Aforismi

Grey’s Anatomy Stagione 6 (2009-2010)

Secondo Elisabeth Kübler-Ross, quando stiamo per morire, o abbiamo subito una perdita drammatica, tutti noi passiamo attraverso cinque diverse fasi del dolore. C’è la fase del rifiuto, perché la perdita è talmente impensabile che non possiamo credere che sia vera. La rabbia esplode contro tutti: rabbia contro chi sopravvive, rabbia contro noi stessi. Poi patteggiamo, preghiamo, imploriamo, offriamo tutto ciò che abbiamo, offriamo la nostra anima in cambio anche di un solo giorno in più. Quando il patteggiamento fallisce ed è troppo difficile contenere la rabbia, cadiamo nella depressione, nella disperazione, finché alla fine ammettiamo di aver fatto tutto il possibile e ci abbandoniamo, ci abbandoniamo e arriviamo all’accettazione. –VFC Meredith, 6.01

Io mi perderò in te. –Owen, 6.01

Alla facoltà di medicina abbiamo centinaia di lezioni per imparare a combattere la morte e neanche una che ci insegni come continuare a vivere. –VFC Meredith, 6.01

Il dizionario definisce il cordoglio come dolore profondo o angustia causata da un’afflizione o una perdita. Pena straziante, rimpianto doloroso. Come chirurgi, come scienziati, ci hanno insegnato ad apprendere facendo riferimento a libri, a definizioni, a dati certi. Ma nella vita, le definizioni semplici si applicano di rado. Nella vita, il cordoglio può assumere forme che hanno ben poca affinità con la pena straziante. –VFC Meredith, 6.02

Per quanto sembrasse impossibile, a un certo punto l’ho superato e credimi, anche tu ce la puoi fare, ma devi lavorarci su. –Owen, 6.02

– Il dolore può essere una cosa che abbiamo tutti in comune, ma ha una faccia diversa per ognuno di noi. –VFC Lexie

– Non è solo la morte che ci fa soffrire, è la vita, una perdita, un cambiamento. –VFC Mark

– E quando ci chiediamo perché debba fare così schifo a volte, perché debba fare così male, dobbiamo ricordare che in un attimo può cambiare tutto. –VFC Alex, 6.02

Sei morta tra le mie braccia, sei morta tra le mie braccia! Sei morta, cazzo e hai lasciato istruzioni per cui non mi era permesso salvarti la vita! Vuoi sapere di che ho paura? Ho paura di tutto, ho paura di muovermi, ho paura di respirare, ho paura di toccarti. Non posso perderti, non sopravvivrei ed è colpa tua! Ti sei fatta amare, mi hai spinto a lasciarti entrare in me e poi mi sei morta fra le braccia! –Alex, 6.02

– È così che rimani vivo, quando soffri tanto da non riuscire a respirare, è così che sopravvivi. –VFC Izzie

– Ricordando che un giorno, chissà come, inspiegabilmente, non ti sentirai più così, non soffrirai più così tanto. –VFC Derek

– Il dolore arriva a tempo debito per tutti, a ciascuno il suo. –VFC Bailey

– Quindi il meglio che possiamo fare, il meglio che possono fare tutti, è cercare di essere onesti. –VFC Owen

– La cosa più insopportabile, la cosa peggiore del cordoglio, è che non lo puoi controllare. –VFC Meredith

– Il meglio che possiamo fare è di accoglierlo e provarlo, quando arriva. –VFC Arizona

– E lasciarlo andare quando ci riusciamo. –VFC Callie

– La cosa peggiore è che quando pensi di averlo superato, ricomincia tutto da capo. –VFC Meredith

– E sempre, ogni volta, ti lascia senza fiato. –VFC Cristina

– Ci sono cinque fasi del dolore, sono diverse per ciascuno di noi, ma sono sempre cinque. –VFC Meredith

– Rifiuto. –VFC Alex

– Rabbia. –VFC Derek

– Patteggiamento. –VFC Bailey

– Depressione. –VFC Lexie

– Accettazione. –VFC Richard, 6.02

La paranoia da un vantaggio in sala operatoria. –VFC Meredith, 6.03

È difficile dormire quando si rischia il posto. –Cristina, 6.03

I chirurghi immaginano gli scenari peggiori. Sei pronto a chiudere, hai fermato l’emorragia, lo sai, ma c’è quella vocina nella testa che ti dice “e se non fosse andata bene? E se il paziente morisse quando tu avresti potuto salvarlo?” E così controlli il tuo lavoro un’ultima volta prima di chiudere. La paranoia è il miglior amico di un chirurgo. –VFC Meredith, 6.03

So io cosa posso reggere. –Izzie, 6.03

Siamo tutti vulnerabili per il timore, l’ansia di non sapere ciò che accadrà e alla fine è inutile. Perché tutte le preoccupazioni e tutto il pianificare cose che potrebbero o non potrebbero accadere, peggiorano solo la situazione. E allora porta a spasso il cane, o fa un riposino, insomma, fa qualunque cosa, ma smettila di preoccuparti. –VFC Meredith, 6.03

Devi smetterla di pensare a quello che succederà! Ti devi concentrare su quello che hai di fronte a te! –Owen, 6.03

Perché l’unica cura contro la paranoia è essere, qui, così come sei. –VFC Meredith, 6.03

Cominciamo la vita con pochi obblighi: giuriamo fedeltà alla bandiera, promettiamo di restituire i libri alla biblioteca, ma crescendo facciamo voti, facciamo promesse, ci impegniamo a non fare del male, a dire la verità e nient’altro che la verità, ad amare e onorare finché morte non ci separi. E così l’elenco continua ad allungarsi fino a che dobbiamo tutto a tutti e a un tratto pensiamo: “ma che cavolo?” –VFC Meredith, 6.04

La biologia, una cavolata, una cavolata. Il DNA, l’RNA non fa di una persona un familiare. –Meredith, 6.04

