Aforismi

Grey’s Anatomy Stagione 5 (2008-2009)

Tutti ricordiamo le favole della buonanotte della nostra infanzia: Cenerentola che calza la scarpetta, il Ranocchio che si trasforma in principe, la Bella Addormentata che si risveglia con un bacio. C’era una volta e vissero per sempre felici e contenti. Favole, la sostanza dei sogni. Il problema è che le favole non diventano realtà, sono le altre storie, quelle che iniziano con “era una notte buia e tempestosa” e finiscono in modo terribile, sono gli incubi che sembrano sempre diventare realtà. Il primo che ha scritto: “e vissero per sempre felici e contenti” dovrebbe essere preso a calci nel sedere. –VFC Meredith, 5.01

È come un topo morto sul pavimento della cucina: prima o poi dovrai prenderlo e buttarlo nella spazzatura. –Mark, 5.02

Non possiamo salvare tutti. –Derek, 5.02

Qualunque cosa accada, qualunque decisione tu prenda, io ti amerò per il resto della mia vita. –Michael nella Lettera, 5.02

Sul campo fai quello che puoi, usi quello che hai, si tratta di questo, non di essere il migliore, ma di salvare vite. Se commetto un errore dei ragazzi muoiono per colpa mia, ragazzi che combattono nel deserto per il loro paese. Non so tutto, nessuno lo sa, quindi commetto degli errori e imparo e la volta dopo non commetto più lo stesso errore e la volta dopo, il prossimo avrò una possibilità in più. Gli errori servono a questo. –Owen, 5.02

C’era una volta e vissero felici e contenti. Le storie che raccontiamo sono fatte della stessa sostanza dei sogni. Le favole non si avverano. La realtà è molto più burrascosa, più oscura, più spaventosa. La realtà è molto più interessante del “vissero per sempre felici e contenti”. –VFC Meredith, 5.02

Come chirurghi siamo addestrati a riparare ciò che si rompe. Il punto di rottura è il nostro punto di partenza sul lavoro. Ma nella nostra vita il punto di rottura è un segno di debolezza e faremmo di tutto per evitarlo. –VFC Meredith, 5.03

Questa è la nostra vita e non vedo l’ora di costruire la nostra vita insieme. –Derek, 5.03

Insegnate con entusiasmo, imparate con entusiasmo. Siamo chirurghi, tagliamo via il male, cominciamo da noi signori. –Webber, 5.03

Questa è la bellezza della chirurgia generale: vedi il male circondato dal bene, estirpi la parte maligna e il mondo torna ad essere bello. Sei solo tu con il tuo bisturi, uno contro uno, spada contro spada. –Bailey, 5.03

È scientifico, è il calcolo della probabilità, la fortuna gira. –Alex, 5.03

– Che senso ha? Il mondo è un posto orribile. I giovani muoiono di cancro. Non ha alcun senso cercare di essere felici in un mondo che è un posto orribile. –Meredith

– Si, capitano delle cose terribili. La felicità davanti a tutto questo? Non è questo che conta. Percepire che è orribile e sapere che non morirai per quello che provi, è questo il senso. –Wyatt, 5.03

Le ossa si rompono, gli organi cedono, la pelle si lacera. Possiamo ricucire la pelle e riparare il danno, alleviare il dolore. Ma quando la vita va in pezzi, quando noi andiamo in pezzi non c’è una scienza, non ci sono regole scritte, possiamo solo camminare a tentoni e per un chirurgo non c’è niente di peggio e niente di meglio. –VFC Meredith, 5.03

6500 anni prima di Cristo un uomo guardò un amico malato e disse: “ho un’idea, che ne dici di lasciarti bucare il cranio? Ti farà stare meglio”, e così nacque la chirurgia. Ci vuole una bella dose di follia per farsi venire l’idea di trapanare il cranio a qualcuno, ma i chirurghi sono sempre molto sicuri di se. Di solito sappiamo ciò che facciamo e quando non lo sappiamo, ci comportiamo come se lo sapessimo. Ci addentriamo audacemente in territori inesplorati e cominciamo a impartire ordini. È rassicurante e terrificante. –VFC Meredith, 5.04

Se vuoi sapere qualcosa chiedi a me. Sarò in poliambulatorio a incerottare stupidi piagnoni che non hanno le palle di farsi male sul serio. –Cristina, 5.04

Chirurgia è come il far west: la concessione mineraria non te la da la banca, ce l’hai perché recinti la miniera e spari nel culo a tutti quelli che si avvicinano. Karev è un cowboy, tu no. –Mark, 5.04

Se i tuoi colleghi sanno più di te, spremili come meglio puoi. –Erica, 5.04

Ci piace pensare di non conoscere la paura, di essere ansiosi di esplorare terre ignote e di fare nuove esperienze, ma la verità è che siamo sempre terrorizzati. Forse il terrore un po’ ci attrae: c’è chi vede i film dell’orrore, noi tagliamo e apriamo le cose. Nuotiamo in acque torbide e alla fine della giornata non è di questo che vuoi sentir parlare, se hai da bere, un amico e un po’ di tempo? Se tutto va bene la storia è noiosa. Una piccola calamità, di questo vale la pena parlare. –VFC Meredith, 5.04

