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Recensione: “Portami nel tuo Inferno” di Yvan Argeadi e Diletta Brizzi (Collaborazione)

Aggiornato il 26 marzo 2022.

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Life Is Like a Wave Who Rises and Falls. In questo periodo non sto leggendo molto perché ho dei pensieri che mi tengono lontana dalla lettura quando, invece, mi farebbe solo bene leggere. Sono però riuscita a leggere questo libro perché aspettavo da tanto che ne uscisse la versione definitiva. Oggi vi parlo di un libro che ho letto sulla mitologia di Ade e Persefone:

Portami nel tuo Inferno

di Yvan Argeadi e Diletta Brizzi

StreetLib, 2021

ISBN: 979-1220871938, pagg. 476

Quando Zeus, dopo la Titanomachia, decide di spartire il dominio del mondo con i suoi fratelli, sceglie per Poseidone il mare, per sé il cielo e per Ade gli inferi, condannandolo alla solitudine. Il monarca infernale, però, viene conquistato dagli occhi della bella Persefone, figlia prediletta di Zeus, e un giorno, grazie all’aiuto di Afrodite, riesce a rapirla e portarla con sé nel suo regno di tenebra. Il suo è un gesto clamoroso che porta nuovamente gli dei a una battaglia feroce, tanto quanto lo è il sentimento che la muove e Zeus vuole contrastare: l’amore. Contro ogni previsione, i due riescono a coronare il proprio sogno, riportando a nuova vita il rapporto fra i due fratelli, divisi dall’ambizione e dalla potenza. Col passare dei millenni, il matrimonio di Afrodite e Ares è l’occasione per il loro ritorno sull’Olimpo, ma una giornata apparentemente lieta viene bruscamente interrotta da un ospite indesiderato. Il cielo e gli inferi sono chiamati ad allearsi per sconfiggere un nuovo nemico che porta a galla un passato dimenticato, sepolto nella parte più profonda del Tartaro.

Yvan Argeadi è uno scrittore di racconti e romanzi storici, specializzato in storia e miti del mondo antico.
La sua predilezione per l’antico mondo greco lo ha portato a scrivere il romanzo “Alessandro: alla conquista dell’Asia” e innumerevoli racconti minori dedicati ad Alessandro Magno, come il qui presente o “Alessandro: il condottiero dei greci”, o “La prima battaglia di Alessandro”, o ancora “Alessandro Magno: i due imperi”.
Ha scritto diverse storie dedicate a Sparta, molte delle quali contenute nel libro “Racconti Spartani”, e un romanzo fantasy/mitologico chiamato “Portami nel tuo Inferno” scritto a quattro mani con la compagna Diletta Brizzi e incentrato sui miti greci.
Ha narrato anche l’ascesa del tiranno persiano Serse in “XÉRXĒS : Il Re dei Re” e di grandi generali del passato come Brasida o Lisandro.

Diletta Brizzi vive a Pisa insieme al compagno Yvan e al loro amato gatto Klaus.
Fin da piccola ha sviluppato la sua passione per la scrittura e per la lettura soprattutto di Urban Fantasy e di Young Adult a sfondo mitologico, tema di cui si è sempre interessata, approfondendo in particolar modo il pantheon greco, egizio e celtico.
Attualmente lavora nel settore del beauty e della moda ma non disdegna tornare a casa per leggere i suoi preziosissimi libri e viaggiare nel fantastico mondo dell’immaginazione.

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 17 novembre al 2 dicembre 2021.

Lettura n° 68 del 2021.

Desidero prima di tutto ringraziare Yvan e Diletta per la copia omaggio per la recensione!