Dobbiamo sapere quando dire di no. –Owen, 6.04

Forse quando salvi la vita a una persona non vuoi che la sua vita faccia schifo. –Cristina, 6.04

Non puoi disfare ciò che hai fatto. –Richard, 6.04

Il brutto di essere un chirurgo? Tutti vogliono un pezzetto di te. Noi facciamo un breve giuramento e all’improvviso siamo strozzati dagli obblighi: verso i nostri pazienti, verso i nostri colleghi, verso la medicina stessa. Così facciamo ciò che farebbe chiunque sano di mente, scappiamo a gambe levate dalle nostre promesse, sperando che vengano dimenticate. Ma prima o poi ci raggiungono. E a volte scopri che dagli obblighi che più temi, non valeva la pena scappare. –VFC Meredith, 6.04

Quando ti ammali tutto comincia da un singolo batterio, un intruso solitario e virulento. Molto presto l’intruso si replica, diventano due, poi quei due diventano quattro e quei quattro diventato otto e poi, prima che il corpo se ne accorga, sei già sotto assedio. È un’invasione. La domanda per un medico è: una volta che gli invasori sono atterrati, una volta che hanno occupato il tuo corpo, come diavolo ti libererai di loro? –VFC Meredith, 6.05

I falsi complimenti sono volgari. –Izzie, 6.05

Trova la sua finestra aperta, tutti ne hanno una, un punto debole, privo di difese. Una finestra aperta o una chiave nascosta sotto il tappetino, io faccio così. –Billy Sheehan, 6.05

Solo tu puoi frenare te stessa. –Billy che legge Taccuino della Kepner, 6.05

Non mi serve uno che non riesce ad accettarmi. –Callie, 6.05

Che cosa fai quando l’infezione ti colpisce, quando prende il sopravvento? Fai quello che devi fare e prendi i farmaci o impari a conviverci e speri che un giorno se ne vada? Oppure ti arrendi del tutto e lasci che l’infezione ti uccida? –VFC Meredith, 6.05

Per fare una buona diagnosi i medici devono cambiare continuamente prospettiva. Iniziamo ascoltando il punto di vista del paziente che spesso non ha idea di ciò che gli accade, perciò osserviamo il paziente da ogni angolazione possibile, escludiamo delle cose, scopriamo nuove informazioni cercando di capire ciò che effettivamente non va. Ci viene richiesto un secondo parere, nella speranza che qualcuno di noi veda ciò che è sfuggito ad altri. Per il paziente un nuovo punto di vista può fare la differenza tra vivere o morire. Per il medico può significare uno scontro con tutti coloro che sono venuti prima di lui. –VFC Meredith, 6.06

Quando arriviamo ad una diagnosi troppo orribile da accettare andiamo a cercare un altro parere. E qualche volta la risposta che otteniamo conferma le nostre peggiori paure. Ma altre volte può far luce sul problema, fartelo vedere in modo del tutto diverso. Dopo che tutte le opinioni sono state ascoltate e tutti i punti di vista sono stati valutati, finalmente scopri quello che cercavi: la verità. Ma la verità non è la fine di tutto, è il nuovo punto di partenza con una nuova serie di domande. –VFC Meredith, 6.06

Se chiedete ai chirurghi perché sono diventati chirurghi, la maggior parte di loro vi dirà la stessa cosa: per l’esaltazione, l’adrenalina, l’ebrezza che provi mentre apri una persona e le salvi la vita. Per me è stato diverso. Forse perché sono cresciuto in una famiglia con quattro sorelle, no, sicuramente per questo, perché è stata la calma a portarmi alla chirurgia. –VFC Derek, 6.07

Cambiare giova a tutti, accettatelo. –Richard, 6.07

La sala operatoria è un posto tranquillo, sereno, deve esserlo perché si possa restare concentrati e prevenire complicanze. In sala operatoria, col paziente sul tavolo, tutto il frastuono del mondo, tutte le preoccupazioni che porta con sé spariscono. La calma scende su di te, il tempo passa senza pensieri, in quel momento ti senti completamente in pace. –VFC Derek, 6.07

Senti non provare a fare Lexiepedia per intrufolarti. –Cristina, 6.07

C’è sempre un modo, quando sembra che non ci sia un modo, c’è un modo. Per fare l’impossibile, per sopravvivere all’intollerabile c’è sempre un modo. E tu, tu e io abbiamo questo in comune, siamo ispirati, di fronte all’impossibile siamo ispirati. Perciò, se posso dare un consiglio al neurochirurgo più all’avanguardia del mondo, oggi se ti dovessi spaventare, invece, devi sentirti ispirato. –Isaac, 6.07

Isaac vuole che corriamo il rischio, vuole una cura ed è nostro compito tentare. –Derek, 6.07

– Non mi vuole vedere, è chiaro? È scappata, non me l’ha nemmeno detto in faccia, ha lasciato un biglietto perciò smettila di comportarti come se sapessi tutto e lasciami fare il mio lavoro, ok?! –Alex

– Se sei sicuro di questo allora d’accordo, non andare, ma è bene che tu sia sicuro al 100% che lei non speri di vederti perché adesso sei tu a fare una scelta. Tu, non lei. Meglio che tu sia in pace con te stesso. –Reed, 6.07

Se chiedete ai chirurghi perché sono diventati chirurghi, la maggior parte di loro vi dirà la stessa cosa per l’esaltazione, l’adrenalina, l’ebrezza. Per me è stato per la calma. La pace non è uno stato permanente, esiste a momenti, è fugace, svanisce prima ancora che ce ne accorgiamo. Possiamo sperimentarla in qualsiasi occasione: nell’atto di gentilezza di uno sconosciuto, in un compito che richiede concentrazione totale, o semplicemente nel conforto di una vecchia abitudine. Ogni giorno sperimentiamo momenti di pace, il trucco è capire quando arrivano per poterli godere appieno e viverli e alla fine lasciarli andare. –VFC Derek, 6.07

