By Me

Do ut des non capricci

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto una cosa che mi è successa ieri e che in realtà era già capitata anche qualche mese fa, in relazione al mio blog su Alessandro Magno Alessandro III di Macedonia. Ve ne parlo qui perché ho lo spazio per parlare dei miei sfoghi, mentre là non ho uno spazio del genere. Adesso vi racconto cos’è successo.

Ieri ho scritto all’ufficio stampa di un editore perché sta per uscire un libro su Alessandro Magno chiedendo se potessero mandarmi una copia del libro e dicendo che avrei pubblicato la notizia della nuova uscita. L’addetta all’ufficio stampa in un primo momento ha mascherato con simpatia la sua frecciatina e in un secondo momento ha esordito dicendo che fa il suo lavoro e non perde tempo. Va bene… non avevo minimamente insinuato che lei non facesse il suo lavoro, ma solo che non capivo la scelta di blindare una notizia quando blindata non è perché ho scoperto l’uscita di questo libro dal colosso dell’e-commerce Amazon.it e da IBS.it. Della serie: è una notizia di pubblico dominio, non è giornalismo investigativo! Comunque se lei si è sentita attaccata dal mio “pensavo nel mio piccolo di farvi un favore, non il contrario” non posso farci nulla. Non ho parlato di nessuno che non fa il suo lavoro, perché non ho proprio parlato di lavoro. Dopo quella persona mi ha detto una cosa spiacevole ma che, se è vera, non capisco comunque perché sembra che si contraddica. Mi ha detto che all’uscita di un nuovo libro le grandi testate giornalistiche di carta stampata parlano più volentieri di un libro che non circola sui social o nella rete dei blog e che quindi per fare una cosa ottimale le recensioni amatoriali dovrebbero uscire in un secondo momento. La carta stampata ha la precedenza.

Io credevo che alle grandi testate giornalistiche non importasse proprio nulla di quello che scrivono sui blog! Ok ci sono blog molto conosciuti, ma non è il mio caso, neanche per quello su Alessandro Magno!! Ma quindi perché relegare in secondo piano un mezzo che in realtà può essere potente e a bassissimo costo?

Le testate nazionali non trattano libri che vengono già trattati dal popolino dei blogger perché evidentemente quel libro non merita di essere trattato da loro?? Ma stiamo scherzando? Ok, non siamo tutti critici e studiosi nel settore, e io sono la prima a rientrare nella categoria dei dilettanti, ma perché bollare così, parlar così male, di gente appassionata alla lettura e ai temi che vengono trattati nei libri?

Ovvio che per un editore è meglio e più proficuo se un libro viene recensito da un critico di un giornale nazionale, ma perché non dare la possibilità agli appassionati, a chi lo fa per passione e non per lavoro, a chi ci mette del suo senza ricevere un grazie e men che meno un compenso, di parlare di ciò che gli interessa?

Detto questo io ho capito una cosa: quell’ufficio stampa con me ha chiuso. Io sono sempre stata educata e ho parlato molto tranquillamente, invece l’addetta mi ha preso per una sua amica che può controllare ricattandola col libro che non sono nemmeno sicura di ricevere. Ottimo allora: comprerò il libro di tasca mia come faccio il 99% dei casi e farò uscire la recensione quando vorrò, ovvero il prima possibile perché non mi va di essere ricattata in questo modo. Se ci fosse stato un accordo è un conto, ma le parole che ha usato non mi sono piaciute.

Non lavoro per nessuno, non ho accordi con nessuno, gli autori o gli editori che vogliano mandarmi un libro o del materiale su Alessandro Magno saranno sempre bene accetti, anzi sarò felice di accettare quello che vorranno mandarmi, e con Alessandro voglio leggere anche i libri auto-pubblicati, ma essere relegata in secondo piano già in partenza non mi va. Non sono una critica, scrivo di Alessandro facendo del mio meglio, non mi paragono a una testata giornalistica di carta stampata, ma c’è modo e modo per dire le cose.

Si può dire tutto agli altri con le parole giuste, ma non me la sento di giocare a questo gioco con chi sembra fare i capricci.

Grazie a tutti, e per favore ditemi la vostra perché mi sembra assurdo che un ufficio stampa possa tirarsi così la zappa sui piedi da solo.

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