Visto che non sono brava con le trame vi riporto anche quest’altra SINOSSI: Eoni dopo la sconfitta del perfido Crono, i suoi tre figli maschi, Zeus, Poseidone e Ade si spartirono i tre regni del creato, divenendo rappresentanti di ognuno di essi. Così, a Zeus toccò in sorte il Cielo, a Poseidone i sette mari, mentre a Ade, ingannato dai suoi fratelli, spettò il tenebroso Erebo dei defunti. Per mantenere l’equilibrio del creato Zeus legittimò che i tre regni non sarebbero mai dovuti venire a contatto gli uni con gli altri, per nessuna ragione. Il sovrano dell’Olimpo, tuttavia, non aveva messo in conto tra quelle ragioni la più nobile, e al contempo pericolosa, capace da sola di far vacillare le basi stesse su cui l’equilibrio si fondava: l’amore. E quando il Signore dell’Oltretomba si innamorerà della figlia prediletta del Dio del Cielo decidendo, contro volere di quest’ultimo, di prenderla in sposa, l’equilibrio del cosmo sarà messo a dura prova da quella che in seguito sarebbe diventata la storia d’amore più famosa e tormentata di tutti i tempi. Questo era il preludio della storia d’amore di Ade e Persefone: una realtà camuffata da mito, sopravvissuta nel tempo ai mutamenti del mondo, così come a quelli dei Divini che tra intrighi e subdoli giochi di potere giocavano con il destino dell’umanità, coinvolgendo e stravolgendo a più riprese la tormentata coppia, fino allo straordinario e inaspettato colpo di scena finale. Questo è il mito di Persefone, la favola di un cuore innamorato disposto a rinunciare alla Luce per amore: questo è “Portami nel tuo Inferno”.

Premetto che non sono un’esperta di mitologia, ricordo le informazioni basilari che studiai al liceo, ma non posso fare giudizi critici sull’attendibilità o fedeltà rispetto ai racconti mitologici. In questo periodo di poche letture avevo iniziato un libro sulla stessa coppia mitologica, – e appena l’avrò finito ve ne parlerò – ma è girando su Amazon che ho notato i molti libri su Ade e Persefone. Questa fioritura di trasposizioni più o meno moderne è interessante e mi sa che prima o poi ne leggerò un’altra.

Diletta e Yvan ci danno un libro maturo, pieno di sorprese e colpi di scena, in cui si parte dai racconti mitologici all’inizio dei tempi fino ad arrivare ai giorni nostri. Visto che non sono un’esperta in materia, prima di iniziare la lettura avevo paura di non riuscire a seguire il racconto, di non ricordare o capire la differenza tra i vari dèi, invece, prima di tutto non mi sono mai sentita un’ignorante in materia perché gli autori definiscono e caratterizzano ogni divinità, maggiore o minorie che sia e adesso sento di conoscere un po’ meglio il pantheon greco e la mitologia. Gli autori hanno fatto un lavoro di ricerca notevole e creato una forma di ibridazione dei miti e delle loro caratteristiche, mescolando elementi canonici a quelli non, con elementi ebraici, zoroastriani e altro.

Il libro si può dividere in due parti: la prima ambientata negli eoni antichi e nell’antichità e l’altra ai giorni nostri e vediamo anche lo sviluppo della relazione di Ade e Persefone nascere, crescere e consolidarsi. I personaggi, chi più chi meno, subiscono una maturazione e un cambiamento, una su tutte Persefone che prima va a vivere nell’Ade e lì diventa corruttibile, manipolabile e mostra per la prima volta di avere anche un lato cattivo. Ade e Persefone sono ben caratterizzati e sono agli opposti: lui violento e brutale in ciò che fa, sempre coerente con sè stesso e diffidente verso gli altri, lei dolce, amorevole sorella e figlia di Zeus. Senza spoilerarvi la trama, Persefone vive una vera e propria crescita e verso la fine del libro subisce un cambiamento che la rende finalmente la degna regina e consorte di Ade. Demetra per me passa alla storia come la dea che continua a svenire perché ogni due per tre viene sopraffatta dai fatti. Zeus, da sovrano assoluto col trascorrere del tempo e degli eoni si ammorbidisce e acquisisce una visione più democratica del potere ed è come se ci fosse quasi un parallelismo tra questi dèi così lontani dagli uomini che subiscono anche loro un po’ i mutamenti storici dell’umanità. Mi è piaciuto anche il rapporto di amicizia e sorellanza tra Persefone e Afrodite, come quello anche se diverso tra Ade e i suoi fratelli.

