By Me

Pensieri di un’estate anomala (maggio – luglio 2020)

Buongiorno a tutti, siete su Life is like a wave who rises and falls e grazie di leggermi 🙂 State leggendo il post dei miei pensieri che ho maturato in questo periodo. Una differenza rispetto ad altri post come questo è che oggi vi parlo di diverse cose a cui sto pensando in questo periodo e non solo di una. Buona lettura a tutti quelli che mi leggeranno fino alla fine 😉


L’altro giorno è successa una cosa che mi ha fatto un po’ arrabbiare. Dopo mesi in cui aspettavo l’uscita di un libro su Alessandro Magno (avevo trovato la scheda del libro su Amazon.it a gennaio e feci subito l’ordine perché speravo di risparmiare qualcosa) ho finalmente scoperto che uscirà nei prossimi giorni. Così scrivo all’editore chiedendo una copia per recensire il libro e in fondo alla pagina dei contatti leggo le solite righe di avvertimento: l’editore vorrebbe collaborare con tutti ma per soddisfare le molte richieste a fonte di poche copie disponibili cercano di accontentare tutti anche con l’invio di PDF e alternando gli invii. Consapevole di non essere sicura di avere anche solo una risposta negativa da parte dell’editore ho continuato a navigare su internet facendomi i fatti miei. Apro Instagram e vedo nelle storie dell’editore che ha inviato un pacco di tre o quattro libri a una blogger con qualche migliaio di followers. Lei stessa ammette che non è interessata alla storia antica ma vista l’occasione parlerà anche di questo libro.

Ottimo. In modo ironico, ovvio.

Ecco come gli editori decidono di “bruciarsi” le poche copie disponibili: mandandole a chi ha molti sì followers ma che se ne frega altamente di Alessandro Magno e quindi che nemmeno ha richiesto il suddetto libro. Poi gente come me che aspetto l’uscita del libro da 7 mesi e che forse ha qualcosa in più da dire su Alessandro Magno, viene semplicemente ignorata. Questa è la legge dei grandi numeri – mi verrebbe da dire “dello spietato mondo dei blogger” – e sinceramente mi sono demoralizzata sull’uscita di quel libro tanto atteso.

Perché contano solo i numeri ma non la qualità e la selezione del pubblico?

I miei blog sono totalmente home-made e self-made, sono fatti, nati e curati senza alcuno scopo commerciale per me e sono portati avanti con passione e dedizione. Perché molte volte non è abbastanza? Per questo blog non posso “pretendere” nulla perché ci sono milioni di blog come il mio e per gli editori il mio blog vale esattamente come un altro qualsiasi ma vale meno di uno con più followers e quindi con più visibilità. Ma quello su Alessandro Magno è qualcosa di particolare, portato avanti quasi quotidianamente, sempre in espansione e il pubblico che lo segue piano piano è sempre in aumento.

Perché mandare un libro a una che lo legge ma che non nutre nessuna aspettativa da quel libro, che lo considera un libro come tanti altri gratis che riceve ma non aiutare me che prontamente ho segnalato in tutti i modi l’uscita tanto attesa e ho uno spazio dedicato per il tema del libro? Ovvio che lo so il perché, ma mi fa arrabbiare. È sbagliato però è così che va il mondo. Purtroppo non viviamo in un’utopia quindi capita questo e altro, però mi fa arrabbiare e visto che in questo blog mi sono creata uno spazio per scrivere anche di queste cose lo faccio.


In questo periodo ho iniziato un nuovo lavoro. Non è il lavoro della mia vita, ma rappresenta un modo per guadagnare soldi. Quello che mi piace è che sono a contatto colleghi con cui mi piace lavorare e non devo più rispondere a genitori che devo coccolare e i cui figli devo mettere sul piedistallo facendogli credere che sono il centro del mio mondo. Ovvio, nella mia situazione cerco di sfruttare ogni cosa che mi permetta di guadagnare qualche soldo in più, ma è bello fare un lavoro che non è il lavoro ideale, quello che lo faccio e non mi pesa perchè è la mia vocazione o roba simile, ma nonostante questo lo preferisco rispetto all’altro. Non ho il carattere servile e adulatore, non mi interessa farmi i fatti degli altri per il solo scopo di compiacerli e prima avrei dovuto farlo. Ora il mio lavoro di prima lo fa una persona che ha manie di protagonismo, perché in ogni cosa deve essere sempre lei la referente o il responsabile. Fidatevi, non sto parlando di un dirigente d’azienda, ma di una persona che fa troppo e male, che molti criticano perché è dentro in troppe cose e alla fine le trascura o le gestisce male perché non arriva ovunque.

