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Recensione: “L’uomo vestito di ricordi” di Ciro Ascione (Collaborazione)

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Life is like a wave who rises and falls! Oggi vi parlo di un bellissimo libro che ho letto

L’uomo vestito di ricordi

di Ciro Ascione

Casa Editrice Kimerik, 2021

ISBN: 978-8855166249, 352 pagg.

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A volte riteniamo erroneamente che per essere eroi bisogna essere perfetti. A volte basta avere rispetto della vita degli altri per diventare eroi.
Alfredo Perillo è un ragazzo come tanti, povero ma con tanti sogni nel cassetto. La vita lo premia e gli regala i suoi sogni facendolo diventare ricco e famoso. Come spesso accade, la ricchezza affoga gli uomini nei propri vizi; sesso e carte gli annebbiano la mente, ma ciò non lo distrae dall’avere rispetto verso tutti coloro che hanno bisogno di aiuto, e quando si trova di fronte ai soprusi del fascismo e del razzismo è pronto a sacrificare se stesso e tutti i suoi averi pur di salvare la vita degli altri.

Ciro Ascione è nato nel 1959 a Napoli. Lavora nel settore automotive. Si ricordano tra i suoi romanzi: Le radici dell’odio, I cavallucci di mare non nuotano in banchi, La passeggiata, In ogni cosa, Amore trasgressivo.

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 23 al 27 marzo 2021.

Lettura n° 32 del 2021. Una delle letture più belle del 2021.

‘Non è necessario essere perfetti per fare cose eccezionali.’

Questa frase descrive alla perfezione il libro, anzi, la storia – e che storia! – di Alfredo Perillo, nato da una povera famiglia di Napoli che sogna di aprire un negozio di acconciature per uomo e per donna. Ma i suoi vizi e il suo grande cuore gli riserveranno diverse sorprese.

Trama:

Conosciamo Alfredo ormai vecchio e in miseria, un uomo pieno di rimpianti perchè da tutta la sua ricchezza non è riuscito a mettere da parte qualcosa per i tre nipoti e sfila per le vie di Napoli vestendo vestiti che non può permettersi per fare pubblicità a un negoziante. Ma Alfredo è ben voluto e conosciuto da tutti e piano piano ricorda la sua storia.

Capiamo fin dalle prime pagine che tipo è Alfredo: uno che non ci pensa due volte a salvare il fratellino rischiando lui stesso la vita. Da ragazzo neanche diciottenne inizia a lavorare da Luigi e ad apprendere il mestiere che vuole fare, ma fin da subito conosciamo una debolezza di Alfredo: le donne. Frequenta già due ragazze ma non bastano e conosce anche Elena, che diventerà sua moglie. Da poco più che ragazzino, si mette nei guai con una di queste ragazze perché resta incinta, ma lui non vuole sposarla perché non la ama, così finge di avere ventun anni e si arruola in quella che fu la Prima Guerra Mondiale. Parte non sapendo cosa sia veramente la guerra ma sicuro di ritrovare Elena al suo ritorno. Il periodo della guerra lo cambia: da ragazzino diventa uomo. In guerra conosce il fiorentino Giorgio e diventano disertori perché entrambi si rifiutano di sparare a dei prigionieri inermi. È durante questo periodo che Alfredo capisce che alla fine gli uomini sono tutti uguali, tutti credono di essere nel giusto e fanno ciò che fanno per proteggere le loro famiglie ma, proprio per questo, Alfredo non se la sente di uccidere delle persone indifese, anche se nemici. Scappano entrambi e trovano rifugio nella casa di Maria, moglie sola di un soldato andato in guerra che non riesce a portare avanti la fattoria. Così in cambio di vitto e alloggio la aiutano nei lavori al campo. Alfredo non riuscirà a resistere al desiderio di avere Maria, così inizierà una relazione con lei fino al ritorno del marito. Dopo una serie di fatti Alfredo, alla fine della guerra sente il desiderio di tornare a casa e lascerà l’amico Giorgio con Maria.

