By Me

“Auguroni Elena, un bacione”… davvero?!?!

Un mese fa è successa una cosa che tempo fa mi avrebbe rovinato il compleanno, ora per fortuna è stata l’unica macchiolina di quella giornata. Perché ho ricevuto una piccola sorpresa totalmente inaspettata che mi ha fatto molto più piacere di quanto questo mi abbia infastidita. Non sembrerà, ma ormai quello che ho scritto qui di seguito me lo ripeto da tanto tempo, troppo, e ormai ha perso potenza perché questa è una situazione che non posso cambiare da sola. Ormai lo so e l’ho accettato. Ci ho impiegato parecchio tempo per capirlo ma ora sono… “in pace con me stessa” perché so di aver fatto tutto e anche più del necessario, ma le relazioni bisogna averle in due, bisogna coltivarle in due. Se sono l’unica a interessarsi prima o poi la pianta muore e così ormai è stato.


Scrivo qui di te perché non c’è verso di parlarti se non tramite monologhi su WhatsApp che non avrebbero mai risposta (questo non è un dialogo ma lasciamo da parte la semantica). Se mi avessi dato modo di dirti in faccia certe cose eviterei di affidarle al mondo del web, anche se lo scrivere per me è come rielaborare le cose, distaccarsene e vederle da una prospettiva diversa e tutto ciò che scrivo qui è per me. Visto che non mi piace prendermi in giro, almeno qui so che non leggerai e non risponderai, ma almeno non mi aspetto neanche lontanamente qualcosa di diverso. Mi segui sui socials, ma è un seguire disinteressato, forse pensi che il tuo “+1” mi importi, ma non è così se poi segui sempre passivamente senza mai commentare o dire la tua. Ma visto quanto sto per scrivere questo sarebbe pretendere troppo perché ti manca una base più importante, un gradino inferiore rispetto a questo.

Ad ogni modo non so come sia possibile tutto ciò. Non capisco come due adulti possano arrivare a questo punto. O meglio lo so, ma non so cosa ti racconti tu.
Per anni – non mesi, ma anni – mi hai riempito la testa di scuse, di cavolate che ti inventavi di sana pianta di volta in volta e pretendi che ti creda?

Nel giorno del mio compleanno hai avuto la grande genialata di farmi un “regalo” facendomi gli auguri. Ma che senso ha “scomodarsi” tanto per poi riprendere ad ignorarmi? Che gioco cattivo stai facendo, visto che era quasi un anno che non ci sentivamo più, dopo che mi ignorasti per quella che io stabilii essere l’ultima volta? Tutte le scuse che accampavi per convincermi che io stessi sbagliando su di te erano per convincere te stesso perché sono sempre state delle gran bugie. Io lo so, tu? Boh, ma non ha importanza. Ogni volta c’era una causa esterna, non dipendeva mai da te, mai. Ma cresci e abbi il coraggio delle tue azioni e delle loro conseguenze.
Non ho più voglia di giocare al gioco del “prendiamomi in giro”. Vivo bene anche senza, anzi vivo meglio senza.
Quando voglio sfogarmi riguardo a qualcosa o farmi un monologo lo scrivo qui sul blog o da qualche parte, non in una chat WhatsApp dove qualcuno poi dovrebbe in teoria rispondermi.
In che mondo ha senso farmi vedere che ti ricordi del mio compleanno perché mi fai gli auguri ma poi non hai il carattere di rispondere al mio ringraziamento? Dovrei esserne contenta? Cosa c’è di positivo nella tua vigliaccheria velata da finto interesse? Perché farmi capire che ti ricordi del mio compleanno (cosa di cui tra l’altro puoi ricordare da Facebook) quando sai già che non hai le palle per rispondermi? Che senso ha? Che gioco cattivo è questo?
Ormai portavi avanti da troppo tempo il tuo gioco della presa in giro dicendo che tenevi a me, ma comportandoti da menefreghista.

Non merito di essere trattata così.
Non me lo merito.
Non merito che tu mi dica che ci tieni e che debba crederti senza avere un riscontro nelle azioni che fai.

