Recensioni libri

Recensione: “Una merce molto pregiata” di Jean-Claude Grumberg

Buongiorno a tutti, buona Pasqua e buon Lunedì dell’Angelo!

Era da un po’ di tempo che non leggevo un libro che non fosse su Alessandro Magno, quindi era anche un po’ che non scrivevo una recensione qui. Comunque per chi fosse interessato a visitare Alessandro III di Macedonia, il mio blog su Alessandro, lo trova QUI, ma torniamo al libro in questione 🙂

Oggi vi parlo di:

Una merce molto pregiata

di Jean-Claude Grumberg

libro che è appena uscito e magari vi fa piacere leggere la mia recensione 🙂

Questa è una favola, e come tutte le favole inizia con C’era una volta. C’era una volta un bosco, in cui vivevano un povero boscaiolo e sua moglie. I due non avevano figli, e se l’uomo era contento, perché questo significava bocche in meno da sfamare, per sua moglie il desiderio di un bambino da amare era quasi doloroso. Dopo lo scoppio della guerra, perché nelle favole ci sono le guerre, un treno attraversava spesso il bosco. La moglie del boscaiolo era contenta di veder passare quel treno, il marito le aveva spiegato che era un treno merci. Strane merci, più che altro sembravano persone, a giudicare dalle mani che a volte uscivano tra le sbarre per lanciare bigliettini. Poi un giorno quel treno che la donna ormai crede magico le regala una merce molto pregiata, come a voler esaudire il suo desiderio più grande…. Perché la cosa che più merita di esistere, nelle favole come nella vita vera, è l’amore donato ai bambini.

3 stelle.

Letto il 21 aprile 2019.

Lettura n° 13 del 2019.

Vorrei prima di tutto ringraziare l’editore Guanda ed IBS.it per il libro 🙂

Questo libricino si legge in neanche un pomeriggio: ha 108 pagine ma è scritto molto largo e parla di una coppia di boscaioli che cercando di sopravvivere durante la seconda guerra mondiale. Marito e moglie, ormai vecchi non hanno avuto figli, con sollievo del marito perché così hanno una bocca in meno da sfamare e rammarico della moglie perché non hanno neanche un figlio da amare. Durante la guerra però viene costruita una ferrovia che passa nel loro bosco e la moglie, ignara di cosa rappresentino quei treni che passano, spera di poter prendere anche lei quel treno un giorno, così da cambiare vita lontano da lì. Uno di quei treni che la moglie si ritrova ad aspettare, un giorno le lascia un regalo inaspettato. Un fagottino con dentro una bambina. La neonata era la gemella separata dal suo fratellino che, nella disperazione della fame, il padre decide di sacrificare nella speranza di salvare almeno uno dei suoi due figli. Così i due boscaioli,  già in difficoltà, adotteranno la bambina e la ameranno come se fosse loro.

Grumberg narra la storia del boscaiolo, della boscaiola e dei due gemelli con la delicatezza di una favola ma il contesto storico drammatico e gli avvenimenti stridono con lo stile usato dall’autore. Una favola dovrebbe narrare storie che finiscono bene ma questa, senza svelarvi il finale, per il solo fatto che è ambientata durante la Shoah e che parla di forni crematori, non può finire bene.

Le tre stelle sono dovute proprio a questo: questa non può essere una favola, anche se la si narra in modo che lo sia. Certe tragedie devono avere la solidità che è giusto che abbiano. Questo almeno è quello che penso io 🙂

Vi riporto anche le frasi che ho sottolineato:

Nella vita non si fa niente per niente.

 

In questo mondo non si può guadagnare niente senza accettare di perdere qualcosina, fosse anche la vita di una persona cara, o la propria.

 

In una storia è bene che ci sia qualcosa di vero altrimenti perché darsi la pena di raccontarla.

 

Ecco l’unica cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore, l’amore donato ai bambini, ai propri come a quelli degli altri. L’amore che fa sì che, malgrado tutto ciò che esiste, e tutto ciò che non esiste, l’amore che fa sì che la vita continui.

 

Buona giornata e buon lunedì di Pasquetta,

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