro è di ben 447 pagine scritte in piccolo (credo che le dimensioni del carattere siano un 11) ma la storia, nonostante sia ricca di eventi e ci siano più elementi come quello del romance, dell’amicizia, del mistero, della famiglia, dell’horror, è come se mancasse di qualcosa. Non so se riesco a spiegarmi, ma mi sembra di assistere sempre in secondo piano alla storia, come se non mi prendesse. L’ho letto tutto sommato velocemente ma non mi sono sentita molto coinvolta. Alla fine di ogni capitolo non sempre ero curiosa di vedere come proseguisse, infatti l’ho letto in ben nove serate. Forse sarebbero bastate un centinaio di pagine in meno e condensare tutto un pochino di più, oppure ci sarebbe voluto un secondo punto di vista che magari sarebbe potuto subentrare a un certo punto della trama, non so, però manca di movimento. In più tutti gli interrogativi che sono emersi dalla lettura non hanno ancora trovato un inizio di spiegazione, dalla madre di Victoria che le chiede se ha avuto altri episodi (ma di cosa? Di sonnambulismo o altro?), al fatto che Victoria abbia sentito la voce del quadro maledetto, al perché Dorian sembra vecchio di anima, perché si sente male, anche della frase ricorrente nel libro e riportata anche sulla copertina per ora si sa poco… Insomma tutto resta ancora lì rimandato alla prossima puntata. L’unico mistero svelato è quello degli scherzi contro di lei. Da tenere presente è che questo è solo il primo libro di una trilogia quindi sì, la storia deve ancora evolvere ma se anche gli altri due libri avranno questo stesso ritmo va a finire che stuferà. Ho letto volentieri il primo e leggerò anche il secondo sperando che migliori.

Dorian è una fan fiction tratta da Il ritratto di Dorian Gray con l’aggiunta di elementi contemporanei ambientata nella Venezia esclusiva e se siete alla ricerca di un romance con elementi classici o semplicemente volete leggere un rifacimento contemporaneo di un grande classico vi soddisferà, però tenete presente che dovrete anche leggere il seguito in uscita questo autunno per saperne qualcosa di più. Da parte mia posso dirvi che mi è piaciuto ma gli manca quel qualcosa che spero di trovare nel seguito perché lo leggerò di sicuro! Per le più curiose di voi su WattPad trovate il seguito di Dorian per sapere come prosegue l’immediato finale del libro altrimenti seguite l’autrice nei vari canali socials per sapere quando uscirà il secondo capitolo!

Ringrazio Rebecca per la copia collaborazione!

Frasi:

«Quelle cose…» Con un gesto della mano indica il mio cellulare. «Siete tutti così interessati a quelle mostruosità che non siete più in grado di affrontare una conversazione decente senza dover ricercare qualcosa in internet o scattare una foto. E tutto per cosa? Per provare un giorno ciò che avete fatto? Se sì, a chi? Se l’esperienza non ti resta dentro tante vale dimenticarla,
no?»

«Lo so è che… non ho mai avuto una vera motivazione per comprarne uno [di cellulare]».
«E adesso?», chiedo con un filo di voce.
«Se un aggeggio del genere ti fa correre così velocemente, Victoria, allora direi che ho trovato la motivazione giusta».

«Le persone non sono mai quello che ti aspetti.»

«Non è la bellezza a rendere perfetta una persona.»

«Già, è questo il problema. La gente si aspetta sempre cose scontate.»

«Se siamo così belli come dici tu allora c’è una cosa che non capisco».
«Quale?»
«Come mai non vieni a sederti con noi».

Basta una semplice parola detta con sincerità per sciogliere qualsiasi cuore di pietra.

«Tutte le anime sono corrotte, Dorian, in un modo o nell’altro».

«Chi non scende a compromessi pur di ottenere quello che vuole? Amore, soldi, potere, sesso. Fa parte della natura umana, spesso i nostri istinti sono molto più feroci e non riescono a vedere al di là della distruzione. C’è chi ucciderebbe pur di avere un po’ di notorietà, c’è chi vende l’anima al diavolo pur ottenere quello che vuole ma…»

«Ma vedrai che prima o poi se ne faranno una ragione, se tengono davvero all’amicizia, ritorneranno.»

«La gente ha bisogno di vedere qualcosa di bello, altrimenti che vita sarebbe?»

«Non c’è nulla di cui vergognarsi a essere sé stessi.»

«Questa gente non sa nulla». Guarda le persone intorno a lui con disprezzo. «Credono tutti di sapere cosa vogliono, fanno di tutto per ottenerla. Vogliono essere ricordati, compiono gesta nella speranza di essere immortali agli occhi degli altri, ma sono solo delle piccole pedine in un gioco molto più ampio e crudele. Si perdono la vera bellezza della vita, Victoria. E credono di sapere tutto come se vivere a lungo fosse l’unica cosa che davvero importa, ma non hanno capito niente».

Grazie a tutti,

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