È impossibile spiegare come il panico ti assale se sei un chirurgo e il tuo cercapersone suona nel bel mezzo della notte. Il cuore batte all’impazzata, la mente è come paralizzata, le dita intorpidite, ti senti coinvolto. Si tratta della madre di qualcuno, del padre di qualcuno, del figlio di qualcuno e adesso tocca a te perché la vita di quella persona ora è nelle tue mani. In quanto chirurghi siamo sempre concentrati sui nostri pazienti. Ma quando il paziente è un bambino, non siamo solo concentrati, siamo anche responsabili, responsabili del fatto che quel bambino sopravviva, che abbia un futuro e basterebbe questo per terrorizzare chiunque. –VFC Meredith, 6.08

Oggi sei stata fortunata e credi di poterla fare franca quando vuoi, ma ti dico una cosa: un giorno o l’altro la fortuna ti abbandonerà. –Owen, 6.08

Dicono che più investi e più guadagni, ma devi essere disposto a rischiare. Devi capire che potresti perdere tutto. Ma se corri il rischio, se investi in modo saggio, la ricompensa potrebbe sorprenderti. –VFC Meredith, 6.08

I medici vivono in un mondo in costante progresso, in continua evoluzione. Ti fermi un secondo e rimani indietro. Ma per quanto ci impegniamo ad andare avanti e per quanto tentiamo di non guardarci mai indietro, il passato torna sempre a morderci le chiappe. E come i corsi e ricorsi storici insegnano, chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo. –VFC Meredith, 6.09

Ora non importa cos’hai fatto, importa cosa farai per rimediare. –Teddy, 6.09

Alcune volte il passato è una cosa che non si riesce proprio a dimenticare e altre volte il passato è una cosa che faresti di tutto per dimenticare. E a volte impariamo qualcosa di nuovo del passato che cambia tutto ciò che sappiamo, del presente. –VFC Meredith, 6.09

Il regalo di Natale più bello che abbia mai ricevuto è stato quando avevo dieci anni: il mio primo kit da suture. L’ho usato finché non mi sanguinarono le dita e poi ho cercato di usarlo per ricucirmi le dita. Mi ha messa sulla via per diventare chirurgo. Il punto è che a volte i regali più belli arrivano in pacchetti sorprendenti. –VFC Meredith, 6.10

Il senso di colpa è come un pugno nello stomaco, ogni giorno. –Mark, 6.10

Io ti amo, sto con te perché voglio stare con te, sto con te perché amo te. –Owen, 6.10

Ogni giorno abbiamo occasione di dare il dono della vita: può essere doloroso, può essere spaventoso, ma alla fine ne vale la pena. Ogni volta tutti noi abbiamo l’opportunità di dare, magari i doni non saranno così eclatanti come quelli della sala operatoria. Forse il dono è semplicemente provare a chiedere scusa, forse è capire il punto di vista di un’altra persona, forse è mantenere il segreto di un amico. La gioia, a quanto sembra, è nel dare, così quando la gioia sparisce, quando dare comincia a diventare un peso, allora smetti. Ma se sei come la maggior parte delle persone che conosco, darai fino a stare male e dopo darai ancora. –VFC Meredith, 6.10

Pensiamo che i grandi cambiamenti della nostra vita avvengano lentamente, col tempo, ma non è vero. Le grandi cose avvengono in un istante. Diventare adulto, diventare genitore, diventare medico, prima non lo eri e un attimo dopo lo diventi. Qualsiasi medico sa dire con esattezza il momento in cui è diventato medico e di solito non è il giorno in cui si è laureato in medicina. Qualunque esso sia, nessuno lo dimentica. A volte non ti accorgi nemmeno che qualcosa è cambiato, credi di essere sempre tu e che la tua vita sia sempre la tua vita, invece un giorno ti svegli, ti guardi intorno e non riconosci niente, assolutamente niente. –VFC Meredith, 6.11

Da quando sto con te per la prima volta nella mia vita so che cos’è giusto. –Mark, 6.11

Non puoi dimenticare il momento in cui diventi un medico. –VFC Meredith, 6.11

Non so io… io continuo a ripetermi che non c’è problema, ma se non c’è problema allora perché non riesco a dirlo? –Meredith, 6.11

Scatta un interruttore. All’improvviso non giochi più a metterti il camice, il camice è tuo. –VFC Meredith, 6.11

Nessuno, nessuno ha mai creduto in me così, lei crede in me più di quanto non ci creda io e a me serve! –Cristina, 6.11

Quello di cui potresti non accorgerti è che il momento in cui diventi un medico, ti cambia. –VFC Meredith, 6.11

La prima regola di un chirurgo è: limitare l’esposizione, tenere pulite le mani, fare incisioni piccole e coprire le ferite. La seconda regola di un chirurgo è: quando la prima regola non funziona più, prova qualcosa di diverso. Perché, a volte, non puoi limitare l’esposizione, a volte la lesione è così estesa che devi tagliare e tagliare di netto. –VFC Meredith, 6.12

Io mi appello al post-it perché ho rivelato un mio segreto su un mio amico a mio marito, non al neurochirurgo, a mio marito e questa è una cosa che io devo poter fare. –Meredith, 6.12

Non c’è da vergognarsi a chiedere. –Derek, 6.12

Mi sono detto: vai alla grande o vai a casa. –Richard, 6.12

È assurdo. La chirurgia è solo un mestiere, è solo un lavoro, quello da cui torni a casa, non quello che ti aspetta a casa. Se perdi il lavoro ne troverai un altro perché c’è sempre un altro lavoro ma, se perdi il tuo amore, se pensi che potresti perdere l’amore, all’improvviso niente ha più importanza. –Izzie, 6.12