Io sono una roccia. Io sono un’isola. Questo è il Mantra di quasi tutti i chirurghi che io abbia conosciuto. Ci piace pensare di essere indipendenti, dei lupi solitari, individualisti e che per fare il nostro lavoro ci basti una sala operatoria, un bisturi e un corpo disponibile. Ma la verità è che neanche i migliori di noi possono farcela da soli, la chirurgia, come la vita, è uno sport di squadra. E a un certo punto ci si deve alzare dalla panchina e decidere per quale squadra si gioca. –VFC Meredith, 5.05

Sa una delle gioie del vivere insieme è fare colazione insieme. –Derek, 5.05

Quando ti fotti un tuo superiore lui fotte te. Hanno il potere. –Cristina, 5.05

Se fossi al tuo posto comincerei con un “grazie”. Saresti sorpreso di vedere l’effetto che fa, soprattutto con noi sciocche donne emotive. –Bailey, 5.05

Scegliere una squadra nella vita non è come quando la si sceglieva nell’ora di ginnastica. Essere scelti per primi ci può spaventare ed essere scelti per ultimi non è la cosa peggiore al mondo. E così restiamo a bordo campo, aggrappati al nostro isolamento perché sappiamo che non appena ci alziamo dalla panchina, arriva qualcuno che cambia completamente il gioco. –VFC Meredith, 5.05

Per un chirurgo i pazienti sono un campo di battaglia, sono il nostro terreno sul quale si avanza, si retrocede, si prova a rimuovere tutte le mine. E proprio quando pensi di aver vinto la battaglia, di aver reso il mondo un posto più sicuro, ecco che incontri un’altra mina. –VFC Meredith, 5.06

Sei un promemoria vivente dei fallimenti della mia vita e non è colpa tua. E se dirti “mi dispiace” avesse un minimo significato per te, lo direi, te lo direi mille volte al giorno. –Webber, 5.06

Alcune guerre non finiscono mai, alcune finiscono in una tregua scomoda, alcune guerre finiscono con una vittoria totale e assoluta, alcune guerre finiscono con un’offerta di pace e alcune guerre finiscono con la speranza. Ma tutte queste guerre non sono niente paragonate alla guerra più spaventosa di tutte: quella che devi ancora combattere. –VFC Meredith, 5.06

Se sei una persona normale, una delle poche cose su cui puoi contare nella vita è la morte. Ma se sei un chirurgo, anche quel conforto ti viene negato. Noi chirurghi inganniamo la morte, la prolunghiamo, la neghiamo. Ci fermiamo e, con sfida, mostriamo il dito medio alla morte. –VFC Meredith, 5.07

Nasciamo, viviamo, moriamo, a volte non necessariamente in quest’ordine. Mettiamo a tacere le cose solo per vederle riapparire di nuovo. Quindi se la morte non è la fine, su che cosa si può contare? Perché di certo non si può contare su niente nella vita. La vita è la cosa più fragile, instabile e imprevedibile che ci sia. In realtà c’è solo una cosa di cui possiamo essere assolutamente certi riguardo alla vita: non è finita finché non è finita. –VFC Meredith, 5.07

Risolviamo le questioni solo per vederle sollevarsi di nuovo. –VFC Meredith, Dissezionando Grey’s Anatomy, Scene Mai Trasmesse, 5.07

È intenso quello che succede in sala operatoria, quando ci sono in ballo delle vite e si gioca con un cervello come se fosse plastilina. Si crea un legame con i chirurghi accanto a te, un legame indissolubile, indescrivibile, c’è qualcosa di intimo nell’essere legati così. Che ti piaccia o no, che i chirurghi ti piacciano o no, si diventa come una famiglia. –VFC Meredith, 5.08

Lei ha una storia, abbiamo tutti una storia. –Owen, 5.08

Bisogna essere intelligenti per sopravvivere da soli così. –Owen, 5.08

I legami che ci vincolano, a volte sono impossibili da spiegare, ci uniscono anche quando sembra che i legami si debbano spezzare. Certi legami sfidano le distanze e il tempo e la logica, perché ci sono legami che sono semplicemente destinati ad essere. –VFC Meredith, 5.08

Quando si è piccoli la notte fa paura perché ci sono mostri nascosti sotto il letto. Da grandi i mostri sono diversi: insicurezza, solitudine, rimpianti e anche se si è più grandi e più saggi, ci si ritrova ad avere ancora paura del buio. –VFC Meredith, 5.09

I vostri pensieri sono così forti che mi stanco solo a guardarvi. –Bailey, 5.09

Sono stanco che le persone non parlino tra loro. –Alex, 5.09

– 2 che stai facendo? –Cristina

– Cartelle, compilo le cartelle. –Steve

– Beh, dove sono 3 e 4.2? –Cristina, 5.09

Dev’essere terribile andare a dormire la sera senza sapere come ti sveglierai. –Mark, 5.09

Potrebbe anche mentire e dirle quello che vuole sentire, ma non mente. Le sta dicendo quello che è vero per lei, la smetta di lasciarla sola. –Alex, 5.09

Il mondo è un luogo spaventoso e ci sono migliaia di cose che ogni giorno possono ucciderti e io non capisco come tu riesca a non vederle. –Lauren, 5.09

Come fargli una colpa se non se né accorto? –George, 5.09

Se provi qualcosa per qualcuno, se ci si vuole davvero bene, si parla, giusto? –George, 5.09

