Aforismi

Breaking Bad Stagione 5B (2013)

  • Il mio lavoro è dare consigli. –Saul, 5.09
  • Adesso non devi più pensare alle cose negative che ti sei lasciato alle spalle. Il passato è passato. Quello che abbiamo fatto ormai non si può più cambiare. Ma per fortuna adesso è finita. –Walt, 5.09
  • In questo caso, se non sai nemmeno io chi sono, allora penso che faresti meglio a stare molto attento a ciò che fai. –Walt, 5.09
  • Saul, è meglio che tu non dica quello che io penso tu voglia dire. –Walt, 5.10
  • So che hai parlato con Hank e di sicuro un accordo, Skyler, renderà le cose più semplici. Io mi costituirò se tu mi prometti una cosa. Tu dovrai tenere i soldi. Non parlarne con nessuno. Non rinunciarci mai. Li passerai ai nostri bambini. Darai tutto a loro. Lo farai? Ti prego, non lasciare che io abbia passato tutto questo per niente. –Walt, 5.10
  • Quando siamo nei guai, la maggior parte di noi uomini, ci chiudiamo in noi stessi. Sapete, uomini al loro peggio, siamo degli idioti. Facciamo cose stupide. –Bryan Cranston, Dentro Breaking Bad: “Questioni Di Famiglia”, 5.10
  • Si fa quello che abbiamo sempre fatto: si va avanti. –Walt, 5.11
  • L’ho già sconfitto una volta, non c’è motivo di pensare che non ci riesca di nuovo. –Walt, 5.11
  • Che cos’altro devo fare perché tu mi creda? –Walt, 5.11
  • Un posto vale l’altro per ripartire da zero. –Saul, 5.11
  • Pinkman è come una moneta falsa, prima o poi torna in circolazione. –Saul, 5.12
  • Ormai siamo arrivati fin qui. Per noi che cambia un passo in più? –Skyler, 5.12
  • È l’essersi sbagliati così tanto su qualcuno che mi uccide. –Marie, 5.12
  • Non esiste problema per quanto appaia difficile, doloroso o apparentemente irrisolvibile che la violenza non renda peggiore. –Dave, 5.12
  • Non lesinare con gli amici. –Jack, 5.13
  • – Il mio nome è ASAC Schrader. E tu puoi andare a farti fottere. –Hank

– Hank, ascoltami. Tu devi dirglielo, devi dirgli che possiamo risolvere tutto, ti prego. Ti prego. –Walt

– Per cosa mi stai pregando? Sei l’uomo più intelligente che conosca eppure sei così stupido. Lui ha deciso dieci minuti fa. Fa’ quello… –Hank, 5.14

  • Accidenti quanta avidità. È nauseante. –Jack, 5.14
  • E tu pensi che io voglia scappare?! Scappare è l’ultima cosa che voglio fare! Questo comunque non cambia niente. Quello che sto facendo io lo sto facendo per la mia famiglia! I miei soldi andranno interamente ai miei figli, non solo questo barile, tutti! Ucciderò Jack e gli altri della sua banda. Io mi riprenderò tutto quello che mi appartiene e lo darò ai miei figli e allora, solamente allora sarà tutto finito. –Walt, 5.15
  • Live free or die. –Scritta Sulla Targa Della Macchina Di Walt, 5.16
  • – Tutto quello che ho fatto, tu devi capire… –Walt

– Se ti sento dire per l’ennesima volta che hai fatto tutto questo per la nostra famiglia… –Skyler

– …l’ho fatto per me. Mi piaceva farlo. Ed ero molto bravo. E mi sono sentito… Mi sono sentito vivo. –Walt, 5.16

  • L’ultima volta che vediamo Jesse Pinkman, sfonda un’inferriata con l’automobile, a 110 chilometri all’ora. Mi piace pensare che stia andando in un posto migliore. Speriamo che ci sia un lieto fine per Jesse Pinkman. Devo credere che ci siano cose migliori. Ho sempre desiderato che si salvasse e alla fine sembra che ci riesca. Mi chiedono: “sapevi come sarebbe finito Breaking Bad dall’inizio?” Rispondo sempre di no, ed è la verità. Ma ho sempre saputo che Walter White non avrebbe dovuto sopravvivere a questa serie. Come sarebbe successo, non era deciso fino a che non abbiamo creato l’ultimo episodio. Non è stato il cancro a portare Walter White alla fine. È uscito di scena a modo suo. Muore cercando di salvare Jesse. Per me è giusto. Sembra poetico. Almeno per me, c’è quasi un perverso senso di vittoria. –Vince Gilligan, Dentro Breaking Bad: “Felina”, 5.16
  • Incontrai un viaggiatore, da una terra antica che disse: Due immense gambe di pietra senza tronco si ergono nel deserto. Accanto a loro, sulla sabbia, mezzo sommerso, un devastato volto giace il cui cipiglio, e raggrinzito labbro, e il ghigno del freddo comando dicono che il suo scultore quelle passioni lesse che ancora sopravvivono, scavate su queste cose senza vita. Alla mano che le derise e al cuore che le alimentò. E sul piedistallo queste parole appaiono: “Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re: guardate alle mie opere, voi Potenti, e disperate!” Nulla accanto rimane. Di quel colossale relitto, senza confini e nude le solitarie e piatte sabbie si stendono all’infinito. –Ozymandias di Percy Bysshe Shelley Letto Da Bryan Cranston, Declino – Filmato

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