L’amore va e viene, la chirurgia no. –Alex, 6.12

Io sono immenso, fuori misura, non entro nei sedili dell’aereo e come dice Jeff, le mie emozioni non sempre sono adeguate alle situazioni. Se al ristorante mi portano la carne troppo cotta, io mi infurio, vorrei uccidere il cameriere, ma non lo uccido. Gli chiedo educatamente di prendere il mio piatto e riportarmelo come avevo chiesto. Trascorro le giornate cercando di farmi più piccolo, più accettabile e mi va bene perché la sera, quando vado in scena, posso sperimentare il mondo nel modo in cui lo sento, con una furia indescrivibile e una tristezza insopportabile e una passione senza misura. La sera, in scena, io posso uccidere il cameriere e danzare sulla sua tomba e se non potrò più farlo, se mi resterà solo una vita in cui dovrò farmi più piccolo, allora io non voglio vivere. Non voglio. –Aaron, 6.12

– Secondo la mia esperienza nessuno va in battaglia perché vuole una medaglia al valore. Fai una cosa giusta e a volte guadagni una medaglia, altre volte resti ucciso. –Owen

– Come sai che è una cosa giusta? –Derek

– Perché è la cosa migliore più persone, è la cosa che salva la vita a più persone. –Owen, 6.12

Quello che è umiliante è amare un uomo che ti considera così poco. –Jeff, 6.12

Nella chirurgia il processo di guarigione inizia con un taglio, un’incisione, la lacerazione della carne. Dobbiamo danneggiare il tessuto sano per mettere a nudo la parte malata. Sembra crudele, sembra contrario al buonsenso, però funziona. Rischi l’esposizione per il bene della guarigione e quando è finita, una volta che l’incisione viene chiusa, aspetti. Aspetti e speri che il tuo paziente guarisca e speri di non aver peggiorato le cose. –VFC Meredith, 6.12

Chiediamo tanto ai nostri pazienti: li addormentiamo, li apriamo, frughiamo nei loro cervelli, nei loro organi con strumenti affilati, chiediamo loro di fidarsi ciecamente. L’ironia della sorte è che per un chirurgo fidarsi è difficile perché impariamo, fin dal primo giorno, a fidarci soltanto di noi stessi. L’unico istinto sul quale contare è il tuo. Le uniche capacità sulle quali contare sono le tue, finché un giorno esci dall’aula ed entri in sala operatoria. Sei circondato da altre persone, un’intera equipe di altre persone. Un’equipe con la quale devi collaborare, che tu ti fidi o no. –VFC Derek, 6.13

Ti prego non piangermi sul culo. Non piangere! –Cristina, 6.13

Non è vero che non fosse necessario. Non trovando niente abbiamo fatto un passo avanti per scoprire che cos’abbia Brad, il che è un passo avanti per scoprire che cos’ha. –Arizona, 6.13

Nove volte su dieci riesci ad evitare una denuncia con delle semplici scuse. Alle persone piace sentirsi ascoltate, piace sentirsi rispettate e piace sentirsi porgere delle scuse. –Bailey, 6.13

C’è differenza tra prendere le difese di piccoli esseri umani e rimproverare i genitori spaventati. Tu sei bravo con i bambini, me ne sono accorta, hai ottime manie un grande istinto, questo lo sapevamo e sei bravo più di chiunque altro a parlare per conto dei propri pazienti, ma finché non diventerai padre, finché non avrai passato una notte con un neonato che piange, o un giorno dietro un terremoto che gattona, o cresciuto un adolescente bugiardo, non potrai giudicare un genitore. Devi difendere i bambini non rimproverare i genitori spaventati, è chiaro questo? –Arizona, 6.13

Non posso guadagnarmi la vostra fiducia in un giorno, ma voglio che ognuno di voi sappia che ha la mia. –Derek, 6.13

Vorrei chiarire alcune cose: io non sono né pro né contro la fusione. Da questo momento in poi tutti potranno ricominciare da capo. Io non mi fermo sul passato. –VFC Derek, 6.13

Io sto cercando di amarti, perché non me lo permetti? –Owen, 6.13

Burke? Burke era…lui ha preso qualcosa da me, mi ha portato via dei pezzetti di me. Un pezzetto alla volta, pezzi così piccoli che non me ne sono neanche accorta. Voleva farmi essere qualcosa che non ero e mi sono trasformata in ciò che voleva. Un giorno ero io, Cristina Yang e all’improvviso, ho mentito per lui e messo a rischio la mia carriera e ho acconsentito a sposarlo e a portare un anello e ad essere sua moglie. Finché non mi sono trovata là, con l’abito bianco, senza sopracciglia e Cristina Yang non c’era più. E perfino allora lo avrei sposato. L’avrei fatto. Ho perso me stessa, per un periodo lunghissimo e ora, che finalmente sono di nuovo me stessa, non posso. Io ti amo, ti amo più di quanto non amassi Burke, ti amo e questo mi fa paura da morire perché… perché chiedendomi di ignorare la chiamata di Teddy, ti sei preso un pezzo di me e io te l’ho lasciato fare e non deve mai, mai più accadere. –Cristina, 6.13

Io guardo al futuro, a tutte le promesse che questo ospedale ha da offrire. Intendo onorare Richard Webber e il suo lavoro, non disfarlo. Perciò allo stesso tempo mi spaventa e mi onora essere il vostro nuovo capo di chirurgia. –VFC Derek, 6.13

Il bisturi è fatto di acciaio temperato, inossidabile e sterilizzato. Questo è un gran bel passo avanti rispetto al primo bisturi che era in pratica una stecca appuntita. La medicina si rinnova costantemente, ciò significa che anche i chirurghi devono sempre rinnovarsi. Sei sempre sotto pressione per adattarti ai cambiamenti, può essere un processo doloroso, ma se non ti adatti, ti ritroverai ad andare indietro invece che avanti. –VFC Meredith, 6.14

