Recensioni libri

Recensione: “Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole” by Laurie Halse Anderson

Lia e Cassie sono amiche dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si ingozza d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro L. H. Anderson esplora l’impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell’anoressia.

3 stelle.

Letto dal 2 al 6 dicembre 2018.

Questa è la storia di Lia e Cassie e della loro anoressia narrata dal punto di vista di Lia. Cassie è morta, si è ritirata dalla gara che stava facendo con Lia per vedere chi delle due sarebbe diventata più magra. 

Non so se è “colpa” del libro o mia, però anche in questo caso non mi sono appassionata alla trama, non mi ha preso. Lia parla della sua storia ma col suo unico punto di vista non è incisiva come dovrebbe essere. Troviamo questa ragazzina alle prese con i suoi problemi che sono comuni a un po’ tutti gli adolescenti ma che qui sono aggravati dal disagio col cibo. Capita a tutti i ragazzini di sentirsi incompresi dai genitori, ma mancando un punto di vista più maturo non c’è anche un po’ di oggettività. Lia descrive i genitori come dei menefreghisti che pensano solo alla carriera, ma a me non sono sembrati così, anzi. Così sembra che tutti i figli di genitori di divorziati debbano soffrire di anoressia, bulimia e anche autolesionismo ed è colpa degli adulti. Il mondo descritto in questo modo è dettato da una visione ingenua ed egocentrica propria dei ragazzini, ma allora non può essere apprezzato da un pubblico più adulto. La vicenda di Lia e Cassie è drammatica ma non coinvolge.

Visto le belle recensioni pensavo sarebbe stata una lettura da almeno 4 stelle ma è stata l’ennesima delusione.

Questo libro andrebbe letto da teenager ma se letto dopo perde di incisività. Non capisco tutto questo successo perché veramente è una lettura che non riesce ad uscire dal target dei ragazzini.

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