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Chernobyl: una serie tv da scoprire

Qual è il prezzo delle bugie? Non che le confondiamo con la verità. Il vero pericolo è che abbiamo ascoltato tante di quelle bugie da non riconoscere più la verità. Cosa fare allora? Non resta che abbandonare anche solo l’idea della verità e accontentarci delle storie. In queste storie non importa chi siano gli eroi, quello che vogliamo sapere è a chi dare la colpa.

Legasov, prima puntata

Buongiorno a tutti, oggi voglio parlarvi di una miniserie che ho visto nelle ultime due serate: Chernobyl prodotta da HBO e Sky, diretta da Johan Renck e scritta da Craig Mazin è tratta dalle vicende raccontate da Svetlana Aleksievic nel suo libro Preghiera per Černobyl’. Il cast è formato da attori sono a dir poco straordinari, infatti tra i nomi più importanti troviamo Jared Harris, Stellan Skarsgård ed Emily Watson, ma anche Paul Ritter e Jessie Buckley non sono da meno.

Questa miniserie capolavoro inizia esattamente due anni dopo l’incidente, quando Legasov finisce di registrare delle musicassette e si suicida e subito dopo veniamo proiettati proprio quando succede la catastrofe, alle ore 1:23:45 di quel 26 aprile 1986 in cui accadde l’impensabile. Non ho intenzione di spoilerarvi queste cinque puntate, ma vorrei consigliarvi di vederle perché seguiamo lo scienziato Valerij Alekseevič Legasov interpretato da uno straordinario Jared Harris (Mad Men) mentre cerca di arginare il problema insieme a Boris Shcherbina (Stellan Skarsgård), mentre indaga su quanto successo insieme alla collega Ulana Khomyuk (Emily Watson). L’argomento mi aveva sempre incuriosita ma non avevo mai approfondito l’argomento. Non so dove stia il confine tra realtà e finzione, dove è cronaca e realtà e dove viene drammatizzato, ma quello che successe poco più di trent’anni fa è agghiacciante. In questa miniserie tutto avrà una risposta ed è interessante capire come tutta una concatenazione di errori porti a questa fatalità che sarebbe stata evitabile. La sensazione che si ha alla fine della prima puntata è di angoscia e claustrofobia verso questa minaccia impalpabile e nelle seguenti si aggiungeranno l’orrore, lo shock e la paura o meglio il terrore. Ma queste puntate, nonostante la tematica difficile, vi terranno incollati con una potenza magnetica e carismatica incredibili. Lo sceneggiatore Craig Mazin ha avuto lo straordinario merito di saper spiegare ai più inesperti come funziona una centrale nucleare e cosa successe quella fatidica notte.

Tutto in questa miniserie è azzeccato: dal cast, al set, alla regia, alle musiche. Per ogni film o serie che guardo noto sempre le musiche e questa colonna sonora firmata da Hildur Guðnadóttir è magistrale: accompagna la visione senza prevaricarla. Nei primi episodi è dissonante: non sembra neanche una musica perché veniamo proiettati in quella catastrofe dalle conseguenze sconosciute e la colonna sonora ci trasmette un senso di angoscia, estraneità e oppressione incredibili. Poi piano piano con l’evolversi della situazione la musica si trasforma in qualcosa di più famigliare che ci trasmette dolore, paura, desolazione, divenendo una sorta di lamento o preghiera. Molto molto bella. Azzeccata.

Essere uno scienziato vuol dire essere un ingenuo. Siamo così presi dalla nostra ricerca della verità da non considerare quanto pochi siano quelli che vogliono che la scopriamo. Ma la verità è sempre lì, che la vediamo o no, che scegliamo di vederla o no. Alla verità non interessano i nostri bisogni, ciò che vogliamo, non le interessano i governi, le ideologie, le religioni. Lei rimarrà lì in attesa tutto il tempo. E questo alla fine è il dono di Chernobyl. Se una volta temevo il costo della verità, ora chiedo solo “qual è il costo delle bugie?”

VFC Legasov, quinta puntata

Insomma, guardatela perché non ve ne pentirete però sappiate che sarà una visione emotivamente impegnativa, non adatta ai più impressionabili e ai bambini ma ne varrà la pena.

Questa serie mi ha messo voglia di leggere il libro dal quale è tratta e cioè Preghiera per Černobyl’ di Svetlana Aleksievic che ho già. Dal libro la serie eredita il racconto delle storie di umana drammaticità delle persone che hanno vissuto sulla loro pelle l’incidente, o perché hanno lavorato lì o perché vivevano nella vicina Pripyat. Inoltre ho un altro libro nella wishlist.

Quello che adesso voglio segnalarvi è questo libro reportage di Adam Higginbotham, Midnight in Chernobyl: The Untold Story of the World’s Greatest Nuclear Disaster edito dalla Simon & Schuster. Perché un libro del genere non viene pubblicato da noi? Adesso che si parla tanto di Chernobyl grazie a questa fantastica serie tv perché gli editori italiani, sempre pronti a cavalcare l’onda del momento con le molte proposte di improbabili romanzi erotici, per una volta non si dimostra di qualità e pubblica qualcosa di interessante, particolare e soprattutto di informazione?

Basta fare un giro su Goodreads.com per vedere la strabiliante votazione che ha questo libro: ha 5077 voti per un punteggio media di 4,47 che è altissimo. Trattandosi di un libro di un genere “serio” tra le recensioni non ci sono quelle delle persone “maniache delle cinque stelle” ovvero coloro che mettono cinque stelle a qualsiasi lettura facciano per mostrarsi le persone più brave nel mondo a trovare solo libri indimenticabili (questa cosa a me puzza tanto di falso ma non voglio andare fuori argomento). La situazione è molto simile su Amazon.com perché ha 384 recensioni e una media di 4,8. Allora la mia domanda è: cosa aspettiamo a portare in Italia quello che sembra un reportage capolavoro?

Midnight in Chernobylis wonderful and chilling.

The Guardian LINK

Basta fare un giro veloce su internet che si trovano recensioni solo positive di questo libro ma quando arriverà anche da noi?

Joining a body of Chernobyl literature that includes work by the Nobel laureate Svetlana Alexievich and the historian Serhii Plokhy, Higginbotham’s extraordinary book is another advance in the long struggle to fill in some of the gaps, bringing much of what was hidden into the light.

The New York Times LINK

Nella speranza che nei prossimi mesi si verrà a sapere se tradurranno questo libro, mi sono segnata la data in cui uscirà in un’edizione economica in inglese: il 30 ottobre 2019. Se entro quella data non si saprà nulla dal fronte italiano lo prenderò in inglese perché ormai dopo le letture dei saggi su Alessandro Magno sono certa di essere in gradi di leggere in inglese senza dover interrompere la lettura ogni due per tre per cercare la traduzione delle parole. Però sarebbe un peccato se un libro del genere non apparisse nelle librerie italiane.

Buona giornata a tutti,

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