Sarò pure un papà ma sono un papà single quindi… –Mark, 6.14

E tu non sei una bionda. Ma chi vuoi prendere in giro? Le bionde o sono simpatiche o fatali e tu… tu sei una moretta. –Mark, 6.14

Il punto è che non puoi cambiare solo i capelli, vuoi essere indimenticabile, non vuoi essere un topolino. Non puoi cambiare solo i capelli, devi cambiare davvero. –Avery, 6.14

Il matrimonio ti riduce così, non hai più niente da dirti e diventi un altro? –Meredith, 6.14

Ed è vero, lui ordina per me perché sa cosa mi piace. Potrà sembrare che non abbiamo più niente da dirci, ma a volte è piacevole non dover parlare. Quindici anni fa io ho fatto una scelta e continuo a farla ogni giorno, il matrimonio è questo. –Signora Banks, 6.14

Se le perdite non ti ferissero, se non soffrissi, se non ti mortificassero, allora non saresti tagliata per questo tipo di lavoro. –Derek, 6.14

Dobbiamo rinnovarci quasi ogni minuto perché il mondo può cambiare in un istante e non c’è tempo per guardarsi indietro. –VFC Meredith, 6.14

Certe volte cambiare è bello, no? –Lexie, 6.14

A volte i cambiamenti ci vengono imposti, a volte capitano per caso e cerchiamo di ricavarne il massimo. Dobbiamo procedere per continui aggiustamenti, così cambiamo, ci adattiamo. Creiamo delle nuove versioni di noi stessi, dobbiamo soltanto essere certi che la nuova versione sia migliore della precedente. –VFC Meredith, 6.14

Ho visto tanti specializzandi in chirurgia andare e venire durante la mia carriera e sono tutti dipendenti dalla chirurgia, viene prima del cibo, del sonno, diventa la cosa più importante, l’unica cosa. Quello che non sanno è che vivere sempre in quello stato può mangiarti vivo. Alcuni ce la fanno, riemergono dall’altra parte e sopravvivono mantenendo il proprio equilibrio, diventano medici migliori e persone più forti. Io no, mi sono spezzato. Non ho ucciso nessuno e per questo ringrazio Dio ogni giorno, ma ho fatto del male e ho avuto momenti di grande paura. È il 45° giorno che sono sobrio oggi, mi chiamo Richard e sono un alcolista, riconoscente che sta guarendo. –VFC Richard e Discorso agli Alcolisti Anonimi, 6.15

Noi impariamo molto sul campo. Possiamo imparare, anzi, dovremmo imparare anche dalle esperienze altrui. I fallimenti degli altri vi aiuteranno a evitare i vostri, gli errori degli altri vi faranno evitare i vostri, i successi degli altri ispireranno i vostri. –Derek per il Discorso delle Presentazioni Scientifiche, 6.15

Si impara molto da tutti durante la specializzazione, dai pazienti, dalle infermiere, dai medici, ma non potete immaginare quanto si impari l’uno dall’altro. –Richard, 6.15

Guardatevi intorno, la persona che influirà di più sulla vostra vita è seduta accanto a voi, adesso. –Richard, 6.15

Sei cresciuta fra i privilegi e il privilegio ti ha resa arrogante e l’arroganza in un chirurgo inesperto può essere molto rischiosa. –Richard, 6.15

– Successo o fallimento da che cosa si impara di più? –Bailey

– Fallimento. –Avery, 6.15

– La chirurgia è un mare infestato da squali, gli squali hanno denti. Fai in modo di essere anche tu uno squalo e non un pesciolino. –Richard

– Signore allude alla mia altezza? –Bailey

– No, per niente. Iddio ti ha fatta piccola, nessuno ti ha fatta silenziosa. –Richard, 6.15

Anche se non l’hai mai fatto non vuol dire che tu non ci riesca. –Callie, 6.15

Ti cambia questa professione. I tuoi pazienti, i tuoi colleghi, ci si cambia a vicenda. Non pensi mai di perdere te stesso, ma ciò che succede in questo ospedale… Ricordatevi solo perché siete qui, lo avete detto il giorno in cui vi siete laureati alla facoltà di medicina pronunciando il Giuramento di Ippocrate. Ricordatevelo, attaccatelo nell’armadietto, sullo specchio del bagno perché è anche troppo facile perdere la strada. “Giuro solennemente di consacrare la mia vita al servizio dell’umanità. Darò ai miei insegnati il rispetto e la gratitudine che sono loro dovuti. Eserciterò la mia professione con coscienza e dignità. La salute dei miei pazienti sarà la mia prima preoccupazione. Rispetterò i segreti che mi verranno confidati, anche dopo la morte del mio paziente. Manterrò con ogni mezzo a mia disposizione l’onore e le nobili tradizioni della professione medica. I miei colleghi saranno i miei fratelli e le mie sorelle. Non permetterò che discriminazioni su età, malattia o disabilità, credo, etnia, sesso, razza, indirizzo politico, nazionalità, orientamento sessuale, classe sociale, né qualsiasi altro fattore, intervengano fra il mio dovere e i miei pazienti. Avrò sempre il massimo rispetto per la vita umana, non userò la scienza medica per violare i diritti umani e le libertà civili, neppure dietro minaccia. Faccio questa promessa solennemente, liberamente e sul mio onore”. –Richard, 6.15

I chirurghi sono molto attenti ai dettagli. A noi piacciono le statistiche, le liste di cose da fare e le procedure degli interventi. I nostri pazienti vivono perché a noi piace studiare i passaggi, ma per quanto vorremmo sempre fare affidamento sui numeri e su un protocollo, sappiamo anche che alcune delle più grandi scoperte scientifiche sono capitate grazie a un incidente. –VFC Meredith, 6.16