A volte non si trovano le parole. –Owen, 5.09

È difficile dormire quando non ti senti tranquillo in casa tua, vero? –Mark, 5.09

Non siate troppo severe con voi stesse. –Webber, 5.09

A volte proteggere i colleghi è segno di solidarietà, a volte è solo arroganza. È bello che capiate la differenza. –Webber, 5.09

Crescete voi i vostri bambini. –Bailey, 5.09

Dormire è la cosa più semplice del mondo, basta chiudere gli occhi. Ma per molti di noi il sonno sembra una meta irraggiungibile. Lo desideriamo, ma non riusciamo a prendere sonno. Ma una volta affrontati i nostri demoni, affrontate le nostre paure, ci giriamo l’uno verso l’altro per chiedere aiuto. –VFC Meredith, 5.09

Senti, se non vuoi stare con me, se è troppo per te in questo momento, d’accordo, ma dovrai litigare con me perché io non andrò da nessuna parte. Posso gestire i problemi, quindi dipende da te. –Alex, 5.09

La notte non ci spaventa tanto perché capiamo che non siamo soli nel buio. –VFC Meredith, 5.09

Mia madre lo definì il momento più bello e più terrificante della sua vita: stare in piedi davanti al tavolo operatorio sapendo che la vita di un paziente dipende da te e da te soltanto. È quello che sogniamo tutti, perché la prima persona che ottiene l’intervento da primo in sala operatoria è quasi una leggenda. –VFC Meredith, 5.10

Per scegliere a chi affidare l’intervento da primo non ci si basa solo su chi ha più capacità chirurgiche o chi ha più ore in una sala operatoria, è la forma più alta di fiducia: la fiducia di mettere la vita di un paziente nelle mani di uno dei nostri chirurghi. –Webber, 5.10

Chiunque può essere intelligente o avere talento, ma l’importante è crescere. –George, 5.10

A leggerle sempre le parole perdono il loro significato. –Signor Patterson, 5.10

È così che si impara, sul campo. –Izzie, 5.10

Lasciate fuori i sentimenti, lasciateli fuori dalla scienza, lasciateli fuori dal processo decisionale perché delle persone muoiono mentre noi parliamo. –Dottoressa Dixon, 5.10

Credo che tu mi renda migliore, tu mi fai venire voglia di migliorare, voglia di essere bravo e credo di poterci riuscire, con te credo di poterlo fare. Quindi non andrò da nessuna parte e tu smettila di nasconderti e se vuoi avere paura va bene, ma abbi paura insieme a me, abbi paura mentre ti lavi per il mio intervento da primo, ok? –Alex, 5.10

Non ti dicono che quando diventerai un medico sarà così, non ti dicono che ne perderai più di quanti ne salverai. Aveva 16 anni. Sono stanco della morte. –Derek, 5.10

Tutti noi abbiamo qualcosa che non va, George. –Meredith, 5.10

– Andiamo sono proprio male? –Lexie

– No, sono io il male. –Mark, 5.10

Veniamo al mondo da soli e lo lasciamo da soli e tutto quello che succede nel mezzo è un dovere verso noi stessi cercare un po’ di compagnia. Abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno di sostegno, altrimenti siamo destinati a restare soli, degli estranei, isolati gli uni dagli altri e dimentichiamo quanto siamo tutti uniti. Perciò preferiamo scegliere l’amore, scegliamo la vita e per un momento ci sentiamo un po’ meno soli. –VFC Meredith, 5.10

Tutti esprimiamo almeno un desiderio l’anno, prima di spegnere le candeline del compleanno. Qualcuno ne aggiunge altri: con un ciglio, in una fontana, per le stelle cadenti e ogni tanto, uno di questi desideri si avvera. E quindi, è bello come avevamo sperato? Ci crogioliamo del dorato splendore della nostra felicità, oppure ci accorgiamo di avere una lunga lista di altri desideri che attendono di venire esauditi? –VFC Meredith, 5.11

– Non vuoi vedermi felice? –Izzie

– Izzie non c’è niente in questo universo che vorrei di più. –Danny, 5.11

Ho perso il controllo, mi ha violentato con la sua nudità. –Mark, 5.11

C’è gente buona che fa cose brutte, le persone sbagliano. Lui è una persona, non sappiamo che crimine ha commesso. –Meredith, 5.11

I colleghi non sono amici, sono rivali. –Cristina

Tutti i delitti sono delitti passionali, c’è sempre una ragione, non si uccide solo perché si è dimenticato che è illegale. –Meredith, 5.11

Cerchi di risolvere i tuoi problemi. Insomma la gente muore e chi rimane, sai, è normale che sia sconvolto. –Alex, 5.11

Per alcuni la chirurgia viene naturale e altri devono fare pratica. –Meredith, 5.11

Non potrei fare niente che ti rendesse infelice, lo sai. –Danny, 5.11

La vita è una sola, non si può sprecare. –Mark, 5.11

Non desideriamo cose facili, desideriamo cose grandi, cose ambiziose, fuori portata. Esprimiamo desideri perché abbiamo bisogno di aiuto e abbiamo paura e sappiamo di chiedere troppo. Però continuiamo a esprimere desideri perché, qualche volta, si avverano. –VFC Meredith, 5.11

