Aforismi

Mad Men Stagione 1 (2007)

MAD MEN: negli anni ’50, appellativo per definire i pubblicitari di Madison Avenue. Coniato da loro stessi. –1.01

Io so che sto meglio se sento che i medici fumano. –Midge, 1.01

Fumare è una cosa che piace e questo né tu, né la commissione per il commercio, né Selezione potrete mai cambiarlo. –Midge, 1.01

Così saprà già cosa l’aspetta. Meglio che capiscano subito che tipo sei e che ragazze vuoi che siano loro. –Ken, 1.01

Certo che ti amo. Beh per te ho rinunciato alla libertà, no? –Pete, 1.01

Già quando studiavo a Vienna con Adler, postulavamo che quello che Freud chiama “desiderio di morte” è una pulsione forte quanto quella sessuale e quella per la sopravvivenza. –Guttman, 1.01

I capi hanno tutti i privilegi. –Pete, 1.01

Non sempre educazione e ricchezza marciano di pari passo. –Pete, 1.01

La pubblicità si basa su un’unica cosa, la felicità. E sapete che cos’è la felicità? Beh la felicità è una macchina nuova, è liberarsi dalla paura, è un cartellone pubblicitario che ti salta all’occhio e che ti grida a gran voce che qualunque cosa tu faccia è ben fatta. E che sei ok. –Don, 1.01

Adoro vincere. –Don, 1.01

L’angoscia stimola la mia immaginazione. –Don, 1.01

Meglio fare che guardare stasera. –Sal, 1.01

– Per amore lei intende quel fulmine che ti spacca il cuore, che non ti fa mangiare ne lavorare, che ti porta di corsa a sposarti e a fare figli. Il motivo per cui non l’ha provato è che non esiste. Vede, quel tipo d’amore è stato inventato da quelli come me per vendere calze. –Don

– Ne è proprio sicuro? –Rachel

– Ne sono sicuro. La verità è che nasci solo e muori solo e il mondo ti sommerge di regole per fartelo dimenticare, ma io non dimentico. Vivo senza guardare al domani perché il domani non c’è. –Don, 1.01

Spero di essere sempre sicuro di quello che voglio. –Don, 1.02

Così tante chiacchere, così poco tempo. –Cooper, 1.02

I dottori saranno felici ora che possono dare una risposta a quello che non capiscono e che non va. –Don Riferendosi agli Psichiatri, 1.02

Io ho sempre pensato che la gente vada dallo psichiatra quando non è felice. –Don, 1.02

Quello che dobbiamo chiederci è che cosa vogliono le donne. –Don, 1.02

Vedi, io sono molto a mio agio con la mia mente. Pensieri puliti e sporchi, d’amore e del suo contrario. Ma non sono una donna. Per questo ogni uomo preferisce scaricare i problemi delle donne nelle mani di un estraneo. –Roger, 1.02

– Non sparare su tutti. –Don

– Viviamo in tempi difficili. –Roger

– Davvero? Chi può non essere felice con tutto questo? –Don

– Vuoi sapere davvero che vogliono? Tutto, soprattutto se lo hanno le altre. Credimi, la psichiatria è come l’ultima novità in fatto di cucina. –Roger, 1.02

– Non riesco a decidere se tu hai tutto o niente. –Don

– Io vivo nel presente, niente è tutto. –Midge, 1.02

Perché ogni volta che un uomo ti invita fuori a pranzo ti scambia per… per il dessert? –Peggy, 1.02

L’anello attrae più del miele. –Harry, 1.03

Tutti hanno un prezzo. –Sal, 1.03

Dite quello che volete, amore o odio, quello che conta è che intanto ne stiamo parlando da 15 minuti. –Don, 1.03

Gli uomini non dovrebbero portare gioielli. –Don, 1.03

Fa parte del lavoro fare cose di cui non si ha voglia. –Don, 1.03

Per una ragazzina un cane può essere tutto, ti protegge, ti ascolta. –Rachel, 1.03

Se vuole aumentare i prezzi deve dargli qualcosa in cambio. È terribilmente difficile capire cosa. –Don, 1.03

Il concetto base, lo slogan è così immediato che la gente penserà che rispecchi una sua idea. –Don, 1.04