Al ritorno dalla guerra il nostro protagonista è ormai un uomo e torna a lavorare dall’ormai amico e barbiere Luigi. È con la morte del nonno che Alfredo darà una prima svolta importante alla sua vita: grazie al suo genio e a una sua intuizione scopre e migliora una sorta di liquore (credo una sorta di limoncello) che il nonno chiamava Drago e lui chiamerà Dragone. Quando la sorte inizia a girargli bene e ad avere importanti guadagni con questo liquore venderà la ricetta per salvare la vita di Marco, figlio di Luigi molto malato che necessita di un’operazione in America. Grazie a quei soldi riesce anche a realizzare il suo sogno: apre il negozio per acconciature per uomo e donna, rivoluzionario per com’è strutturato, alla moda e grazie alla fortuna scoprirà anche la tintura per capelli che non macchia ma che è permanente. Grazie a questo diventerà famoso in tutta Italia e anche nel mondo. Grazie alla sua posizione importante, di cui all’inizio non si rese neanche conto, conosce il duca Edmiro che lo inserisce in un mondo di ricchi e benestanti e a un giro di amici che si davano a serate di divertimenti sfrenati con le donne. In quel periodo, nonostante tutte le donne, Alfredo non ha mai messo in dubbio l’amore per Elena e sebbene ricco è sempre stato pronto ad aiutare gli altri, tutti quelli che gli chiedevano aiuto. Scopre che un dipendente lo deruba ma anziché licenziarlo gli raddoppia la paga perché lo faceva per il figlio malato.

Con l’inizio del Fascismo e della Seconda Guerra Mondiale Alfredo non appoggia il razzismo perchè lo ritiene profondamente sbagliato, non espone neppure il quadro di Mussolini, aiuta un amico commerciante ebreo preso di mira dalle Camicie Nere, fino a quando dopo alcuni avvenimenti si trova costretto a chiudere il negozio. Anche in quell’occasione dimostra il suo grande buon cuore: non potendo scegliere la metà del personale da licenziare chiude il negozio dopo aver raddoppiato la liquidazione a tutti. Riscopre così l’amore con Elena, mai cessato ma offuscato dalla bella vita che conduce, anche perché perde suo figlio Oscar che gli lascia tre nipoti ospitati in un orfanotrofio, ma poi l’amico duca Edmiro lo introduce in un altro vizio pericoloso: il poker con le persone potenti. Nel frattempo la guerra che sembra non finire mai, costringe degli ebrei a nascondersi nel negozio di Alfredo e quando lui lo scopre, sebbene rischi egli stesso dei problemi, li aiuta rifornendoli cibo e sicurezza. In un tragico avvenimento di tutti quegli ebrei che ospita restano solo i loro 32 figli ed è in questo caso che Alfredo, senza esitazioni spende tutto ciò che gli resta, vendendo la magnifica villa in cui vive, i loro gioielli e il brevetto della tintura per salvare quei bambini. Con la morte del vecchio Alfredo la famiglia scopre tutto il bene che aveva fatto e viene “ripagata” di tutto quel bene.

Considerazioni:

La storia di Alfredo è bellissima, commuovente, esemplare. In questa biografia romanzata del bisnonno dell’autore consciamo persone vere, ben delineate e non possiamo non stimare il protagonista. Alfredo ormai vecchio è consumato dai rimpianti: lui che con la fortuna ma anche con il suo genio è riuscito a diventare ricco e famoso, non ha voltato le spalle a tutti quelli che gli chiedevano aiuto ma non ha pensato ai suoi eredi che non hanno mai chiesto o preteso nulla e non riesce a perdonarselo.

I personaggi di questo libro sono tutti ben caratterizzati: Alfredo, a parte le sue debolezze sa cosa vuole, è geniale, curioso, non ha studiato ma si interessa di quello che accade, ha un senso dell’onore e di rispetto verso gli altri che lo contraddistingue. Per tutto il libro non fa che aiutare gli altri, non ha mai detto di no a nessuno e così si guadagna il rispetto e la riconoscenza degli altri. Non aiuta gli altri per poi poterli ricattare, il suo è un aiuto senza secondi fini da parte sua. C’è poi il duca Edmiro che, sebbene lui non si sia allontanato dagli incontri di gruppo con le donne e sebbene in quelle occasioni gli manchi il suo amico, si dimostra importante nei momenti più duri della guerra e della persecuzione razziale. Senza di lui probabilmente non sarebbe andata “così bene” ad Alfredo. Una persona bellissima è la moglie Elena: sempre dignitosa e fedele nelle scelte difficili del marito, lo appoggia senza rinfacciargli nulla, né la povertà né le numerose relazioni che intrecciava con altre donne. Non gli ha mai fatto scenate, non lo ha mai criticato ma gli è stato accanto supportandolo con una dignità incredibile.