Sebbene la storia ruoti intorno ad Ade e Persefone e alla loro storia d’amore, non mancano guerre, combattimenti, tradimenti, intrighi, desiderio di rivalsa e vendetta. La componente amorosa è solo una delle tante, cosa per me importante perché altrimenti si limiterebbe ad essere un romance che dopo un po’ stufa. La trama è fatta anche di guerre, tra Ade e Zeus per Persefone e altre in cui i nostri sapranno unirsi contro lo o gli antagonisti, dimostrando un senso di unità davanti al comune nemico che fa capire quali sono le cose veramente importanti. Ad un certo punto della storia alla fine di ogni capitolo accadeva qualcosa che mi faceva proseguire ancora di un capitolo nella lettura e poi di un altro e un altro ancora, perché la trama è ricca di colpi di scena e una volta che ingrana all’inizio poi succedono moltissime cose.

Una cosa che ho apprezzato moltissimo è che Diletta e Yvan hanno avuto il “coraggio” di rispettare il mito originale: Ade rapisce Persefone, senza se e senza ma. So che oggi argomenti del genere non sono politicamente corretti, ma credo sia giusto rispettare il mito prima di tutto. I miti sono dei classici immortali e proprio per questo vanno rispettati nella loro essenza.

Anche il finale è composto da un colpo di scena che sarebbe stato tale sia in un senso che nell’altro, perché fino alla fine non sappiamo se qualcosa è successa senza che lo sapessimo o se invece non è successa quindi, il finale non è scontato ed è un bel colpo di scena. So di essere criptica, ma non voglio svelarvi nulla. Mi è piaciuto moltissimo il messaggio finale che riguarda l’umanità: anche qui senza dirvi più del necessario, in questo libro gli uomini sono esserini sullo sfondo, con l’importanza pari a delle formiche, ma alla fine sono fondamentali e determinanti, anche perché gli dèi hanno bisogno di chi li adora e teme, altrimenti non avrebbero senso d’esistere.

Non so quanto, dove e come gli autori si siano presi libertà nella narrazione, ma hanno mescolato le forme canoniche dei miti a quelle minori, intrecciato il mito di Ade e Persefone agli altri dèi e ambientato parte della storia ai giorni nostri e mi è piaciuto molto! Il racconto copre gli avvenimenti più importanti tra gli dèi e alcuni fatti ci vengono mostrati attraverso il flashback o i ricordi dei personaggi. Mi è piaciuta molto la descrizione di come gli dèi si spartiscono gli incarichi dopo la cacciata dei Titani, ma anche altre spiegazioni naturali, come ad esempio si creò il ciclo delle stagioni. La storia del diluvio universale qui è narrata in chiave pagana e tra le righe si legge anche una critica al Cristianesimo per le colpe di cui si macchiò durante la Storia. In un momento in particolare, durante la celebrazione di un matrimonio due dèi ricordano il loro in un flashback molto bello e grazie a questa corrispondenza è come se entrambi i matrimoni venissero arricchiti e quasi completati. Non mancano neanche riferimenti storici a me cari, come quello della proskynesis persiana.

Gli autori hanno amalgamato e sfruttato molto bene la scrittura a quattro mani: nei dialoghi maschili (di Ade e Ares soprattutto) si vede la ruvidezza di Yvan, mentre in quelli femminili il tratto più dolce di Diletta. Il tocco di Yvan si ritrova anche nel movimento del bacino simulato da Ade, elemento ricorrente nei suoi personaggi maschili, mentre quando si parla della città dell’amore con negozi di alta moda c’è sicuramente lo zampino di Diletta. Il cambio di mano c’è ma è usato in modo molto naturale e sensato e lo si nota solo se si conoscono bene gli autori, altrimenti non si riesce a dire dove o cosa scrive uno o l’altro. Io l’ho notato in questi punti, ma le idee sulla trama, così come le descrizioni, non so dirvi chi dei due le abbia pensate e scritte o se è un lavoro congiunto, ma meglio così perché altrimenti sarebbe sgradevole alla lettura. Nell’insieme descrizioni e dialoghi sono scorrevoli, questi ultimi sono caratterizzati anche da ironia.

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NOTA DEGLI AUTORI:
Ci teniamo a ricordare che la vecchia edizione pubblicata tramite casa editrice, non è più di nostra competenza.
L’ebook e il cartaceo con questa copertina creata dalla bravissima Catnip Design sono le ultime e definitive versioni della storia.