Ho te, tesoro, non ho mai voluto altro. –Trudy, 1.04

C’è gente che non ha fiducia in questo nostro paese. –Cooper, 1.04

Se vuoi restare in cucina a vedere come si fanno le salsicce, devi avere uno stomaco molto forte. –Cooper, 1.04

I ragazzi non hanno modelli a cui guardare perché se guardano vedono noi. –Don, 1.04

Il lutto è solo un’autocommiserazione prolungata. In Nuova Guinea i pigmei tritano i loro antenati e si bevono la polvere in una birra. –Don, 1.05

Lo specchio può essere il vostro migliore amico o il vostro peggior nemico. –Joan, 1.05

Ce l’hanno insegnata alla Barnard questa parola, utopia. Per i greci aveva due significati. Eutopos, che vuol dire “un buon posto” e outopos, che vuol dire “il posto che non può esserci.” –Rachel, 1.05

Credo che a nessuno piaccia essere uno dei 100 colori nella scatola. –Peggy, 1.05

A volte succedono delle cose molto belle che purtroppo non potranno mai avere un futuro. –Rachel, 1.05

Sai come si dice, “è il mezzo che fa il messaggio.” –Joan, 1.05

Non puoi rimproverare un uomo di amarti. Detesto il pensiero di doverti dividere. –Roger, 1.05

Tutti dobbiamo servire qualcuno. –Midge, 1.05

La gente vuole così disperatamente sapere cosa fare che darebbe retta a chiunque. –Don, 1.05

Quelli con i prodotti migliori hanno i clienti peggiori. –Roger, 1.06

Quando un uomo ha il suo nome su un edificio, può credere erroneamente che tutto gli appartenga. –Roger, 1.06

A tutti può capitare di sbagliare garage. –Roger, 1.06

Mia madre diceva sempre: “stai dipingendo un capolavoro. Assicurati di nascondere le pennellate.” –Betty, 1.06

Nessuno, mia cara, vuol far vedere che ci tiene ai premi. –Don, 1.07

Il creativo è quello che fa vendere. –Betty, 1.07

Tutte le donne vogliono avere una scelta, ma nessuna vuole essere una delle 100 in una scatola. Lei è l’unica, lei fa le sue scelte, ha scelto proprio quell’uomo, vuole dire al mondo “lui è mio, appartiene a me, non a te”. Lei marchia il suo uomo con le sue labbra, è un suo possedimento. Darete a tutte le donne che portano quel rossetto, il dono dell’unicità senza precedenti. –Don, 1.08

Come sapete anche nella vita privata, a un certo punto, la seduzione finisce e quello che ci vuole è il pugno duro. –Don, 1.08

Nessuno si mette a mendicare facilmente. –Abigail, 1.08

Mia madre diceva che la vita è come lo zoccolo dei cavalli: grasso al centro, aperto sui due lati e duro da tutte le altre parti. –Abigail, 1.08

Tutti vorremmo venire da qualche altro posto, credimi. –Vagabondo, 1.08

Fai qualcosa di te stesso. –Don, 1.08

Non c’è nessuna grande menzogna, non c’è nessun sistema, l’universo è indifferente. –Don, 1.08

I più piccoli sono i più agguerriti. –Don, 1.09

O vieni direttamente qui o morirai nel dubbio. –Jim Hobart, 1.09

I clienti vanno e vengono, Campbell, a volte è meglio eliminare le loro aspettative poco realistiche. –Don, 1.09

Non posso impedirti di fare quello che desideri. –Don, 1.09

Grandi talenti attirano grandi clienti. –Roger, 1.09

La vita va vissuta. –Don, 1.09

Betty, lo sai che non m’importa se mi prepari la cena o stiri le mie camicie. Tu hai già un lavoro, sei la madre dei miei bambini e questo lo fai meglio di chiunque altro al mondo. Almeno nelle prime 500. Io avrei dato tutto per avere una madre come te: bella, gentile, piena d’amore, come un angelo. –Don, 1.09

