Aforismi

I Soprano Stagione 1 (1999)

È bello lanciarsi nelle cose quando sono ancora agli inizi. –Tony, 1.01

Se ripenso a mio padre, lui non è mai arrivato in alto come me ma, in un certo senso, gli è andata molto meglio. Aveva gente su cui contare, gente di sani principi, gente con le palle. Oggigiorno chi c’è rimasto? –Tony, 1.01

Una cosa la so di sicuro: le figlie sono più brave dei figli a occuparsi delle loro madri. –Livia, 1.01

Ognuno ha le sue necessità. –Tony, 1.01

– Le posso dire una cosa? Oggigiorno tutti hanno bisogno dello psicologo, dello specialista, tutti vanno ai talk shows a parlare in pubblico dei loro problemi. Ma, insomma, che fine ha fatto Gary Cooper, l’uomo forte, silenzioso, intrepido? Quello era un americano! Lui non dava retta alle emozioni, faceva quello che doveva e basta. La gente non si rende conto che se si costringe Gary Cooper a dar retta alle emozioni, dopo non la finirà più di parlare! E la nevrosi di qua, e la nevrosi di là, e la nevrosi dei miei coglioni! –Tony

– Vedo che si accalora parecchio sull’argomento. –Dottoressa Melfi

– No, mi lasci finire. Ho fatto un semestre e mezzo di università e, quindi non sono digiuno di Freud. So che cos’è la terapia. In teoria si capisce, ma nel mio mondo è una cosa che non funziona! Potrei essere più felice? Certo, è logico, come tutti. –Tony, 1.01

È tornato per farsi aiutare, non la viva come una sconfitta. –Dottoressa Melfi, 1.01

Sei l’unica persona che lo sa e la sola ragione per cui te lo dico è che sei mia moglie, che sei l’unico essere al mondo con cui sono completamente e totalmente onesto. –Tony, 1.01

La nostra esistenza su questa terra è un rompicapo. –Carmela, 1.01

Madri e figlie sono una cosa sola. Vi riconcilierete. –Tony, 1.01

La speranza ci può giungere in forme inaspettate. –Dottoressa Melfi, 1.01

Io l’ho detto ai miei figli: solo Dio può creare la vita. –Tony, 1.02

Io ti ho invitata ad abitare sotto il mio tetto. Se devo pregarti in ginocchio scordatelo. –Carmela, 1.02

Ma è sempre mia madre. Ti aspetti che uno la madre la accudisca. –Tony, 1.02

Hai regalato una fortuna in gioielli a una lontana cugina e a me dai una poltrona de merda?! –Tony, 1.02

La tristezza è sana, ciò che è inconscio non lo è. –Dottoressa Melfi, 1.02

A volte è molto difficile ammettere di nutrire del rancore o odio per la propria madre, vero? –Dottoressa Melfi, 1.02

Deve confessarsi il suo rancore, invece di continuare a rimuoverlo. È determinante per la sua vita. È necessario prenderne coscienza, mi spiego? –Dottoressa Melfi, 1.02

C’è un vecchio proverbio che dice: “quando un ebreo divorzia, anche la pietra lacrima.” –Herman, 1.03

– Basta che ti ricordi una cosa: la merda va sempre in basso. –Tony

– Ma sempre puzza. –Artie Bucco, 1.03

La verità è che lei comincia ad agitarsi ogni volta che i suoi veri sentimenti sono lì lì per venire a galla. –Dottoressa Melfi, 1.03

– La devozione è inutile. E se una cosa è inutile, che motivo c’è d’invidiarla? –Tony

– Il mistero è tutto qui, no? Il mistero di Dio o in chiunque altro in cui si crede. Perché mai ci ha dato questo discutibile dono e, cioè, di sapere che non si vive in eterno. –Dottoressa Melfi, 1.03

Sbagliando si impara. Ti serva da lezione. –Tony, 1.04

Mia madre mi ha insegnato a rispondere sempre alle domande. –Tony, 1.04

Penso che se la terapia fosse indolore non potrebbe curarti. –Carmela, 1.04

Cosa le costa far credere a sua madre di essere ancora lei a decidere tutto? Anche lei è un genitore, sa come vanno queste cose. Lo sa che a volte è fondamentale dare a un parente l’illusione di comandare ancora sugli altri? –Dottoressa Melfi, 1.04

D’altro canto se mi fotti, Larry, non mi rispetti più la mattina dopo, no? –Tony, 1.04

La paura del fuoco ci tiene lontani dall’Inferno. –Padre Phil, 1.05

Forse un giorno impareremo a tollerare, accettare e perdonare quelli che sono diversi. Sarà l’amore che ci cambierà. –Padre Phil, 1.05