Il tuo cuore vive nella tua vagina. –Meredith, 6.16

Dalla muffa la penicillina, dalla corteccia di un albero velenoso una cura contro la malaria, da una compressina blu contro la pressione alta l’impotenza è stata bandita. È difficile accettare il fatto che non sempre è il duro lavoro o l’attenzione ai dettagli a darci le risposte che cerchiamo, ma a volte, dobbiamo solo sederci, rilassarci e aspettare l’incidente fortunato. –VFC Meredith, 6.16

– Tu sei stato a letto con la mia ragazza e quando ti vedo vorrei tirarti in testa un mattone. –Arizona

– Cocca, è successo anni fa. –Alex

– Può darsi, ma la gelosia è un mostro dagli occhi verdi e se chiedi ai miei pazienti ti diranno che non si ragiona con i mostri. Cocco, scappa prima che trovi un mattone. –Arizona, 6.16

– I premi non mi interessano. –Teddy

– Oh, la prego, solo chi non ha mai vinto un premio dice questo. –Cristina, 6.16

È per questo che abbiamo scelto questo mestiere, per quei momenti che ci mettono alla prova, ci terrorizzano e ci sfidano a raggiungere il potenziale che dovremmo raggiungere. –Harper Avery, 6.16

Non si va a letto con la donna di un altro, l’ho imparato a mie spese. –Mark, 6.16

Hai detto niente rappresentanti e sono un uomo, posso scoparmi chi voglio! –Mark, 6.16

Il nepotismo fa schifo. –Alex, 6.16

Ehi, spostato Big Foot! –Cristina a Percy, 6.16

– I premi ci spingono a migliorare! –Cristina

– Ci spingono a diventare dei mostri. –Teddy

– E a lasciare le cose così senza neanche provarci? È ancora peggio! –Cristina, 6.16

Devi fare una scelta. La partenza di Sloan e del suo bambino può essere la cosa peggiore o migliore che ti sia capitata. Puoi crescere e trovarti una donna da amare e avere un figlio, oppure puoi essere il medico stronzo che tormenta gli specializzandi e si scopa qualunque cosa entri in ospedale. Fai la tua scelta. –Callie, 6.16

Ecco perché odio i premi, non ci rendono migliori, solo più competitivi e stupidi e per che cosa? Per un vestito, per mangiare del pesce scadente e portarti a casa un brutto fermacarte che resterà sopra al caminetto per il resto della tua vita triste, vuota e malvissuta. –Teddy, 6.16

Non importa quanti programmi facciamo o quanti protocolli seguiamo, non sapremo mai come finirà la nostra giornata. Preferiremmo sapere certo quali scherzi ci riserva il destino. Alla fine, proprio gli incidenti sono la parte più interessante della giornata, della vita: le persone che non ci saremmo mai aspettate di vedere, gli avvenimenti che non avremmo mai scelto di vivere. E all’improvviso ti ritrovi in un posto in cui non ti saresti mai aspettato di essere ed è bello, oppure ti ci devi solo abituare. E comunque, prima o poi finirai per apprezzarlo e vai a dormire ogni sera col pensiero del giorno dopo: prepari i progetti, studi i vari passaggi, nella speranza che qualsiasi incidente capiti sul cammino, sia uno di quelli felici. –VFC Meredith, 6.16

I chirurghi non sono persone soddisfatte, noi non dormiamo sugli allori, non stiamo fermi, qualunque sia il gioco a noi piace vincere e, una volta vinto, cerchiamo un altro gioco. –VFC Meredith, 6.17

– Tu e Derek non fate altro che ripetermi “non scoparti le infermiere e le rappresentanti”, hai esperienza nel campo della psicologia, sai che succede se dici a uno di non pensare a un elefante?! –Mark

– Passi tutto il tempo a pensare a un… –Callie, 6.17

Ci impegniamo al massimo: specializzandi, strutturati, non importa quali obiettivi raggiungi, quando sei uno scalatore c’è sempre un’altra montagna. –VFC Meredith, 6.17

Sei adorabile quando non ci arrivi. –Cristina, 6.17

Mark è come un cioccolatino, lo mangi e poi te lo dimentichi. –Arizona, 6.17

I bambini si ammalano, non è colpa di nessuno. –Arizona, 6.17

Ti voglio dire una cosa sul tuo nuovo lavoro. Tu ora dirigi dei chirurghi, il tuo compito è aiutarli a fare quello che fanno come lo fanno loro, è chiaro? Non farglielo fare come lo faresti tu. Ci vuole visione d’insieme, Derek e tu non ce l’hai. –Richard, 6.17

Quando senti di amare un uomo più di quanto lui ami te puoi perdere un po’ la testa, anzi, puoi perdere del tutto la testa. –Teddy, 6.17

Io voglio costruirmi una vita e una famiglia e non voglio perdere tempo con una persona che non condivide lo stesso interesse. –Mark, 6.17

Si scattano fotografie agli scalatori quando arrivano in cima alla montagna, mentre sorridono estasiati, trionfanti. Non si scattano foto durante la scalata perché chi vuole ricordarsi il resto? Ci impegniamo al massimo perché dobbiamo, non perché ci piace. L’incessante scalata, il dolore e l’angoscia per arrivare al livello successivo, nessuno fotografa questo, nessuno vuole ricordarlo, vogliamo solo ricordare il panorama della vetta, quel momento in cima al mondo che ci toglie il fiato, è quello che ci spinge a salire e vale la pena soffrire. È questa la cosa più assurda, vale la pena a qualunque costo. –VFC Meredith, 6.17

Morire non è facile, il corpo è stato fatto per rimanere in vita: cranio spesso, cuore forte, sensi acuti. Quando il corpo comincia a cedere la medicina interviene. I chirurgi sono talmente arroganti da credere che tutti possano essere salvati. Come dicevo, morire non è facile. –VFC Owen, 6.18

Avete idea di quanto si riesca a conoscere una persona se si resta in posizione eretta? –Mark, 6.18