Con che coraggio dici di tenerci ma poi mi ignori manco fossi una sconosciuta che incroci per strada? Questa per me è maleducazione. Diamo il loro nome alle cose. Questo è tutto fuorché interesse, anzi è proprio l’opposto.

Se sei una persona codarda e ipocrita non puoi pretendere che gli altri credano ai tuoi castelli di sabbia. Vuoi vivere nel tuo mondo di favole? Fallo pure – se sta bene a te chi sono io per dirti che devi crescere e diventare adulto? – Ma se non mi sta bene come ti comporti CON ME, io te lo dico. E o cambi atteggiamento oppure arrivederci.

Poi è inutile che mi dici che sei scontento di come ti trattano gli altri, perchè finchè ti trattano con superficialità va bene, ma quando si fa un discorso serio non sei in grado di affrontarlo. Questo non è un difetto degli altri, ma una tua grave mancanza. Fino a quando qualcuno si autoconvince di qualcosa su sé stesso può credere ciò che preferisce. Ma quando queste ipocrisie e false verità coinvolgono gli altri, bisogna dare alle ideologie la giusta dimensione e ricredersi, altrimenti ne risentono i rapporti con gli altri. Se non riesci a capirlo, almeno ascolta chi prova a dirtelo e non fare il finto sordo.

La cosa brutta ma veramente da far vomitare è che tu hai avuto le palle per dirmi che mi avresti dato delle spiegazioni quando eri pieno di birra. Tra un rutto e una biascicata mi hai detto che mi avresti spiegato le tue motivazioni (che sicuramente sarebbero state piene di scusanti per te, perché ovviamente pretendo troppo), quando mi ero ormai stufata di chiedertele perché tanto non sarebbero arrivate. E, infatti, anche quella volta ha parlato l’alcool per te ed è rimasto tutto campato per aria.

Poi è inutile che ti racconti che sei sempre l’incompreso, che non ti capisci nemmeno tu, che gli altri fraintendono ciò che fai, perché questo è quello che hai fatto con me e non hai mai avuto il carattere per dirmi qualcosa. Mai. Tu lo chiami fraintendimento, io disinteresse. E non dire che non ti conosco perché ormai ti ho capito benissimo, non fare l’adolescente che pensa di essere il solo ad avere certi pensieri. Tu non ti impegni nelle cose, nella vita. Questo non è essere uomini, ma bambini. Cresci, pensa e comportati da adulto e come tale, prenditi la responsabilità delle tue azioni e delle loro conseguenze. Non scaricare sugli altri le tue colpe quando è maledettamente colpa tua. Cresci. Tutte ti trattano come amico perché come ragazzo non reggi, non ti impegni, non reggi alla pressione. Ormai ti racconti da troppo tempo che non sei in grado di fare alcune cose e così non ti ci metti neanche, non ti impegni, non provi. Vivi nel tuo brodo compatendoti e piangendoti addosso ma non fai nulla per uscirne. Io ho provato a dirtelo, a parlarti, a dirti anche di più di quanto potessi dirti, ma “non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare”.

La cosa che mi lascia perplessa e basita è che in tutto questo tempo sono arrivata a credere ciò che credo senza una tua sola spiegazione. Non hai mai trovato il coraggio, la faccia tosta o la voglia di spiegarmi ciò che pensavi, di dirmi cosa ti dava fastidio, cosa volevi che non dicessi. Nulla. Non hai mai trovato la voglia di spiegarti. Questo per me dice tutto. Meno male che dici di tenere a me, perché non oso pensare come ti saresti comportato se non ti fosse importato!

Ancora, non merito di essere trattata così.
Non me lo merito.
Non merito che tu mi dica che ci tieni e che debba crederti senza avere un riscontro nelle azioni che fai.

Adesso spero di essere stata chiara e che per una volta mi darai retta perché io sono veramente arrivata alla frutta. O ti comporti da adulto oppure per me puoi anche dimenticarmi. Per dire questo sono arrivata all’esasperazione, perché non sono una che vuole mettere punti definitivi se non necessario, ma mi sento continuamente presa in giro. Il gioco ormai si è rotto.

4 pensieri su ““Auguroni Elena, un bacione”… davvero?!?!”

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