Aforismi

Krishnamurti, Jiddu – Liberarsi Dai Condizionamenti

È amore quando siamo di fronte alla completa identificazione con l’altro? E identificazione non è forse un modo indiretto per dare importanza a se stessi? È amore quando c’è il dolore della solitudine, la sofferenza di venire privati delle cose che ci sembrano dare significato alla nostra vita? Essere privati della possibilità di intraprendere le strade della realizzazione di sé; dover rinunciare alle cose per cui il nostro io ha vissuto; tutto questo significa la negazione del nostro valore in quanto individui, e porta solo al disincanto, all’amarezza, al dolore dell’isolamento. E questa miseria è l’amore?

L’amore non è sensazione. Le sensazioni fanno nascere il pensiero attraverso parole e simboli. Sensazioni e pensiero sostituiscono l’amore; divengono il succedaneo dell’amore. Le sensazioni sono della mente, come lo sono gli appetiti sessuali. La mente genera la brama, la passione, attraverso il ricordo, da cui trae sensazioni gradevoli. La mente si compone di interessi o desideri differenti e contrastanti, con le loro sensazioni esclusive; e cozzano quando l’uno o l’altro cominci a predominare, creando in tal modo un problema. Le sensazioni sono e gradevoli e sgradevoli, e la mente si attacca a quelle gradevoli, divenendo così loro schiava. Questa schiavitù diventa un problema, perché la mente è il ricettacolo di sensazioni contraddittorie. Anche il volere evitare ciò che è penoso rappresenta una schiavitù, con le sue illusioni e i suoi problemi. La mente è la creatrice di problemi, e così non può  risolverli. L’amore non è della mente; ma quando questa prende il sopravvento, allora c’è sensazione, che essa chiama amore. È questo amore della mente che può essere pensato, rivestito, identificato. La mente può ricordare o prevedere sensazioni piacevoli, e questo processo è appetito, indipendentemente dal livello in cui si trova. Entro il campo della mente, l’amore non può essere. La mente è la regione della paura e del calcolo, dell’invidia e del dominio, del confronto e della negazione, e così l’amore non può dimorarvi. La gelosia, come l’orgoglio, è della mente; ma non è amore. L’amore e i processi della mente non possono essere agganciati, non possono essere unificati. Quando le sensazioni predominano, non c’è  luogo per l’amore; così che le cose della mente riempiono il cuore. In questo modo l’amore diviene l’incognito, da essere perseguito e idolatrato; viene trasformato in ideale, da utilizzarsi e nel quale credere, e gli ideali sono sempre una proiezione dell’io. Così la mente prende del tutto il sopravvento, e l’amore diviene una parola, una sensazione. È allora che all’amore si danno valori relativi, comparativi: “Io amo di più e tu ami di meno”. Ma l’amore non è personale né impersonale; l’amore è uno stato dell’essere in cui la sensazione come pensiero è del tutto assente.

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