Mia madre diceva questo sulla specializzazione: “ci vuole un anno per imparare ad operare, ci vuole una vita per imparare a non farlo”. Quando hai davanti tutti i ferri su un vassoio chirurgico, prendere la decisione più sensata è la cosa più difficile da fare, ma se non la prendi, sei come un bambino che corre con un bisturi in mano. –VFC Meredith, 5.12

Piccole dosi di Meredith le sopportano tutti. –Izzie, 5.12

Non faccio progetti, ok? Se c’è un futuro, bene, se non c’è, è uguale, me ne farò una ragione, come sempre. –Alex, 5.12

Il primo appuntamento è uno solo, dovrebbe essere divertente, sexy. –Izzie, 5.12

Dolore e agonia per una dose minima di piacere. Lo capisco. –Mark, 5.12

Essere umiliati rende più bassi e quindi, si, ho paura di soffrire perché un’altra delusione personale mi taglierebbe le gambe ad altezza ginocchio. –Callie, 5.12

Crede che non sappia che hanno appena staccato la spina ad un bambino? Crede che non lo capisca? Crede che non sappia che adesso lo chiuderanno dentro una piccola bara bianca? Conosco bene le bare bianche, le vedo sempre, anche quando dormo. Perciò se non le spiace, io continuerò a parlare di arcobaleni, di amore e di stupidaggini e farò dei progetti per il domani, perché è così che si fa, Karev. Si fanno progetti, si devono fare, si voltano le spalle alle bare bianche e si guarda avanti, a un nuovo bambino. –Robbins, 5.12

È il corpo, a volte i pezzi si rompono e basta. –Bailey, 5.12

Nessuno sa quanto tu sia basso, tranne te. Non importa a nessuno. –Chuck, 5.12

Tutto quello che ti serve è il coraggio per uscirne: hai lottato, hai amato, hai perso. Cammina a testa alta, Torres. –Mark, 5.12

Siamo umani, commettiamo degli errori, degli errori di giudizio, diciamo “ho sbagliato”, ma quando un chirurgo fa una valutazione sbagliata non è così semplice. Le persone stanno male, sanguinano perciò lottiamo per ogni punto, ci tormentiamo per ogni sutura. Perché le decisioni improvvise, quelle che ci vengono all’improvviso, con facilità, senza esitazioni, sono quelle che ci perseguitano per sempre. –VFC Meredith, 5.12

Non ci viene concesso un numero infinito di momenti. A volte li devi cogliere e basta. –Izzie, Dissezionando Grey’s Anatomy, Scene Mai Trasmesse, 5.12

Io credo nel Paradiso, credo anche nell’Inferno. Non ho mai visto nessuno dei due ma credo che esistano, devono esistere, perché senza il Paradiso e senza l’Inferno, non ci resta altro che il Limbo. –VFC Danny, 5.13

Non mi serve un libro, so quello che devo fare: ciò che è meglio per il mio paziente. –Bailey, 5.13

Detesto perdere una cosa che mi piace… figuriamoci due! –Callie, 5.13

È vivo dottoressa Grey, abbiamo salvato una vita. Non è mai uno spreco. –Derek, 5.13

Non sapevo cosa fosse il Paradiso, credo che tu sia stata il mio Paradiso. –Danny, 5.13

Tu sei il mio Paradiso, ma è possibile che io sia il tuo Inferno. –Danny, 5.13

Nella scelta tra Paradiso e Inferno, io scelgo il Paradiso, io scelgo la vita! –Izzie, 5.13

Aveva paura William, la morte fa paura. Avrei paura anch’io. –Meredith, 5.13

Paradiso, Inferno, Limbo. Nessuno sa dove andremo. Qualcosa ci aspetta quando ci arriveremo, ma una cosa possiamo dirla con sicurezza, con assoluta sicurezza: ci sono dei momenti che ci portano in un altro luogo, momenti di Paradiso in terra e forse, per ora, è tutto quello che dobbiamo sapere. –VFC Danny, 5.13

Tutti gli studenti al primo anno di medicina sanno che un battito cardiaco accelerato è il segno di un problema. Il battito accelerato può indicare qualsiasi cosa, da un attacco di panico, a qualcosa di molto molto più serio. Un cuore che fibrilla o che salta un battito, potrebbe essere indice di un’afflizione segreta. –VFC Meredith, 5.14

Le persone sole non amano sentir parlare di chi sta insieme, anche se sono sole per scelta. È un po’ come portare la birra a una riunione degli alcolisti anonimi. Tienilo per te. –Callie, 5.14

Il che è il problema più grande di tutti. –VFC Meredith, 5.14

È pericoloso. Chi gira armato, prima o poi spara. –Mark, 5.14

Non puoi non essere quello che sei. Se sei la migliore sei la migliore. –Bailey, 5.14

Non passare tutto il tempo a chiederti cosa sei, o chi ti piace, cosa è giusto o cosa è sbagliato, cerca solo di essere felice, ok? Prima di ritrovarti da solo e… senza sesso. –Callie, 5.14

– Devo… ah! Posso fare qualcosa? –Cristina

– Vieni qui e abbraccia la dottoressa Dixon. –Bailey

– Pensavo più a una dose di Thorazina. –Cristina, 5.14

– Le mucche vengono strette in un condotto prima di essere macellate. Il condotto produce un’intensa pressione che provoca il calo del battito, il calo metabolico e del tono muscolare. –Dottoressa Dixon

