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Recensione: “L’eredità di Christine” di Laura Usai

Buongiorno a tutti, buon sabato e grazie di essere su Life is like a wave who rises and falls! Il week-end ci porta una recensione fresca fresca di composizione! Oggi vi parlo de:

L’eredità di Christine

di Laura Usai

Amazon Kindle Direct Publishing, 2021

ISBN: 979-8720145392, 210 pagg.

https://64.media.tumblr.com/172086e32e979a957ead6d1bfe0b40e4/73fcb0a936892926-65/s2048x3072/bb4c088fb9a0c606c0392ef0c18e1072aa5ccf51.jpg

Leaveland, 1872. Nonostante siano trascorsi dodici mesi dalla scomparsa dei genitori, Christine non si è ancora abituata alla vita di campagna del Kent e sente nostalgia di Londra; l’occasione di tornare nella capitale si presenta sotto forma di una missiva da parte del suo legale. Il signor Lawrence, l’uomo che da tempo occupa i suoi pensieri, si propone di accompagnarla. La ragione dell’improvviso viaggio a Londra porta Christine a realizzare quanto poco conosca la sua famiglia. Ma il suo tentativo di dipanare i fili che avvolgono il misterioso passato dei genitori la condurrà alla scoperta di segreti dolorosi e verità sconcertanti. Nel frattempo, la presenza del signor Lawrence si rivelerà sempre più determinante e Christine, pur di averlo al suo fianco, sceglierà di sfidare apertamente le rigide convenzioni dell’epoca.

Laura Usai da sempre appassionata di libri, scrive e legge moltissimo fin dalla tenera età. Nel 2017 esce il suo primo racconto Gli Occhi del Disinganno. Mentre lavora come copywriter, porta avanti la stesura del low fantasy Il Segreto della Curatrice (2019), romanzo che scalerà le classifiche di Amazon. Nel maggio 2020 pubblica, sempre in self publishing, Maite, un racconto frizzante dai toni romantici. Ora Laura torna ad affacciarsi sul panorama letterario con il romanzo di narrativa storica L’eredità di Christine, per un viaggio nel passato fino all’epoca vittoriana.

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 18 al 20 ottobre 2021.

Lettura n° 65 del 2021.

Eccomi all’ultimo (per ora) libro di Laura che mi restava da leggere ed è stato bello! L’autrice ambienta i personaggi nell’Inghilterra vittoriana ma ci aggiunge del suo e lo fa in modo perfetto, infatti, le descrizioni sono accurate senza risultare pesanti. La giovane protagonista, Christine, di vent’anni, esce dal periodo di lutto per aver perso i genitori – per il quale si era trasferita dalla vita cittadina di Londra a Cornfield Hall perché era stata affidata ai coniugi Williams – e, smettendo gli abiti scuri, torna alla vita grazie anche alla nuova conoscenza di Lawrence, fratello della moglie del cugino della madre. All’inizio del libro Christine è insofferente alla vita di campagna, sembra quasi snob, ma la sua era una facciata per evitare di soffrire. In realtà non era così partecipe alla vita di società a Londra e non appena conosce Lawrence in lui vede qualcosa di speciale, trova sicurezza e coraggio di affrontare la sua situazione. Mi sarebbe piaciuto che Laura ci avesse parlato un pochino di più del passato di Lawrence, perché il suo personaggio è meno delineato di quello della protagonista. Capiamo perché lei si innamori di lui, ma non lo conosciamo del tutto e, visto che è fondamentale per Christine, sarebbe stato meglio dargli più profondità anche per noi. Al di là di questo, Christine in Lawrence trova un uomo di mondo, sicuro di sé e che ha viaggiato molto e, prima di tutto, un amico disposto ad aiutarla a dipanare la matassa dei misteri lasciati dai genitori scomparsi. L’amore in questa storia è la ciliegina sulla torta. In più c’è anche la ricerca del passato dei genitori di Christine che ci farà avere delle belle e inaspettate sorprese.

Lo stile di Laura è ottimo, scorrevole e alcune descrizioni sono semplicemente perfette, come quelle ad esempio a pag. 85; “In quel momento una figura emerse da un altro corridoio: era un uomo piuttosto alto, con due folti baffi grigi che si incurvavano verso il basso e che parevano la copia perfetta delle sopracciglia. Gli occhi, neri come il carbone, erano dotati di una rara espressività.” e a pag. 111: “Ruth si irrigidì all’istante e un lampo di consapevolezza le attraversò gli occhi: lasciò la mano sospesa sul biscotto che stava per afferrare, la ritrasse e la strinse in grembo con l’altra.”. È da descrizioni come queste che si vede il talento dell’autrice!

Questo libro affronta anche l’importante tema della condizione dei lavoratori minorenni in quel periodo e sebbene se non è affrontato in modo troppo opprimente o cupo è un elemento che dà originalità e completezza al testo. Il libro inoltre ha la “solita” per Laura – ma non così facile da trovare – perfezione nella scrittura, nel testo e nell’impaginazione. Anche questa volta non ho trovato neanche un errore o refuso!

Leggerei volentieri un seguito di questo libro e ovviamente leggerò le prossime opere di Laura!

Frasi:

«Viaggiare aiuta a vedere con occhi diversi anche ciò che accettiamo da sempre».

«Le pagine dei libri sono più preziose dell’oro, eppure sono l’ultimo posto dove un cacciatore di tesori guarderebbe».

È davvero possibile rimuovere il passaggio sulla Terra di una persona quando questa è tanto presente nel cuore di chi cerca di dimenticarla?

«A volte il dolore cambia il nostro modo di dimostrare affetto».

«Il passato in sé non si può cambiare, ma può mutare il vostro modo di vederlo».

«A volte le idee comuni legano più di un sentimento».

«L’amore, quando forte e sincero, trova sempre il modo di parlare».

Grazie a tutti e buon week-end,

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2 pensieri su “Recensione: “L’eredità di Christine” di Laura Usai”

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