Il presidente è un prodotto, ricordiamocelo. –Pete, 1.10

Perché bisogna attaccarlo quando basta dire la verità? –Don, 1.10

La pubblicità positiva convince quelli che già votano per te, ma la comparativa serve per ottenere il voto degli indecisi. –Roger, 1.10

Quando agganci un cliente inizi a perderlo. –Don, 1.10

Il cliente inizi a perderlo quando lo agganci. –Roger, 1.10

Se Dio chiude una porta, apre una cerniera lampo. –Roger, 1.10

Tutti dicono che la vita va avanti, ed è così, però nessuno ti dice quanto è dura. Perché? –Betty, 1.10

La beffa è una cosa, il danno un’altra. –Lee Garner Sr., 1.11

La pubblicità serve anche se la gente non lo sa. –Peggy, 1.11

Bisogna spendere soldi per fare soldi. –Herman Philips, 1.12

Quando minacci qualcuno in questo modo, dovresti sapere se la tua informazione è abbastanza potente da fargli fare quello che vuoi tu e fino a che punto puoi arrivare. –Don, 1.12

– Insomma ma che uomo sei? Andare via, abbandonare tutto, lasciare la tua vita. –Rachel

– Le persone lo fanno ogni giorno. –Don, 1.12

Un detto giapponese dice che: “un uomo è colui che è nella stanza in cui si trova.” –Cooper, 1.12

Nessuno sa dove nasca la lealtà. –Cooper, 1.12

Le lingue lunghe possono affondare le navi. –Jeannie Vogel, 1.13

“Coltiva il tuo giardino” significa, insomma, fa crescere le cose. –Tom Vogel, 1,13

– Vuole avvelenarlo. –Betty

– Ha detto che vuole ucciderlo? –Don

– Come puoi fare una cosa del genere all’uomo che ami? Con cui hai fatto dei figli? Tutto questo non significa niente? –Betty

– Non ci si rende conto di quello che si fa. –Don, 1.13

La tecnologia è un richiamo scintillante, ma a volte il pubblico può essere catturato da qualcosa che va al di là di un lampo, se si riesce a legarlo sentimentalmente al prodotto. Il mio primo lavoro l’ho fatto per una pellicceria insieme a un vecchio copywriter, greco di nome Teddy. E Teddy diceva che la cosa più importante in pubblicità è la novità, che crea un desiderio. Non si può lanciare qualunque prodotto come se fosse una lozione, per questo bisogna creare un legame più profondo col prodotto: la nostalgia, è delicata ma potente. Spegni. Teddy mi disse che in greco “nostalgia”  significa letteralmente “dolore che deriva da una vecchia ferita”. È uno struggimento del cuore di gran lunga più potente del ricordo. Questo aggeggio non è una nave spaziale, è una macchina del tempo. Ti può portare avanti o indietro. Ci porta in un posto dove vogliamo tornare. Non si chiama ruota, si chiama giostra. Ci fa viaggiare nel modo in cui viaggia un bambino, gira e rigira e poi torna a casa, che è il posto dove sai di essere amato. –Don, 1.13

“Il miglioramento delle condizioni di vita nelle civiltà moderne… sarebbe stato impossibile senza quella conoscenza di standard più elevati diffusa dalla pubblicità.” –Presidente Franklin Roosevelt, Pubblicizzare il Sogno Americano

Il sogno americano ci viene presentato come qualcosa che può essere comprato. Il sogno americano è già, di per sé, un’aspirazione commerciale. È qualcosa a cui aspiri, che desideri. Lo vuoi. Dunque, la logica della psicologia della pubblicità è già presente nel modello stesso di sogno americano. –Dott. Bernard McGrane, Pubblicizzare il Sogno Americano

Il sogno americano rappresenta cose diverse per persone diverse. Siamo una società materialistica e capitalistica e riteniamo che il sogno americano può essere acquistato, o la gente non affollerebbe i grandi magazzini né comprerebbe tanti trucchi. –Arlene Manos, Pubblicizzare il Sogno Americano

Lo scopo della pubblicità è sradicarti dalla realtà per poter apprezzare il sogno ed aspirare ad esso. Diventa una sorta di modello comportamentale inconscio, in quanto protagonista esistenziale della nostra vita. –Dott. Bernard McGrane, Pubblicizzare il Sogno Americano

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