– Le calma, quindi. –Bailey, 5.14

Sembra che non abbiamo alcun controllo sul nostro cuore. Le condizioni possono mutare senza preavviso: l’amore fa battere il cuore, proprio come il panico. –VFC Meredith, 5.14

I cliché diventano cliché per una ragione: perché funzionano. Non è bello quando provi un sentimento forte per una persona e non è soltanto per il sesso, ma perché… perché è vero? –Mark, 5.14

E il panico può farti gelare il cuore. Non mi sorprende che i medici si impegnino tanto per mantenere il cuore stabile, per farlo pulsare lentamente, in modo sincrono, regolare, per impedirgli di battere all’impazzata nel timore di qualcosa di terribile o nell’anticipazione di qualcosa di completamente diverso. –VFC Meredith, 5.14

Le storie dei pazienti cominciano tutte nello stesso modo: con i pazienti che stanno bene, cominciano nel prima e loro si aggrappano a quel momento, al ricordo dello star bene, al prima, come se parlarne potesse farli tornare nel prima. Ma ciò di cui i pazienti non si rendono conto è il fatto che parlano del prima con noi, con i loro medici e il che significa che non c’è ritorno. Quando vedono noi sono già nel dopo. Ma mentre la storia di ogni paziente inizia nello stesso modo, la fine della storia dipende da noi, dalla nostra abilità nel fare la diagnosi e dare la terapia. Sappiamo che la storia dipende da noi e vorremmo tutti fare i miracoli. –VFC Meredith, 5.15

Le persone si schierano dopo un divorzio, Derek. –Addison, 5.15

Meglio passare per una che molla che per un’imbrogliona. –Sadie, 5.15

Le persone divorziano, conoscono altre persone, si risposano. –Addison, 5.15

Capita una cosa quando le persone scoprono che sei un medico: smettono di vederti come una persona e cominciano a considerarti più di quello che sei. Loro ci devono vedere così, come degli dei, altrimenti siamo come tutti gli altri: insicuri, imperfetti, normali. Così facciamo i forti, facciamo gli stoici, nascondiamo il fatto di essere fin troppo umani. –VFC Meredith, 5.16

Possiamo fare un altro bambino ma non un’altra Jen. –Alex (marito di Jen), 5.16

Noi diamo ai pazienti tutte le informazioni, è il nostro compito. –Addison, 5.16

Io lavori in pediatria, passo tutta la giornata in mezzo ai poppanti perciò cerco di evitarli nella vita privata. –Robbins, 5.16

Non puoi giudicare una persona basandoti su un unico caso. –Owen, 5.16

Fammi un favore, sparami se comincio a sbagliare coi pazienti, ma penso di essere ancora in grado di operare. –Cristina, 5.16

Un bravo maestro non è mai indulgente con i suoi allievi. Anche se mi chiedo come facciano gli studenti di oggi a imparare qualcosa, visto come insegniamo oggi. Chi insegna sembra preoccuparsi più di motivare gli studenti, incoraggiandoli e gratificandoli, piuttosto che instillare in loro la paura e la vergogna che più di tutto ci aiutano a ricordare le cose. –Dottoressa Campbell, 5.16

Così vanno le cose, sai i pazienti che perdiamo, gli errori che facciamo, si impara così, è l’unico modo per riuscirci. Trova un modo migliore e tu, Izzie Stevens sarai il medico più bravo fra tutti noi. –Bailey, 5.16

I pazienti ci considerano degli dei, oppure ci vedono come dei mostri, ma la verità è che, che siamo solo persone: sbagliamo, perdiamo la testa, anche i migliori fra noi hanno delle giornatacce. Comunque andiamo avanti. Non dormiamo sugli allori, non ci vantiamo delle vite salvate in passato, perché c’è sempre un altro paziente che ha bisogno del nostro aiuto. Per questo ci forziamo, per continuare a provare, per continuare a imparare nella speranza di poter, un girono, avvicinarci almeno un po’ a quegli dei di cui i nostri pazienti hanno bisogno. –VFC Meredith, 5.16

Tutti i chirurghi che conosco hanno un’ombra, una nube nera di paure e dubbi che segue in sala operatoria persino i migliori tra noi. –VFC Meredith, 5.17

Fa il punto della situazione. Gli è capitata una cosa grossa, di quelle che ti cambiano la vita e lui fa il punto della situazione, pensa alla prossima mossa. Non dovremo ne giudicarlo ne mettergli fretta. –Izzie, 5.17

Fingiamo di credere che quell’ombra non ci sia, sperando che a forza di salvare vite, di padroneggiare tecniche sempre più sofisticate, di correre più veloci e più lontano, l’ombra si stanchi e rinunci alla caccia. Ma si sa, non puoi sfuggire alla tua ombra. –VFC Meredith, 5.17

Siamo chirurghi, siamo umani, perdiamo pazienti. –Mark, 5.17

– Non è una cosa emotiva, è scienza, se hai un problema non ignorarlo. –Cristina

– Capita, se ti scappa la pipì e lo ignori ti passa. –Meredith, 5.17

Lascia che decida io quando avere paura. –Mike, 5.17

Quando le persone vedono che stai male non vedono altro. –Beth Dearborn, 5.17

Se si ama una persona non la si lascia in pace. –Trish, 5.17

– Che cosa le diresti alla Paziente X, tu come le daresti la notizia? –Izzie

– Le direi che mi dispiace molto e che ci sono dei gruppi di aiuto che… Io non lo so. Che si dice a una persona che sta per… –Lexie