Portami nel tuo Inferno di Diletta Brizzi e Yvan Argeadi era già uscito qualche anno fa in edizione solo cartacea pubblicata da Les Flâneurs Edizioni ma quella versione non è integrale, quindi se siete interessati a leggerlo vi consiglio l’edizione pubblicata con StreetLib del dicembre 2021 che trovate nei seguenti formati:

  • cartaceo, ISBN: 979-1220871938, 23,50 €;Amazon
  • e-pub, kindle, ISBN: 979-1220872010, 5,99 €.AmazonKobo

Il prezzo del cartaceo è un pelino alto ma il libro è veramente un librone di 17 x 24 cm di formato e 476 pagine. Non so se le fotografie rendono giustizia al libro ma è veramente bello averlo tra le mani: è impaginato alla perfezione, scritto con un carattere ben leggibile ed è fatto bene! StreetLib impone il prezzo di partenza e trattandosi di un libro con così tante pagine non poteva essere inferiore, ma è possibile trovarlo scontato nei vari store on-line (vedi IBS.it). Gli autori mi hanno anche detto che hanno scelto un formato un pochino più grosso del normale per ridurre il numero delle pagine in modo da poter tenere il prezzo più basso. Chi vuole risparmiare può optare per l’edizione digitale disponibile sia in versione Kindle che il classico e-pub. Nello store Mondadori la versione e-pub è inoltre gratuita per gli abbonati a Kobo Plus.

Aspettavo da tempo l’uscita cartacea (e definitiva) di questo libro, tant’è che già quando lessi She is my Sin vol. 1 a inizio di quest’anno avevo già voglia di leggerlo ma aspettavo il cartaceo. Adesso finalmente ho potuto leggerlo e Portami nel tuo Inferno ha soddisfatto le mie aspettative. In una parte poco prima del finale mi sono anche commossa perché c’è un fortissimo richiamo al titolo che dopo quell’evento assume un significato particolare: ennesimo colpo di scena molto bello!

Questo libro piacerà agli amanti della mitologia ma anche a chi è alla ricerca di un fantasy, o anche a chi vuole un libro con una storia d’amore ma anche di tradimenti, guerre, intrighi e vendetta e può essere un bel regalo di Natale a chi ama la lettura!

Desidero ringraziare ancora una volta Yvan e Diletta per la copia omaggio per la recensione, per avermi citata nei ringraziamenti e per le immagini della bellissima copertina!

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Frasi:

«Se per avere il tuo amore devo plagiare la tua mente, così farò, pur di porre fine a questa solitudine».

«I ricordi, per quanto dolorosi, sono parte di noi.»

Dal dolore non si poteva fuggire, ci si poteva solamente nascondere, ma prima o poi esso avrebbe comunque bussato alla porta e allora sarebbe stato impossibile fuggire nuovamente senza affrontarlo.

«Per comprendere l’amore devi prima conoscere il dolore.»

Gli uomini non capivano che erano loro stessi a definire ciò che li aspettava una volta trapassati ma preferivano dare la colpa a qualcun altro piuttosto che assumersi la responsabilità delle loro azioni e scelte compiute durante la vita.

«Perché ancora oggi, dopo tutti questi anni, simili paure turbano la tua mente? Rivelami l’origine delle tue angosce così che io possa alleviarle, e se un errore da parte mia vi è stato, rivelamelo, così che possa porvi rimedio.»

Fuggire dai problemi non rappresentava una soluzione a essi.

“Sono i genitori a plasmare l’indole dei figli, non lo dimenticate, mio sire.”

“Sono io a scrivere il mio destino.”

«Come puoi non piacere a un uomo che ti guarda con gli occhi dell’amore?»

«Sei uno sciocco, Zeus: questo è un giorno importante per Persefone e tu preferisci farle sentire la tua lontananza anziché mettere da parte, per una sola volta, i vecchi rancori per il bene di nostra figlia.»

«Un giorno i tuoi figli ti faranno pagare il dolore inferto alle loro madri.»

«Trattala come se fosse la gemma più preziosa che hai, perché lei è la cosa più preziosa che ho.»

“Se non posso tornare indietro, tanto vale che vada avanti.”

Grazie a tutti, vi auguro una buona lettura,

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Foto della versione digitale

#copiaomaggio #prodottooffertoda Yvan Argeadi e Diletta Brizzi

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