Non cambia niente, si litiga sempre per le stesse cose, perfino quando stai per morire discuti per le stesse cose. Vuoi sapere che cosa pensano, loro non vogliono dirtelo. –Kim, 6.18

Può darsi si debba essere in punto di morte per capire, ma questa cosa succede veramente, la morte smette di fare paura. Quello che comincia a far paura è la speranza, perché non è reale. Anche se trovassero una cura per il cancro domani, sarebbe troppo tardi per me e aggrapparsi alla speranza potrà far star meglio lui, ma fa sentire me sola. Io non voglio morire sola. –Kim, 6.18

Vivere è meglio che morire, finché non lo è più. Ma anche se lasciar morire una persona è la cosa giusta da fare, i chirurghi non sono fatti per questo. Noi siamo arroganti e competitivi, non ci piace perdere e la morte sembra una sconfitta, anche quando sappiamo che non lo è. Sappiamo che è il momento, sappiamo che è giusto. Sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo, ma è difficile liberarsi dalla sensazione che avremmo potuto fare di più. –VFC Owen, 6.18

Gli psicologi ritengono che ogni aspetto della nostra vita, tutti i nostri processi mentali e gli schemi di comportamento siano il diretto risultato del rapporto coi nostri genitori, che ogni rapporto umano che avremo sarà soltanto un’altra versione di quel primo rapporto e noi cerchiamo continuamente di riuscire a capirlo. –VFC Meredith, 6.19

– In cosa consiste esattamente un pound cake? –Mark

– È una torta gialla con tanto burro. –Callie

– Ma dai! È un codice per qualcosa di porno, vero? Tipo tu mangi il suo pound cake e lei mangia il tuo pound cake. –Mark

– No! –Callie

– Ah, ti prego! Dimmi che è porno, altrimenti è stata la conversazione più noiosa a cui abbia mai partecipato. –Mark

– Stiamo parlando di pound cake perché io vorrei un figlio e lei no e non affrontiamo l’argomento. –Callie

– Per quanto tempo continuerete a non toccare l’argomento? Un anno? Due anni? Cinque? –Mark

– Wow… così tu e Teddy avete mangiato il pound cake insieme! –Callie

– Hai cambiato argomento. –Mark

– Sì, infatti. Allora, com’è andata? –Callie

– Da impazzire. Io ho poundato lei e lei ha poundato me. Eccellente pound cake-amento. –Mark

– Pound cake-amento? Non esiste! –Callie

– Beh, comunque sia l’ho fatta impazzire. –Mark, 6.19

– Odio gli uomini, sono stupidi. –Cristina

– Derek mi ha chiesto di fare un figlio stamattina. –Meredith

– Davvero stupidi! –Cristina, 6.19

Non fai figli se rischi la vita ogni giorno, ti fa uscire di testa. –Teddy, 6.19

È un uomo non dirgli mai cosa deve fare, digli solo quello che senti. –Teddy, 6.19

Se aspetti il momento migliore per avere un figlio non avrai mai un figlio. –Bailey, 6.19

È il mestiere più importante del mondo, probabilmente servirebbe un diploma per farlo, ma la maggior parte di noi non supererebbe nemmeno l’esame scritto. Certe persone hanno un talento naturale, sono nate per farlo, altre hanno altri talenti. Ma la buona notizia è che comanda la natura, non devi fare tutto da solo. –VFC Meredith, 6.19

Non voglio che tu sia sola se dovesse succedermi qualcosa, non voglio che resti tu e basta. –Derek, 6.19

Puoi sprecare la vita a chiedertelo, ma l’unico modo per sapere che tipo di genitore sarai è smettere di parlarne e farlo. –VFC Meredith, 6.19

Siamo medici, siamo preparati per curare gli esseri umani e siamo più che sicuri di sapere cosa cercare: infezioni, tagli, mutazioni genetiche. –VFC Meredith, 6.20

Troppa natura fa diventare matta la gente. –Bailey, 6.20

Non analizzare tutto, fallo e basta. –Alex, 6.20

Non può cambiare idea? La gente cambia idea. –Callie, 6.20

Tu non hai il diritto di dirmi quello che devo fare! –Mark, 6.20

Mia madre è morta, mio padre non si alzerà mai più dal divano, non ho né fratelli né sorelle. Quello è mio nipote, è mio nipote! Non lo cederò a degli estranei quando potrei avere l’occasione di avere una famiglia! –Mark, 6.20

La lealtà avrà pure un peso. –Teddy, 6.20

Si mette una persona a fare un lavoro perché ha le capacità di farlo, non perché è tuo amico o tuo figlio. –Derek, 6.20

Non faccio io le regole, dico solo che è un fatto, agli uomini potenti piacciono le ragazze in adorazione. –Alex, 6.20

Tu stai lasciando il tuo potere ad un uomo perché lui ti fa fare sesso. –Bailey, 6.20

Non sono troppo impegnato per la mia famiglia. –Mark, 6.20

Tu non puoi fare lo stronzo con me tutto il giorno e poi pretendere che io ti rispetti, non puoi fare lo stronzo con me tutto il giorno e poi pretendere che faccia sesso con te. –Lexie, 6.20

Come medici abbiamo un arsenale di armi a portata di mano: antibiotici per stroncare le infezioni, sedativi per combattere il dolore, bisturi e divaricatori per rimuovere ampie masse tumorali, per sradicare la minaccia. –VFC Meredith, 6.20

La lealtà è una cosa importante, ti renderà un grande capo. –Richard, 6.20

Ma soltanto la minaccia fisica. Per tutte le altre sei da solo. –VFC Meredith, 6.20

La cute è l’organo più esteso del corpo, ci protegge, ci tiene insieme, ci dice letteralmente ciò che sentiamo. La pelle può essere morbida e delicata, altamente sensibile, facile da ferire. A noi chirurghi la pelle non interessa, noi la incidiamo e basta, entriamo e scopriamo i segreti che nasconde, ci vogliono delicatezza e sensibilità. –VFC Meredith, 6.21