Saper gioire della vista di un bel volto di donna è così diverso dall’ammirare un tramonto, un maestoso abete o qualunque altra opera di Dio? –Padre Phil, 1.05

La casa del Signore è ovunque. Lui sente e vede ogni cosa. –Padre Phil, 1.05

“Non si può avere una faccia con se stessi e una con gli altri senza confondersi alla fine su qual è quella vera.” –Hawthorne, frase letta da Tony nell’università, 1.05

Non ho mai sopportato un alito caldo dietro alla nuca. –Tony, 1.06

Su Junior eravamo tutti d’accordo. “Farà da parafulmine perché quando il fulmine arriva, Dio ce ne scampi, qualcuno ci rimane e non deve essere un giovane con famiglia.” Vi ricordate? Eravamo d’accordo. –Tony, 1.06

Molte responsabilità aumentano la tensione. –Tony, 1.06

Il divorzio è per i deboli, per le persone che non hanno avuto intenzione di rimanere unite fin dal principio. Vedi, Carmela, noi accogliamo quello che seminiamo. –Padre Phil, 1.06

Ottaviano diventò Augusto. Vabbè lascia stare. Il punto è questo: Augusto era un Cesare e tutti lo amavano, giusto? E lo sai perché? Lo amavano perché non mangiava mai da solo. Capito? Fu il periodo di pace più lungo della storia di Roma. Era un capo giusto e tutto il suo popolo lo amava per questo. Lui divideva le sue ricchezze, così tutti quanti lo amavano. –Tony, 1.06

È roba psicologica. Sembra che quello che provi non è quello che provi. È quello che non provi il vero obiettivo. –Tony, 1.06

Carmela non sei solo nella mia vita, tu sei la mia vita stessa. –Tony, 1.06

– È dura crescere un figlio nell’era dell’informazione. –Silvio

– È dura proteggerli. –Tony, 1.07

Io credo che ricordare sia importante. Lei dice di trovare interessante la storia. Colui che non intende a fondo il senso della storia è condannato a ripeterla. –Dottoressa Melfi, 1.07

– Una predisposizione genetica è quello che dice la parola, una predisposizione, non è un destino scolpito nella pietra. Si può scegliere nella vita. –Dottoressa Melfi

– Oh, finalmente ha espresso un’opinione! –Tony

– E la gente sceglie. Ritiene che tutto quello che succede sia predeterminato? Lei non crede che gli esseri umani posseggano il libero arbitrio? –Dottoressa Melfi

– E com’è che io non dipingo ceramiche in Perù? Nella merda ci nasci. Tu sei quello che sei. –Tony

– C’è una grande varietà di scelte, invece. Questa è l’America. –Dottoressa Melfi, 1.07

Quando una persona cerca di incolpare qualcun altro dei suoi fallimenti va dallo psicologo, no? –Livia, 1.07

Meglio al sicuro che fregati. –Raymond Curto, 1.08

Attento, le origini saltano fuori. –Dottoressa Melfi, 1.08

– È vero che sono stati i cinesi a inventare gli spaghetti? –Anthony

– Ma riflettici, scusa. Come fa un popolo che mangia coi bastoncini a inventare una cosa che si mangia con la forchetta? –Tony, 1.08

È importante rispettare gli accordi presi in precedenza. –Dottoressa Melfi, 1.08

I figli sono un pezzo del cuore. –Silvio, 1.09

Se non riesci a dar lavoro ai tuoi amici non sarai mai un uomo di successo. –Junior, 1.09

– È stato un tentativo di suicidio? O forse si è trattato di un gesto simbolico? Un piccolo taglio, si usa dire in ambiente medico. –Dottoressa Melfi

– E il grosso taglio qual è? Segarsi la carotide? –Tony

– È un grido d’aiuto comunque. –Dottoressa Melfi, 1.09

Per noi se uno lecca la patata, lecca tutto. È un segno di debolezza e spesso è anche un segno che sei un finocchio. –Junior, 1.09

Ti comporti da nonna soltanto quando mi vuoi contraddire. –Tony, 1.09

La lingua batte dove il Clito ride! Sparge saliva sul Monte di Venere! –Tony, 1.09

Dovresti imparare a essere riconoscente perché le persone che ti circondano non fanno altro che pensare al tuo bene! –Tony, 1.09

Perché crede che lei, Anthony Soprano, debba essere quello che rimette le cose a posto? –Dottoressa Melfi, 1.09

È sempre meglio mantenere una certa autonomia e non soltanto in cucina, mi spiego? –Carmela, 1.10