Alfredo fa tutto il possibile per chi gli chiede aiuto e non solo ma, come ogni uomo, vive per i suoi vizi, nel suo caso le donne e poi il poker. Per quanto riguarda le donne vuole cacciarle come se fossero prede e quando non c’è più questa dinamica si stufa. Per conquistare le donne ha mentito loro, si è finto incastrato in un matrimonio che non voleva, fino a quando questa spirale di gioco e di conquiste non inizia a diventare dannosa e una dipendenza per lui e ne esce. Quello che colpisce di Alfredo è che fin dall’inizio sa cosa vuole essere, cosa vuole diventare e dove vuole arrivare. Molto bello è un discorso che ha fatto all’amico Giorgio sul libero arbitrio.

L’autore scrive bellissime parole sulla memoria, sul ricordare i cari passati perché solo così riusciamo a tenerli in vita. Nella postfazione sembra di leggere un pochino di risentimento verso quel bisnonno che si curò dei nipoti troppo tardi, ma questo libro è un grande omaggio verso di lui. Attraverso le parole di Ascione anche noi possiamo ricordare la meravigliosa vita di Alfredo Perillo e possiamo farlo rivivere nei nostri cuore e nei nostri pensieri. Non so quanto ci sia di inventato e di vero ma sinceramente non mi interessa neanche saperlo. L’autore alla fine del libro ha anche inserito tre foto delle medaglie di riconoscimento del bisnonno. Ho fatto una veloce ricerca su internet ma non ho trovato nulla, però non per questo è un libro che mi piace di meno. L’uomo vestito di ricordi è un bellissimo romanzo di formazione, è un memoriale di entrambe le guerre sebbene da punti di vista differenti, ma è anche un romanzo storico e famigliare. Meraviglioso e imperdibile.

Titolo e copertina del libro sono bellissimi e sono quelli che mi hanno incuriosita: il titolo è azzeccato, centrato in pieno secondo me, mentre la copertina è semplicemente meravigliosa. Non conoscevo questa casa editrice ma questo libro è bellissimo. Alla fine mi sono anche commossa perché… perché abbiamo la riconferma della bella persona che fu Alfredo, della persona comune che fu eroe. Di sicuro questa è una delle letture più belle dell’anno!

Lo scrivo solo adesso perché non vorrei condizionarvi: devo ringraziare l’editore Casa Editrice Kimerik per la copia di questo bellissimo libro! E, credetemi, non lo dico solo per circostanza, ma questo libro merita, merita e merita di essere letto!

Per correttezza vi dico che questo libro ha un’unica macchiolina: ha qualche errore di battitura, c’è qualche svista, ma nulla che influenzi la lettura. Vi lascio alcune bellissime frasi di questo libro e poi vi dico ancora un paio di cose.

Aforismi:

La vita ci cambia continuamente giorno dopo giorno e dopo anni siamo talmente diversi da quello che eravamo che quasi non riusciamo a riconoscerci.

Era strano come la visione delle cose possa cambiare in funzione della prospettiva da cui la si guardi.

«Vedi tutte quelle lucette?» Alfredo indicò le stelle «potremo sapere tutto di loro, sia del loro passato, ma potremo sapere anche del loro futuro» fece una pausa «quelle stelle si muovono in un certo modo e potremo sapere dove si troveranno fra dieci o quindici anni. Ecco, possiamo conoscere il loro futuro, ma non potremo mai sapere dove uno di noi, intendo un essere umano, si troverà fra dieci o quindici anni» si voltò verso di lui «e sai perché?» Non aspettando una risposta proseguì «perché noi abbiamo questo» si indicò la testa «noi abbiamo il cervello con il quale pensiamo e nessuno può dire con sicurezza dove io mi possa trovare fra dieci o quindici anni». Fece una breve pausa «questo si chiama libero arbitrio. È questo il dono che abbiamo avuto da Dio. Abbiamo avuto la possibilità di essere noi gli artefici del nostro futuro».

«Essere costretti ad amare una persona è una cosa orrenda.»
«Vuoi dire che illudere una persona di essere amata è una cosa orrenda.»