Non sprecheremo tempo e risorse per qualcuno che non si prende cura della propria persona. –Derek, 6.21

È un lavoro, Derek, il lavoro può cambiare le tue priorità. –Richard, 6.21

Il contatto fisico è importante per guadagnarsi la fiducia di un paziente. –Callie, 6.21

Parlare con i pazienti come loro parlano con te li fa sentire compresi e al sicuro. –Callie, 6.21

So che cosa si prova quando la vita ti fa tanti scherzi che vuoi solo sederti sul divano e morire, ma deve affrontare quello che ha davanti, non può abbandonarla ora, merita di più. –Alex, 6.21

Forse non dovresti dirmi quello che non vuoi che sappia. –Meredith, 6.21

Non voglio pensare a quello che posso o non posso dire e a chi posso e non posso dirlo. –Derek, 6.21

Non importa quanto cerchiamo di essere impermeabili, sulla pelle ci sono milioni di terminazioni nervose, aperte ed esposte, fin troppo sensibili. Anche se cerchiamo di evitare il dolore, a volte purtroppo è inevitabile, a volte l’unica cosa che ci resta è sentire. –VFC Meredith, 6.21

È convinzione comune che pensare positivo contribuisca ad avere una vita più sana e più felice. Da bambini ci dicono di sorridere, essere allegri e fare la faccia contenta, da adulti ci dicono di considerare il lato positivo, di essere ottimisti e vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma a volte la realtà diventa un ostacolo alla nostra capacità di interpretare una parte allegra. La salute può non assisterti, il fidanzato tradirti, gli amici deluderti. È in quei momenti che vuoi solo la realtà, smetterla di recitare ed essere te stesso: vero, spaventato e infelice. –VFC Meredith, 6.22

Potrebbe essere una cosa divertente se decidiamo che lo sia. –Mark, 6.22

La perfezione è noiosa. –Mark, 6.22

Un paziente felice è un paziente sano, Yang. –Richard, 6.22

Una donna sola non basta mai per certi uomini? –Bailey, 6.22

A me sembra che abbiamo tutti bisogno di un pizzico di magia oggi. –Mark, 6.22

Smettila di farmi felice. –Meredith, 6.22

Tu la ami ancora e andare a letto con chiunque non cambia le cose. –Callie, 6.22

Senti, non vorrai far passare cinquant’anni per renderti conto di aver perso l’amore della tua vita, perciò corri, provaci! –Callie, 6.22

Questa è la verità, non so cosa provo per lei ma so cosa provo per te! –Owen, 6.22

Chiedete alla gente cosa vuole dalla vita, la risposta è semplice: essere felice. Forse è quest’aspettativa però, il desiderio di essere felici che ci impedisce di esserlo. –VFC Meredith, 6.22

– Karev è… Mark io ho un fidanzato. –Lexie

– Lo so, ti sto dicendo che potresti avere un marito. –Mark, 6.22

Forse più cerchiamo e vogliamo uno stato di beatitudine, più questo desiderio ci confonde al punto da non riuscire a riconoscerci più. Invece continuiamo a sorridere e basta, sforzandoci in tutti i modi di apparire felici come vorremmo essere, finché alla fine la verità ci colpisce. La felicità è sempre stata lì, non nei nostri sogni o nelle speranze, ma in ciò che conosciamo, che è  confortevole, familiare. –VFC Meredith, 6.22

Per la maggior parte della gente l’ospedale è un posto che fa paura, un posto ostile, un posto dove accadono cose brutte. La maggior parte della gente preferisce la chiesa o la scuola o la propria casa. Ma io sono cresciuta qui. Mentre mia madre faceva il giro delle visite imparavo a leggere nella galleria di chirurgia, giocavo nell’obitorio, disegnavo sulle vecchie cartelle del pronto soccorso. L’ospedale era la mia chiesa, la mia scuola, la mia casa. L’ospedale era il mio posto sicuro, il mio santuario. Io amo stare qui. Mi correggo, amavo stare qui. –VFC Meredith, 6.23

Il tempo c’era, forse era l’ultima volta che ha visto l’uomo che ama, il tempo c’era. –Owen, 6.23

Non può giocare a fare Dio! –Signor Clark, 6.23

Non sono diventato medico perché volevo essere Dio. Sono diventato medico per salvare delle vite. Mi guardi, la prego, mi guardi negli occhi. Sono un essere umano, commetto molti errori, non sono infallibile, nessuno lo è e oggi anche lei sta commettendo un errore. –Derek, 6.23

Imparavo a leggere nella galleria di chirurgia, giocavo nell’obitorio, disegnavo sulle vecchie cartelle del pronto soccorso. L’ospedale era la mia chiesa, la mia scuola, la mia casa, era il mio posto sicuro, il mio santuario. Io amo stare qui, mi correggo, amavo stare qui. –VFC Meredith, 6.23

La vita dell’uomo è fatta di scelte: si o no, dentro o fuori, su o giù. Poi ci sono le scelte che contano: amare o odiare, essere un eroe o essere un codardo, combattere o arrendersi, vivere o morire. Vivere o morire, questa è la scelta importante. E non sempre dipende da noi. –VFC Derek, 6.24

Io non posso vivere senza di te! Se muori muoio anch’io! –Meredith, 6.24

È giusto scegliere. –Teddy, 6.24

Si o no. Dentro o fuori. Su o giù. –VFC Derek, 6.24

La gente muore. È morta tanta gente. Non voglio avere figli se significa non poter stare con te. –Callie, 6.24

Vivere o morire. Eroe o codardo. Combattere o arrendersi. Lo dirò di nuovo per essere sicuro che tu mi senta: la vita umana è fatta di scelte. Vivere o morire, questa è la scelta importante. E non sempre dipende da noi. –VFC Derek, 6.24

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