By Me

“A umiliare gli altri non si diventa più forti, solo più miserabili.” (Sconosciuto)

Questa frase riassume alla perfezione il mio pensiero di questo fine settimana. È totalmente inutile dire di essere ignoranti in un contesto e poco dopo nel proprio mestiere trasformarsi e attaccare le persone continuando a ribadire la loro incapacità e la propria autorità. Questa è prepotenza. C’è modo e modo di parlare con le persone. Si può imporsi, puntare i piedi e farsi valere e si ottiene ciò che si vuole ma si fa sentire l’altro come un pezzente senza motivo. Oppure si può parlare spiegando i motivi e portando l’altro a capire l’errore, così si ottiene comunque ciò che si vuole ma si tratta l’altro in modo civile, inoltre così si insegna, cosa che da esperti si dovrebbe forse ma non necessariamente saper fare. Ma l’arte del saper insegnare è un’arte più fine che in ben pochi sanno fare veramente.

Sentirmi dire “tu fai così perché te lo dico io. Se invece ti dicessi di fare cosà dovresti fare cosà” (in un italiano parlato dove si usa parlare sempre e comunque al presente ma che riporto scritto in un italiano corretto) senza una mia risposta sbagliata precedente, senza che sia stata inopportuna, sgarbata, maleducata o semplicemente infastidita o svogliata, non lo accetto. Se certe sfuriate (perché nel giro di pochissimo ce ne sono state più di una) fossero state motivate lo capirei e non starei qui a parlarne, ma una persona che ha bisogno di rivalersi così sugli altri è piccola piccola anche se occupa una posizione di prestigio nel suo piccolo (non voglio pensare che sia solo con me perché diventerebbe personale e non credo proprio che lo sia conoscendo la situazione).

Non c’è titolo di studio che possa insegnare il sapersi relazionare con gli altri ma è questione di carattere: una persona può essere ignorante oppure può avere fior di dottorati di ricerca ma l’umiltà non la si impara. O si è arroganti o non lo si è. Sapersi relazionare e confrontare con gli altri è un fattore di carattere, o riesci o non riesci. È vero però che certi ambienti insegnano una buona dose sempre dovuta di umiltà. Mi è stato insegnato che quando non so qualcosa è giusto chiedere. Non a caso c’è il detto che recita “chiedere non costa nulla, rispondere è cortesia.” Ma se a ogni cosa che dico devo essere attaccata non va bene. So che non so fare tutto. Ci sono dei lavori per cui non sono portata, sono consapevole dei miei limiti. Non so fare quel lavoro, non sono deficiente e lo capisco e ne prendo atto. Ma so anche che sono umile e nel dubbio chiedo. Non attacco le persone al primo “ma” che mi dicono, specialmente se portano rispetto. Sono una persona ragionevole. Il mio “ma” non era per mettere in dubbio l’autorità e l’esperienza di quella persona ma era perché nella mia ignoranza pensavo di fare comunque bene. Quando però qualcuno che per ogni cosa che dico deve riprendermi malamente preferisco fare un passo indietro, scusarmi dei miei limiti e della mia incompetenza e lasciare la persona nella sua presunzione, tanto non sono nessuno e in quanto tale non pretendo di cambiare il mondo. Non combatto battaglie perse in partenza a tavolino ma non sono neanche capace di accettare simili angherie continuamente ripetute. Quando qualcuno ha bisogno di simili bassezze per sentirsi realizzato e importante può continuare a farlo, solo non con me. Il bello è che sono arroganti le persone che vivono nel loro piccolo e invece chi è veramente qualcuno e forse sarebbe più scusato a darsi delle arie ti tratta da suo pari. Se una persona non porta rispetto verso gli altri non sono nessuno per farglielo notare, senza parlare di insegnarglielo però di sicuro non sono l’unica ad accorgersene. Da persone come questa preferisco prendere le distanze. Ma pretendo rispetto dagli altri perché io lo do sempre, in particolar modo in simili contesti in cui parto dallo zero.

Le persone a parole sono in un modo, tuttavia a fatti spesso, molto spesso, sono ben diverse. È incoerenza? Forse o può essere anche ignoranza. In questo caso l’ignoranza non è in senso dispregiativo ma è per considerare in che ambiente vivono e sono cresciute, con chi hanno a che fare. Per andare d’accordo con certe persone bisogna saper stare zitti e non rispondere mai (perché non è necessario pensare, pensano loro per te) e baciarle il sedere. Se non si riescono a fare entrambe le cose non c’è nulla da fare. Eppure vi dico anche che tutti hanno bisogno di una carota ogni tanto. A prendere solo bastonate non ci sta nessuno e so che non so stare sempre zitta.

Sarò insicura ma su questo sono piuttosto convinta di sapere qualcosa su di me e non sono arrogante. Non ho bisogno di rivalermi sugli altri per sentirmi qualcuno, sono consapevole di chi sono, delle mie debolezze e dei miei punti di forza. Forse in realtà sono meno insicura di quanto penso.

In ultimo, un complimenti, un inchino e un grazie a come mi trattano alcune persone. Ormai vi ho capito ed è grazie anche a voi che imparo le lezioni importanti della vita. Grazie di cuore davvero, perché imparo più di quanto voi possiate mai insegnare dai leader-ini che siete.

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