Aveva sempre considerato assurdo morire, per lui risultava difficile immaginare qualcuno che non potesse più pensare. In fin dei conti, la vita era fatta di pensieri e di ricordi e solo attraverso quelli si può essere sicuri di esserci stati. Guardò nuovamente il volto del nonno. In quel momento immaginava che suo nonno non poteva più pensare e ricordare nulla, come avrebbe potuto essere sicuro di essere vissuto? In quello stesso momento, gli tornò in mente l’ultima volta che erano andati a trovarlo e il buon vino che gli aveva offerto. Ecco pensò il suo ricordo è nel mio ricordo e io sono certo che è vissuto si rallegrò un attimo della conclusione che aveva maturato, poi si rabbuiò nuovamente mio figlio, però, non avrà alcun ricordo di lui pensò o solo quello che io gli avrò trasmesso di mio nonno e così, generazioni dopo generazioni, la vita di ogni uno di noi diventa sempre più breve, fino a diventare solo una semplice costatazione. Una lacrima gli scese lungo il viso se io ci sono, lui ci deve essere stato fissò il quadro che stava appeso a un muro della camera da letto del nonno ecco cosa resterà di ognuno di noi, un semplice “ei fu” e niente altro. Di tutti i momenti vissuti, degli amori, dei momenti felici o di quelli brutti non resterà più nulla strinse le labbra in una sottile riga.

Era stata dura riabituarsi a vivere nella miseria, ma le cose vanno e vengono e l’importante è viverle per quello che sono.

Lui aveva sempre ritenuto che le cose succedessero per tre motivi essenziali: uno era l’abilità della persona, il secondo motivo era la professionalità che uno mette nelle cose che fa, ma l’ultimo e il terzo motivo era la fortuna. Alfredo aveva sempre ritenuto che potevi essere il genio più grande o la persona più professionale ma senza un briciolo di fortuna non andavi da nessuna parte. Come a dire che perché le cose possano andare nel verso giusto devi trovarti nel posto e nel momento giusto. La fortuna è come un treno che corre e ogni tanto si ferma e se non sei pronto a salire sul quel treno hai perso la tua opportunità.

Ogni donna ha un problema che è il suo punto debole, era solito dire con gli amici, basta trovare quel punto e da lì riuscire a fare breccia fino al cuore, solo così puoi avere tutto da una donna.

«È dura scoprire che la persona che hai al fianco non l’ami più come una volta.»

«Bisogna vedere cosa si intende per felicità.»
«Sì, certo, tutto dipende da quello che uno vuole. Se vuoi una moglie e una famiglia, allora la felicità si chiama come te.»

«Ci sarà sempre chi comanda e vende i suoi poteri ad altri perché questi facciano i loro comodi a dispetto di tutto e di tutti.»
«Non dovrebbero esistere persone talmente ricche da poter comprare altre persone e non ci dovrebbero essere persone talmente povere da farsi comprare.»

«I soldi non sono nulla in confronto a quelle vite.»

«È vero che nel dolore comune si diventa più umani e ci si aiuta a vicenda.»

La vita purtroppo è fatta di troppi se. Ogni momento dobbiamo fare una scelta e solo dopo averla fatta possiamo sapere se quella sia stata la scelta giusta.

«In gioco c’è la vita delle persone e quanto può valere una vita… non ha prezzo una vita, figuriamoci trentadue piccole vite.»

Le era ritornata in mente una frase che diceva Alfredo nei momenti più difficili “chi ci ha creato non è un pezzente”, colui che ci ha creato ci avrebbe certamente pensato e in un modo o nell’altro avrebbe risolto il problema.

«Vostro nonno non è morto. È vivo in ogni persona che lo ricorda. Solo chi non è ricordato muole davvero.»

Trovate questo libro in tutte le librerie fisiche e on-line, in edizione cartacea al prezzo di 16 € e anche in formato eBook a 6 €, a QUESTO LINK, invece,c’è la scheda del libro sul sito dell’editore.

Se cercate una bella lettura che coniuga storia, amore, amicizia, lealtà, coraggio e passione l’avete trovata e potrete conoscere questo personaggio incredibile. Bella, sono molto contenta di averla fatta!

Buona domenica a tutti,

#copiaomaggio #prodottooffertoda Casa Editrice Kimerik

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