By Me

Umiltà e presunzione

Nell’ultimo paio di mesi ho avuto in più di un’occasione uno scambio di messaggi o e-mail con autori autopubblicati che in un modo o nell’altro hanno avuto ragioni per lamentarsi di quanto ho scritto. Userò sempre la parola autore nel genere maschile perché non voglio fare riferimenti diretti a qualcuno, mi interessa “parlare del peccato non del peccatore”.

La mia grande passione per Alessandro Magno mi spinge all’insana idea di leggere tutto ciò che viene pubblicato su di lui, dai saggi accademici ai libri autopubblicati di vario genere. In tutte le occasioni in cui scrivo agli autori manifesto il mio sincero ed economicamente disinteressato interesse verso il loro libro e la mia volontà nonché disponibilità per quanto mi è possibile nel far conoscere la loro opera. In tutte le occasioni credo di essere sempre stata educata e rispettosa ma nonostante questo ho ricevuto risposte non altrettanto rispettose. In un’occasione, dietro un mio commento al prezzo secondo me troppo elevato del libro l’autore mi ha risposto malamente dandomi una lezione di vita e in seguito si è sentito in dovere di giustificare il suo guadagno parlando della sua situazione lavorativa e motivando che ha curato in tutto e per tutto l’edizione del libro. Un altro autore mi scrive dicendo che si sente in imbarazzo dalla mia richiesta di una versione precendente di quella della pubblicazione del suo libro perché così le sue modifiche e miglioramenti sono inutili. Peccato che gli avessi semplicemente chiesto la differenza tra le due versioni entrambe disponibili (e che possiedo comprate regolarmente su Amazon) per meglio specificare l’articolo sul blog in modo che anche i miei lettori capissero meglio le differenze. Un altro mi chiede di modificare le stelle per il calcolo matematico delle stelle su Amazon, quando io ho espresso il mio parere sincero e motivato delle sue due versioni del libro che ho acquistate e lette entrambe. Un altro ancora dietro mia richiesta di maggiori informazioni sul libro mi risponde molto velocemente che è contento se tratto il suo libro sul blog, allora gli rispondo che va bene, non gli domanderò nulla e lo ringrazio e lui ancora mi risponde che era in vacanza, aveva risposto velocemente ma che sono libera di chiedergli tutto ciò che ho bisogno.

Insomma, è vero che faccio tutto per passione e non chiedo nulla in cambio perché per me è una passione e non un lavoro, ma essere trattata così mi secca. Col fatto che una persona qualsiasi può pubblicare su Amazon il proprio libro dovrebbe anche tenere presente che una qualche critica può arrivare. Le critiche ci sono per qualsiasi tipo e genere di libro, anche per uno della Mondadori. Gli autori autopubblicati troppo spesso usano delle scuse che sembrano delle attenuanti a ciò che fanno, cioè che hanno curato qualsiasi aspetto e passo della realizzazione del libro, che vogliono guadagnarci per il tempo speso… va bene tutto, ognuno scrive e pubblica ciò che ritiene, ma abbiate le spalle un pelo larghe per sopportare quando qualcuno che ha regolarmente acquistato e letto, quindi speso denaro e tempo per voi e il vostro libro, vi dice che secondo lui c’è qualcosa che non va. E soprattutto siate sempre rispettosi. Io sto imparando ad avere le spalle larghe, ma mi sembra che alcune persone pecchino di presunzione e non accettino la più piccola critica. Nessuno impone la pubblicazione di qualsiasi cosa venga scritta, eppure con la scusa del “ci ho speso tempo” alcune persone pretendono. Scrivere dovrebbe essere un piacere per lo scrittore che non lo fa per professione e nessuno impone di spenderci tempo. Se fosse un piacere non dovrebbe essere un impegno gravoso e tedioso. Nessuno obbliga nessuno a pubblicare eppure quando lo si fa ci si aspetta che il normale lettore legga il testo con le pinze, che scusi gli errori perché dietro non c’è uno scrittore professionista, che scusi il prezzo perché bisogna guadagnarci, che scusi le molte versioni di un libro perché è bello fare ricerca e quando si scoprono cose nuove si rimette mano al libro e così continuano ad uscire diverse versioni dello stesso testo. Io accetto tutto, compro e leggo, ma visto che compro e non ho una copia gratis dall’autore (ma anche quando capita che ho una copia gratis) voglio poter esprimere la mia opinione sempre motivata e che cerca di tenere conto di tutti gli aspetti che riesco. La lettura per me è la stessa esperienza di astrazione dal mondo o di approfondimento di un argomento a seconda che si tratti di un romanzo o di un saggio, sia che sia di un autopubblicato o di un romanzo di un grande editore e posso trovare dei problemi in entrambi i casi e voglio poterlo dire abbastanza serenamente. Credo di essere sempre rispettosa in quello che scrivo e quando trovo qualcosa che non va spendo qualche riga in più per motivarlo di quando, invece, mi piace tutto e non ho osservazioni particolari in merito. Sono inoltre disponibile a modificare quanto scritto se risulta essere comunque offensivo perché non sono nessuno per ergermi su un pulpito e quando sbaglio sono pronta a riconoscerlo senza problemi, ma come porto rispetto lo chiedo. A me farebbe moltissimo piacere se una persona all’estero parlasse nel suo blog del mio libro, se lo leggesse e mi dicesse la sua opinione, invece incontro solo persone che esprimono la loro rabbia per un mio personale e totalmente soggettivo parere.

Come vi dicevo, la parola chiave è pretendere. A questo rispondo siate un pochino più elastici e aperti alle critiche costruttive senza lasciare che vi blocchino perché la lettura è un’esperienza molto personale e la recensione è anch’essa molto personale e soggettiva. Se invece sapete di non essere pronti ad alcuna critica forse vi conviene aspettare a pubblicare. Non date per scontato che il vostro libro piaccia a tutti e che avete la libertà di rispondere male a chi esprime il suo rispettoso e personale parere.

Dopo queste esperienze recenti ho deciso che cambierò il mio approccio quando troverò un nuovo libro autopubblicato. Se prima scrivevo all’autore (lo cercavo sui socials o usavo l’indirizzo e-mail quando è riportato nel libro) chiedendogli la maggior parte delle volte più informazioni, d’ora in avanti scriverò il solito articolo e andrò avanti senza cercare ulteriori contatti perché il più delle volte ricevo critiche e non un semplice grazie di interessarmi al loro libro. Mi mettevo in contatto con un autore, anche straniero, pensando di fargli piacere che avessi trovato il suo libro e che ne parlassi sul blog. Col mio articolo non credo di influenzare le vendite di un libro però credo che all’autore faccia piacere avere un riscontro specialmente se arriva dall’estero. Invece spesso mi sembra che si dia tutto per scontato e che si debba sottostare alle regole che vogliono. Questo mi è capitato anche con un editore perché mi diede istruzioni sul come e quando pubblicare l’annuncio di un libro, con la differenza che l’ufficio stampa di un editore lavora per esso, io raccolgo le informazioni che trovo su internet, non lavoro per nessuno e mi riservo la libertà di fare come credo sia meglio. Ogni giorno nel mondo vengono pubblicati moltissimi libri, più di quanti se ne leggano e dovrebbe essere già un buon punto di partenza il fatto che un lettore scelga un libro piuttosto che un altro. Dovrebbe dare soddisfazione e gioia. Dovrebbe.

Piccoli episodi del genere non mi tolgono la voglia di portare avanti questa mia grande passione e di farlo al meglio delle mie possibilità sperando di essere d’aiuto per qualcuno.

Buona Pasqua a tutti,

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