Ho rimpianti per il vecchio lavoro? No. Mi hanno sfruttata e lasciata da parte appena hanno potuto. Altre persone hanno creduto di potermi fare i conti in tasca pur di farmi accettare a lavorare per loro, convinte che mi sarei accollata una responsabilità enorme e enormemente sottopagata e scaltramente dicevano che ci saremmo fatti un favore a vicenda. Dopo certi avvenimenti ho indurito la mia corazza e ho fatto tesoro di quest’esperienza ma ho guardato avanti.

Adesso cerco di accettare tutte le occasioni di portare avanti questo nuovo lavoro, perché ovviamente più lavoro e più guadagno e se proprio non ho impegni improrogabili non mi va di rifiutare anche se devo lavorare il week-end. Non sarà sicuramente il lavoro della mia vita ma per il momento sono contenta delle possibilità che mi offre e delle modalità in cui si svolge. Sono sicura che anche questo mi servirà e potrò metterlo nel bagaglio delle mie esperienze.


L’altro giorno stavo ripensando alla facilità e superficialità di alcune persone nel lamentarsi sempre senza mai fare nulla per cambiare le cose, qualsiasi cosa, e ho scritto questo.

Continuando ad ignorare le persone alla fine si viene ignorati. Così si allontanano solo gli altri.

Per alcune persone lamentarsi è estremamente facile ma bisogna anche considerare quello che si fa per cercare di ottenere qualcosa. Se non si fa nulla, ma anzi si ignorano le cose come anche le persone perché non si ha voglia di dare la minima spiegazione o di spremersi minimamente le meningi per risolvere qualche situazione, gli altri alla fine si scazzano e vanno avanti per la loro strada lasciando perdere persone del genere. Sembra una frase fatta ma è vera quella che dice che i rapporti con gli altri sono come curare una pianta, vanno curati con costanza e accortezza. Non è difficile e insolito fare così.

È facile ignorare e trovare sempre scuse per prendere in giro gli altri ma alla fine non si può pretendere granché comportandosi così. Non si può sempre prendere scuse per tutto quello che c’è di sbagliato nella vita ma allo stesso tempo essere sempre svogliati, non fare mai assolutamente nulla per cambiare e per dare una svolta alla vita ma, invece sedersi e aspettare che l’ennesimo treno passi senza neanche provare a prenderlo, magari a rincorrerlo e ritrovarsi a piangere sul latte versato quando è troppo tardi. Non si fa così.

Quando poi sento che capitano brutte cose, che segnano e cambiano per sempre la vita di qualcuno come la perdita di un famigliare, mi ritrovo ancora una volta a pensare a quelle persone. Che posto possono avere nella mia vita persone del genere? Che importanza reale hanno? Anche chi si interessa a me per curiosità, in modo anonimo, quando per sbaglio legge qualcosa che pubblico da qualche parte, che importanza può avere?

Chi legge subito i messaggi che gli arrivano perché quando mandi loro qualcosa di simpatico rispondono subito ma quando mandi loro qualcosa di “impegnativo e riflessivo” non ti mettono mai quella dannata spunta blu di lettura, chi pensano di prendere in giro? Perché posso capire che una persona non viva attaccata al cellulare, neanche io vivo attaccata al telefono, ma è possibile che alcune persone sono sempre e subito pronte a parlare di cavolate come film, telefilm, manga e anime ma quando chiedi loro una cosa “seria” leggono il messaggio dopo svariati giorni?? Ma davvero?! E poi saltano fuori con l’ennesima scusa diversa da tutte le altre perché capitano tutte a loro e la dea Sfiga guarda sempre loro? Ripeto: ma davvero devo crederti?! Ma davvero mi prendi in giro così? Che peso hanno persone del genere?

Facciamo così, facciamo che dopo un messaggio che ho deciso sarà l’ultimo e definitivo posso cancellarti da tutti i miei contatti perché sei una persona senza il minimo peso e spessore per me. Dopo quel messaggio potrai saltar fuori con tutte le scuse più o meno serie che vuoi, potrai leggere e commentare tutto quello che pubblico ma che sarà semplicemente troppo tardi. Hai perso l’ennesimo treno. Non ti capisco, mi dispiace perché ho fatto di tutto per cercare di capirti e scusarti ma ho un po’ di amor proprio e considerazione verso di me, non posso prendermi in giro così per te. Non ne vali la pena. È brutto dirlo di una persona, ma non posso fare altrimenti.

Io veramente non riesco a capire queste persone. Probabilmente ci penso proprio perché per come sono fatta io, farei più fatica ad ignorare le persone e i problemi in questo modo, trascinandoli all’infinito finché non li spegne il flusso della vita, che affrontarli e metterci una pietra sopra. Il mondo è bello perché è vario ma questa varietà non mi piace proprio.

Buona domenica a tutti e buona giornata,

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