– Le dici che può scegliere: può fuggire e rifiutare la realtà o affrontarla. Le dici di stare vicino alle persone che la amano perché sarà la battaglia più dura della sua vita e nessuno dovrebbe affrontarla da solo e dopo le dai le percentuali. E anche se il 5% di sopravvivenza è basso, molto basso, le dici… eh, le dici… –Izzie

– Al diavolo le percentuali. C’è chi muore per il singhiozzo, mia madre è morta per il singhiozzo e la percentuale di sopravvivenza per il singhiozzo qual è? Il 100%? Le probabilità erano così alte che dovrebbe essere ancora viva, le probabilità sono, le probabilità non contano un cazzo. Quindi le persone devono affrontarlo e devono lottare. –Lexie, 5.17

Se ti inquadrano come una debole hai chiuso e tu, Izzie, potresti essere un grande chirurgo. Potremmo essere grandi insieme. Devi, devi solo smetterla di fare cazzate perché non voglio essere il futuro di questo ospedale se tu non sei con me. –Alex, 5.17

Sappi che ci vuole molto più che un brutto sogno per spaventarmi. –Cristina, 5.17

A volte le persone vogliono essere lasciate in pace. –Meredith, 5.17

Credi di avermi spezzato piccola Grey? Tu hai rimesso insieme i pezzi. –Mark, 5.17

Ogni chirurgo ha un’ombra e l’unico modo per liberarsi di un’ombra è spegnere la luce, smettere di sfuggire l’oscurità e affrontare ciò di cui si ha paura a testa alta. –VFC Meredith, 5.17

I chirurghi non sono famosi per la cordialità e il calore. Sono arroganti, impazienti, cattivi molto spesso. Si potrebbe credere che non hanno amici perché chi li sopporterebbe? –VFC Meredith, 5.18

Starei bene se sapessi che Derek sta bene. –Meredith, 5.18

Ma i chirurghi sono come un brutto raffreddore: fastidioso e persistente. Chirurghi: cattivi, aggressivi, inarrestabili, proprio il genere di persone che vuoi avere accanto quando sei messo male. –VFC Meredith, 5.18

L’identità di una persona non è fatta solo di ossa e pelle, c’è l’espressione, la personalità, gli occhi. –Owen, 5.18

Ti prego non dire brutto al mio caro amico. Tu sei un sopravvissuto e ce l’hai scritto su tutta la faccia. –Amica Nera di David Young, 5.18

Non possiamo fare niente per fermare la morte, a volte riusciamo a tenerla sotto controllo, ma tutti muoiono e non è colpa nostra. –Richard, 5.18

Si può tornare indietro da qualsiasi cosa. –Richard, 5.18

A volte sbagliamo ma non è sempre così. –Cristina, 5.18

La pratica della medicina non si presta molto ad avere degli amici, forse perché la vita e la morte sono sempre sotto i nostri occhi, forse perché guardando la morte in faccia ogni giorno siamo costretti a pensare che la vita, ogni minuto di vita è tempo regalato e ogni persona alla quale ci permettiamo di voler bene sarà solo un’altra perdita a un certo punto del nostro cammino. Per questa ragione, conosco medici che evitano di avere degli amici, ma il resto di noi fa del proprio lavoro un modo per spostare quel punto lungo il cammino e per portare quella perdita il più lontano possibile. –VFC Meredith, 5.18

I chirurghi sono tutti incasinati, siamo macellai, macellai incasinati dal coltello facile. Tagliamo a pezzi la gente e andiamo avanti, i pazienti muoiono quando siamo di guardia e andiamo avanti, facciamo del male, ci facciamo del male, non abbiamo il tempo di preoccuparci dell’effetto che ci faranno il sangue, la morte e le stronzate. –VFC Alex, 5.19

Te l’ho detto, conosco i miei limiti, lascia che decida io se ce la faccio. –Cristina, 5.19

Sono i miei cari, le persone care ti tengono in vita. Meglio avere qualcuno che non avere nessuno. –Joyce, 5.19

– Questa è la TAC di… di Katie Bryce, una ragazza di sedici anni con aneurisma sub-aracnoideo… –Derek

– …caduta durante la ginnastica ritmica. Me lo ricordo. –Meredith

– Il primo intervento che abbiamo fatto insieme. La nostra prima vita salvata. E qui c’è una cisti cerebrale. È stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. T’ho baciata sulle scale dopo l’intervento. E questo l’abbiamo fatto quando la Bailey t’ha cacciata dalla sala perché ci aveva beccati sul tuo vialetto nella mia macchina. E questa è una craniotomia di sette ore in cui hai retto il divaricatore senza battere ciglio. Li ho capito che saresti stata un grande chirurgo. Beth Monroe, che ha decretato il successo dei nostri test clinici sopravvivendo. Tu mi hai convinto a operarla, lì ho capito di aver bisogno di te. E questo è oggi, TAC post-operatoria del cranio di Izzie Stevens. Hai visto? Qui, niente più tumore. Merito tuo. Tu mi hai riportato in sala operatoria, perché se c’è una crisi tu non ti blocchi, tu vai avanti e fai andare avanti anche tutti noi, perché hai visto di peggio, al peggio sei sopravvissuta e sai che anche noi sopravvivremo. Dici di essere cupa e torbida, ma non è un difetto, è una forza, una forza che fa di te quello che sei. Non mi metterò in ginocchio, non ti farò nessuna domanda. Io ti amo, Meredith Grey e voglio passare il resto della mia vita con te. –Derek

