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Recensione: “Le intermittenze della morte” by José Saramago

Buongiorno a tutti, buon sabato!

Ecco la recensione del libro che ho finito ieri sera:

Le intermittenze della morte di José Saramago

Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono tanti e complessi. Ma la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati (o fortunati?) destinatari, che tornano a morire come si conviene. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona… Una grande creazione fantastica, nella migliore vena del grande premio Nobel portoghese.

4 stelle.

Letto dal 22 al 25 gennaio 2019.

Lettura n° 2 del 2019.



POSSONO ESSERCI SPOILER



Non so se vi è mai capitato di sfogliare questo libro, ma il fatto che fosse tutto scritto così come nella foto, senza paragrafi, senza i discorsi diretti,  per un po’ di tempo mi ha scoraggiata dal leggerlo nonostante mi interessasse molto.

Non so perché ma quando ho finito Il peso della farfalla stavo decidendo cosa iniziare, ho trovato questo e senza pensarci troppo l’ho iniziato. Questo libro è stato una rivelazione: primo libro che leggo di Saramago, ma ne ho già acquistati anche altri, non capivo perché fosse scritto tutto così, ma ovviamente c’è un motivo. Andiamo per ordine.

La trama sulla quarta di copertina è già abbastanza spoilerosa anche se capiamo bene come e perché a circa metà del libro.

Questo libro è come se fosse diviso in due parti: la prima, più impersonale, racconta degli effetti che si verificano quando dall’inizio dell’anno nuovo in un paese imprecisato non muoiono più le persone. Allora vediamo gli effetti che la vita eterna ha sulla chiesa, la sanità, lo stato, le case di riposo, le compagnie assicurative, le imprese di pompe funebri e come piano piano si cercano di risolvere tutti questi problemi. Poi scopriamo che la morte, con la lettera minuscola, ha mandato una lettera in cui spiega le ragioni della sua vacanza e che presto tornerà tutto alla normalità.

“Così è la vita, con una mano dà finché arriva il giorno in cui toglie tutto con l’altra.”

Da qui inizia la seconda parte del libro, quella in cui capiamo che in realtà questa non è la storia di un paese senza morte, ma la storia della morte personificata. La morte un giorno capisce che c’è un uomo, un violoncellista, che dovrebbe già essere morto e che non muore perché in qualche modo la sua lettera di avviso di “morte prossima” viene rispedita al mittente, così la morte decide di indagare e cerca di rimediare a questo errore che prima non era mai successo. Questa parte è più personale, di minor respiro perché da qui in poi vengono accantonati tutti gli interrogativi degli uomini e i disagi che la vita eterna finalmente raggiunta comporta.

Ho trovato più interessante la prima parte proprio perché è innovativa, mentre la seconda parte, più umanizzata se vogliamo, è un po’ più banale e il finale risulta infine abbastanza scontato.

Questa lettura resta molto interessante e sono contenta di averla finalmente fatta! Leggerò sicuramente altro di Saramago anche oltre agli altri libri che ho già!

Alcune frasi che ho sottolineato:

“L’unica maniera di liquidare il drago è mozzargli la testa, limargli le unghie non serve a niente.”

“Nelle malattie c’è qualcosa di curioso, gli esseri umani sperano sempre di cavarsela, sicché solo quando ormai è troppo tardi si viene a sapere che quella sarebbe stata l’ultima.”

L’avete letto? Vi interessa? 

Buon sabato e buon week-end di letture a tutti,

2 pensieri su “Recensione: “Le intermittenze della morte” by José Saramago”

  1. Ricordo che anche per me è stata una lettura difficile per quei periodi tutti appiccicati senza apparente soluzione di continuità. Però la parte in cui entra in gioco la morte personificata a me è piaciuta molto! Ho trovato forse un po’ noiosa la parte centrale, ma comunque una lettura molto affascinante!

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