La musica è musica, il talento è talento, a qualsiasi età. –Hesh, 1.10

Più vivi più impari. –Tony, 1.10

Non si scappa, non è decoroso. –Junior, 1.11

In alcune persone il dolore è causato dal peso di responsabilità che non sanno affrontare. O dai segreti. Psicologicamente un segreto è un fardello pesante e genera sensi di colpa che sono un ulteriore peso per la mente. –Dottoressa Melfi, 1.11

Sono una madre anch’io, non lo dimenticare. Tu conosci il potere che hai su di lui e lo usi da professionista. –Carmela, 1.11

Tu non sei solo. Non lasciare mai che qualcuno ti faccia credere che sei rimasto solo, perché hai degli amici. Guardami. Amici che per te morirebbero. Mi hai capito? Amici! –Tony, 1.11

Ti dico dove sbagli, vedi, fuori di qui è l’anno 2000, ma in questa casa, è il 1954. Fuori è il 2000, qui invece il ’54. –Tony, 1.11

– Veniva qui per fare psicanalisi? –Tony

– Anche quella. –Debbie

– Usi il letto al posto del divano? Non male l’idea. –Tony

– Vorrebbero tutti andare a letto con l’analista. –Debbie

– Che vuoi dire? –Tony

– Ti stupirebbe scoprire quanto diventa più facile confidarsi quando si è nudi tra le braccia di qualcuno che ti consola? –Debbie, 1.11

Tutti i grandi leader hanno la malinconia. Winston Churchill beveva un brandy prima di fare coazione e anche Napoleone pare che fosse sempre ingrugnato. –Silvio, 1.12

La luce fa bene, Tony. In Alaska, d’inverno, mettono dei berretti luminosi per non deprimersi. –Carmela, 1.12

Abbi la decenza di non mentirmi! –Carmela, 1.12

I ragazzi crescono in fretta e non vedono l’ora di scappare. –Tony, 1.13

– Col capo che va dall’analista, tu ti senti col culo coperto? –Paulie

– Di solito il culo me lo copro da solo. Tu pensa a coprirti il tuo. –Silvio, 1.13

Il vecchio adagio hollywoodiano: digli cosa vedranno, faglielo vedere e poi digli cos’hanno visto. –David Chase, Intervista A David Chase

Se guardi un albero di Natale, alla gente non importa del tronco, guarda solo le luci e le palle e le decorazioni. Ma il tronco dev’esserci. –David Chase, Intervista A David Chase

“Gran parte delle cose migliori nei film capitano per caso.” –John Ford citato da David Chase, Intervista A David Chase

“Un regista è un uomo che presiede sugli incidenti fortuiti.” –Orson Welles citato da David Chase, Intervista A David Chase

La migliore recitazione nel cinema è quando non sai che differenza c’è tra quell’attore e quel personaggio. –David Chase, Intervista A David Chase

Orson Welles, mi pare, ha detto che i film sono “un nastro di sogni”. –Peter Bogdanovich, Intervista A David Chase

Secondo me l’esperienza italoamericana è una pubblicità per l’America, per l’esperimento democratico. È difficile per me pensare a un altro gruppo di persone che è provenuto quasi dal niente e ha costruito così tanto. I miei nonni sono venuti dal sud Italia. Non sto parlando dei toscani o dei romani, sto parlando dei meridionali che sono venuti qui nella prima parte del secolo ed erano analfabeti. Erano più ignoranti si quelli che vengono dal Messico, che sanno leggere. Hanno avuto un successo spettacolare, credo, in America. È questo che intendo, sono una pubblicità per il capitalismo americano. Se hai così poca autostima, al punto che questi film ti infastidiscono, mi devo chiedere il perché. Anche perché questa cosa della Mafia italiana è diventata un mito nazionale. Quindi volerla fare a pezzi: “è una vergogna per gli italiani”, ti rendi conto che l’intera America ha preso questa storia su di sé? Cosa abbiamo di particolare? È perché uccidiamo la gente? C’è già tanta violenza e volgarità, non è quello. Alla fin fine, secondo me, se la tua autostima è così bassa e non ti va che questa piccola minoranza chiamata gangster complichi le cose per tutti gli altri, dovresti andare a parlare con loro. Non credo che succederà, ma è quello che dovresti fare. –David Chase, Intervista A David Chase

Pare che ci sia un fattore di esaudimento dei desideri nei film gangster, è uno dei motivi per cui piacciono alla gente, l’idea che puoi dire a qualcuno: “questa persona mi ha offeso, sistemala”. È una fantasia che abbiamo tutti. –David Chase, Intervista A David Chase

“Il problema nella vita è che tutti hanno le loro ragioni.” –La regola del gioco di Jean Renoir citato da David Chase, Intervista A David Chase

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