– E io voglio passare il resto della mia vita con te. –Meredith, 5.19

Non ha importanza anche se siamo dei duri, i traumi lasciano sempre delle cicatrici, ci seguono anche a casa, cambiano la nostra vita. I traumi incasinano tutti, ma forse è proprio questo il punto: il dolore, la paura, le stronzate, forse subire queste ci permette di andare avanti, di superare ogni cosa. Forse tutti dobbiamo incasinarci un po’ prima di poter migliorare. –VFC Alex, 5.19

La sconfitta non esiste, non per un chirurgo. Noi non ci allontaniamo dal tavolo operatorio finché l’ultimo respiro non è stato esalato. I malati terminali sono una sfida, una vita in pericolo ci fa alzare al mattino. Non ci facciamo intimorire facilmente, noi non vacilliamo, non indietreggiamo e di sicuro non ci arrendiamo, almeno, non sul lavoro. –VFC Meredith, 5.20

Niente drammi niente affanni. –Robbins, 5.20

Sostenere e rispettare sono due cose completamente diverse. –Mark, 5.20

Si fa così quando una persona che ami ti chiede di fare una cosa, la fai. –Derek, 5.20

Sua figlia è una donna adulta, ma andiamo non cambia niente, è mia figlia. È come il sangue che mi scorre nelle vene, non cambia col crescere. Non passa mai l’amore, il bisogno di proteggere i figli da tutto, da qualunque cosa, perfino da loro stessi. Crescono, se ne vanno, cambiano, diventano persone che neanche li conosci, prendono decisioni, insomma, e pensano che non li ami perché non li capisci, ma è il contrario, esattamente il contrario. Si lotta per loro, sempre, non ci si arrende mai, se si tratta di tua figlia non ti arrendo mai. –Papà di Callie, 5.20

Ha dato un nome al sentimento. Deve sapere di cosa si tratta prima di poter navigare verso qualcosa di meglio. –Wyatt, 5.20

Se lo chiedi un complimento non è più un complimento. –Derek, 5.20

Per svolgere il nostro lavoro dobbiamo credere che la sconfitta non possa realizzarsi, che non importa quanto il nostro paziente sia malato, c’è sempre una speranza. Ma perfino quando la nostra speranza deve sottostare alla realtà e ci dobbiamo arrendere alla verità per forza, vuol dire che abbiamo perso la battaglia di oggi, non la guerra di domani. C’è una cosa strana nella resa: quando ti arrendi, quando ti sei arreso veramente dimentichi perfino il motivo per cui avevi litigato. –VFC Meredith, 5.20

Ricordate quando da piccoli al parco per sbaglio davamo un morso ad un bambino? La maestra ci diceva “va a dire scusa” e noi lo dicevamo, ma senza crederci, perché quello stupido bambino il morso lo meritava eccome. Ma da grandi dire “mi dispiace” non è più tanto semplice. Passato il tempo dell’asilo, non puoi dirlo e basta, devi crederci. Certo, se sei un medico “mi dispiace” non è bello da dire, significa che tu stai morendo e che io non posso aiutarti, oppure che ti farà tanto male. –VFC Meredith, 5.21

Quando hai una figlia malata, Cricket, il denaro è l’ultima cosa alla quale pensi. –Robbie, 5.21

Capisco che anche lei sia una vittima, ma non si può essere vittima quando c’è in gioco una figlia di sei anni. –Meredith, 5.21

Urlano perché si vogliono bene. –Callie, 5.21

Ti prego sta dalla mia parte, ho bisogno che tu mi dia ragione. –Meredith, 5.21

Come medici non possiamo correggere i nostri errori e raramente ci perdoniamo per averli commessi, ma sono rischi del mestiere. Però come esseri umani possiamo sempre cercare di migliorare, di essere migliori, di rimediare a un torto, anche quando sembra irrimediabile. Certo dire “mi dispiace” non funziona sempre, forse perché lo usiamo in tanti modi diversi, come arma, come giustificazione. –VFC Meredith, 5.21

Non ti voglio torturare, non voglio guardarti con desiderio quando so di non poter stare con te. Allora si, sorrido e ti dico “ciao stammi bene”! Ti sto liberando di me, ci provo, ci provo con tutte le forze a lasciarti libera, cerco di farmi perdonare per quello che ti ho fatto, non lo vedi? Cerco solo di farmi perdonare! –Owen, 5.21

Ma quando ci dispiace davvero, quando lo usiamo nel modo giusto, quando ci dispiace credendoci, quando le nostre azioni esprimono ciò che le parole non riusciranno mai ad esprimere, quando lo diciamo bene “mi dispiace” è perfetto, quando lo diciamo ben “mi dispiace” è una redenzione. –VFC Meredith, 5.21

Quando stai per vivere il giorno più bello della tua vita non sai che sarà il più bello. I giorni che pensi saranno i più belli, non sono mai belli quanto li immaginavi nella tua fantasia. Sono i giorni qualsiasi, quelli che iniziano in modo normale, sono quelli che alla fine diventano i più belli e oggi c’era il matrimonio, era bellissimo, perfetto. –Izzie, 5.22

Lascia stare è morto, non puoi salvare. Pensa a salvare chi può essere salvato invece. –Owen, 5.22

Quando ami una persona, l’amore è amore, non importa se non puoi restare insieme. –Jordan, 5.22

Oggi è il giorno in cui la mia vita comincia. Oggi divento cittadina del mondo. Oggi divento una persona adulta. Oggi dovrò rendere conto ad altri, all’infuori di me e dei miei genitori, rendere conto di qualcosa di più dei miei voti. Oggi dovrò rendere conto al mondo, al futuro, a tutte le possibilità che la vita ha da offrire. A partire da oggi il mio compito è farmi avanti ad occhi aperti, disponibile e pronta, per che cosa? Io non lo so, per qualunque cosa, per tutto, per affrontare la vita, per affrontare l’amore, per affrontare le responsabilità e le possibilità. Oggi, miei cari amici, inizia la nostra vita e ad essere sincera, io non vedo l’ora. –VFC Rebecca, Discorso per il Diploma, 5.22

Oggi è il giorno in cui la mia vita comincia. Per tutta la vita sono sempre stato solo io, un ragazzino che parla troppo, oggi divento un uomo, oggi divento un marito. Da oggi dovrò rendere conto a un’altra persona oltre che a me, da oggi divento responsabile di te e del nostro futuro e di tutte le possibilità che il nostro matrimonio ha da offrire. Insieme, qualunque cosa accada, io sarò pronto, per qualsiasi cosa, per tutto, per affrontare la vita, per affrontare l’amore, per affrontare le possibilità e le responsabilità. Oggi, Izzie Stevens, comincia la nostra vita insieme e ad essere sincero, non vedo l’ora. –Discorso di Alex del Matrimonio, 5.22

Quando stai per vivere il giorno più bello della tua vita non sai che sarà il più bello finché non lo diventa. Non riconosci il giorno più bello della tua vita finché non lo vivi e il giorno in cui ti impegni in qualcosa o con qualcuno, il giorno in cui ti si spezza il cuore, il giorno in cui incontri la tua anima gemella, il giorno in cui ti rendi conto che il tempo non basta perché vorresti vivere per sempre. Quelli sono i giorno più belli, i giorni perfetti, lo sai? –VFC Izzie, 5.22

Quando una cosa inizia di solito non sai come andrà a finire. La casa che volevi vendere diventa la tua casa, gli inquilini che sei stata costretta a prendere diventano la tua famiglia e l’avventura di una notte che volevi dimenticare diventa l’amore della tua vita. –VFC Meredith, 5.23

Io devo pensare al mio futuro, la vita è breve. –Mark, 5.23

– Sei mio marito, fanno questo i mariti, tormentano le mogli dicendo loro cosa devono fare. È tuo dovere. –Izzie

– Il mio dovere è sostenerti qualunque cosa tu voglia fare. –Alex, 5.23

Questo tira e molla è paura, ma tu hai già preso la decisione. L’hai già presa, l’hai presa quando hai deciso di lottare contro il cancro. –George, 5.23

Andiamo in Municipio domani. Non voglio passare un altro giorno senza essere sposata con te. –Meredith, 5.23

La gioia capita raramente, così raramente che dimentichiamo che possa succedere, ma è per questo, questo è il motivo per cui lo facciamo, per la gioia. –Bailey, 5.23

Passiamo tutta la vita a preoccuparci del nostro futuro, a pianificare il futuro, a cercare di prevedere il futuro, come se prevederlo potesse in qualche modo attutire i colpi, ma il futuro cambia sempre. Il futuro è la dimora delle nostre paure più profonde e delle nostre speranze più folli. Ma una cosa è certa, quando alla fine si rivela, il futuro non è mai come l’avevamo immaginato. –VFC Meredith, 5.23

I medici trascorrono tanto tempo a concentrarsi sul futuro, a pianificarlo, a lavorare per realizzarlo, ma a un certo punto si rendono conto che la vita è adesso, non dopo l’università, non dopo la specializzazione, è adesso. È tutto qui. È ora. Un attimo e te la sei persa. –VFC Meredith, 5.24

Credo che sia importante prendersi il tempo di dire alle persone che ami quanto le ami, finché possono sentirti. –Meredith, 5.24

Io non riesco a respirare se non ci sei tu. –Cristina, 5.24

Un matrimonio che si riduce a un ultimatum non è un matrimonio. Insomma che razza di marito fa questo? –Bailey, 5.24

Tutti abbiamo paura perché se non si ha paura non si capisce niente! –Bailey, 5.24

L’hai mai detto “ti amo”, “non posso più vivere senza di te”, “tu hai cambiato la mia vita”, l’hai mai detto? Fai dei progetti, trova un obiettivo, lavora per raggiungerlo, ma di tanto in tanto guardati attorno. Goditi ogni cosa perché è tutto qui e domani potrebbe non esserci più. –VFC Meredith, 5.24

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